Del: 20 Giugno 2024 Di: Michela De Marchi Commenti: 0
Juan Darthès de Il mondo di Patty condannato per stupro

Sono ormai passati 14 anni dalla messa in onda del primo episodio della telenovela argentina Il Mondo di Patty, impressa nella mente di molte bambine nate a fine anni ‘90 e inizio anni 2000. Purtroppo se n’è tornati a parlare da qualche anno a causa di un episodio che ha scioccato tutto il pubblico: nel 2018 l’attrice Thelma Fardin, Josefina “Giusy” Beltràn nella serie, ha accusato di molestie sessuali il collega attore Juan Darthès, che interpretava Leandro Diaz Rivarola. 

I fatti sono accaduti nel Nicaragua nel 2009 durante il tour dell’intero cast in America Latina: dalla prima denuncia nel 2018, si è arrivati all’incriminazione dell’attore nel 2020 e alla definitiva condanna a sei anni di carcere nel 2024.

Ma chi sono Juan Darthes e Thelma Fardin, protagonisti de Il Mondo di Patty?

Il primo, nome d’arte di Juan Rafael Pacífico Dabul, è un importante attore e musicista brasiliano con un grande seguito nel mondo del cinema e nell’universo televisivo latinoamericano. Thelma Fardin è, anch’essa, un’ attrice, cantante e modella argentina. Grazie alla sua passione, scattata quando ancora era una bambina, ha debuttato nel 1999 nel film La edad del sol, aprendo la porta a numerosi altri progetti, fino al più rilevante, ovvero Il Mondo di Patty nel 2007.

I due, quindi, sono diventati colleghi di lavoro durante le riprese della telenovela e, data la popolarità degli episodi, gli attori del cast hanno realizzato una serie di concerti in America Latina nei due anni successivi. Proprio durante questo periodo è avvenuto il fatto aberrante che Thelma ha denunciato. 

Per avere un quadro completo della vicenda bisogna partire dal 2017: la prima accusa di violenza sessuale a Darthès arriva dall’attrice Calu Rivero, che ricopriva il ruolo di Emma ne Il Mondo di Patty. La ragazza si riferiva ad episodi avvenuti durante le riprese di un’altra telenovela, Dulce Amor, girata tra il 2012 e 2013, ma non sporse denuncia penale. 

Decisero di sporgere denuncia, invece, altre due colleghe di Darthès, Anita Coacci e Natalia Juncos, le quali lo accusarono di abusi avvenuti nel 1999.

L’attore tuttavia respinse le accuse, affermando che erano solo atti di diffamazione, e non subì ripercussioni. 

Nel 2018 Thelma Fardin, prendendo coraggio, accusò pubblicamente Darthès con una serie di lunghi video in cui ha ripercorso i momenti agghiaccianti della violenza, sottolineando che lei aveva 16 anni, lui 45 e ovviamente il tutto era accaduto senza il suo consenso. 

Durante una serata del tour, precisamente nella tappa in Nicaragua, Thelma, avendo problemi con la chiave della sua stanza, fu “ospitata” nella camera del collega in attesa che la situazione si sistemasse. Ma proprio in quel momento Darthès iniziò ad avvicinarsi fisicamente alla ragazza, toccandola e baciandola contro la sua volontà. L’attore abusò quindi della giovane, che in un videomessaggio risalente al 2018 ha ripercorso nei dettagli i momenti dello stupro.

In seguito alle sue parole, l’associazione Attrici argentine ha espresso la propria solidarietà e un’altra collega decise di testimoniare contro Darthès: si trattava di Griselda Siciliani, con il ruolo di Carmen nella serie, che rivelò insulti verbali ricevuti dall’attore e affermò di non essersi sentita sicura al suo fianco sul set, proprio a causa dei suoi atteggiamenti. 

A spingere Thelma Fardin a parlare dell’abuso è stato il movimento NiUnaMenos, movimento nato in Argentina per combattere la violenza contro le donne: l’attrice denunciò per la prima volta i fatti nel corso di una conferenza stampa svoltasi in un teatro di Buenos Aires. Un paradosso emerso fu che l’attore accusato del gesto in realtà aveva anche realizzato uno spot con il ministero dello Sviluppo sociale contro la violenza di genere. Video ritirato poi da tutti gli account dei social dell’Istituto nazionale delle donne.

In seguito, quindi, Thelma pubblicò sui social il filmato in cui raccontava dello stupro che, divenuto virale, contribuì all’avvio di un’indagine da parte del Ministero pubblico del Nicaragua. 

