Juan Darthès de Il mondo di Patty condannato per stupro

Juan Darthès de Il mondo di Patty condannato