Nel frattempo, Juan Darthès negò il tutto sostenendo: «Fu lei ad abusare di me. Entrò nella mia camera fingendo di non avere la chiave. Se mi condanneranno mi ucciderò». Successivamente, a dicembre 2018, l’attore fuggì in Brasile, sfruttando a proprio vantaggio le leggi locali sull’estradizione ed evitando così l’interrogatorio da parte della polizia nicaraguense.

Si arriva all’ottobre 2019, con l’accusa formale di abusi sessuali da parte dell’ufficio del procuratore nicaraguense contro Darthès, il quale continuò a negare, chiedendo che non fosse il mandato di cattura e che si svolgessero delle indagini anche sul passato di Thelma Fardin, richiesta ovviamente respinta. Un mese dopo, l’Interpol ordinò la cattura internazionale dell’attore per stupro aggravato e, nel gennaio 2020, venne emesso un mandato di cattura internazionale per Darthés. A fine anno il Ministero degli Affari Esteri del Nicaragua ne ha richiesto l’estradizione dal Brasile.

Nel 2021 prese avvio il processo in Brasile, presso la corte federale di San Paolo, e due anni dopo l’attore venne assolto in primo grado

Il 10 giugno 2024, Juan Darthés è stato condannato in secondo grado a 6 anni di carcere. Il processo è stato estenuante e difficile da sostenere per Thelma in quanto significava soprattutto riaprire una ferita che permane da molto tempo e che può impedire di affrontare la vita serenamente. 

In seguito alla condanna, l’attrice ha scritto un lungo messaggio su Instagram

Non ho mai cercato vendetta, volevo dare giustizia e riparo a quella ragazza che ero. Volevo poter guardare i miei figli negli occhi e dire loro che ho fatto tutto il possibile per rendere il mondo in cui li ho portati un mondo più giusto. Oggi questo è un messaggio di speranza per tutte le persone che hanno subito e subiscono violenze. È la speranza che possa arrivare giustizia». L’attrice ha proseguito: «La giustizia la costruiamo insieme, per questo è fondamentale che se qualcuno ti racconta la sua storia, il suo dolore, non lo giudichi, non lo ritieni responsabile. Abbiamo bisogno di empatia e amore per consentire  a più persone di parlare.

Spesso, infatti, accade che chi è vittima di queste violenze tenda a non parlarne, tanto meno a denunciarle, per numerosi motivi: vergogna, paura della reazione dello stupratore, giudizio degli altri, timore di non essere credute. 

Queste donne, quindi, attendono mesi o anni prima di riuscire a rivelare gli abusi; in molti casi non riescono a compiere questo passo. Ai tempi della violenza, Thelma era un’adolescente e non ha proferito parola su ciò che le era successo, ma a distanza di nove anni e con il supporto di altre persone è riuscita a denunciare Darthès. 

Subito dopo la rivelazione, Thelma è diventata uno dei volti del “Me Too” in Argentina e in molte conferenze stampa ha trattato dell’argomento della giustizia.

Il suo aiuto verso le ragazze che hanno subito abusi del genere non si è fermato, infatti l’attrice ha pubblicato nel 2019 anche il libro L’arte di non tacere affinché la condivisione della sua storia possa contribuire a lottare contro l’impunità che circonda i reati di abuso sessuale e stupro. 

Nello stesso anno, l’attrice ha presentato un disegno di legge assieme al deputato argentino Daniel Filmus e SAGAI per disciplinare il lavoro artistico minorile. 

Thelma ha anche rivelato che è riuscita a prendere coraggio grazie alle donne – Calu Rivero, Anita Coacci e Natalia Juncos – che l’avevano preceduta nel rivelare gli abusi subiti. «È stata una grande catena, poi è arrivata la mia voce e poi la voce di tante altre che hanno anche fatto echeggiare qualcosa che le donne dovevano portare all’attenzione della società». Termina Thelma: «Se c’è qualcuno che ti racconta la sua storia, tu empatizza. Non chiedere perché ci ha messo così tanto a parlare». 

Parole che invitano all’azione e, ancora prima, all’ascolto dell’altra persona. Solo affrontando pubblicamente questi fatti si potrà avere giustizia per le donne che sono state vittime di stupri e violenze sessuali e disegnare un futuro migliore per le bambine e ragazze di domani.

Michela De Marchi
Studentessa di Scienze umanistiche per la comunicazione che aspira a diventare una giornalista. Sono molto ambiziosa e tendo a dare il meglio di me in ogni situazione. Danza, libri e viaggi sono solo alcune delle cose che mi caratterizzano.

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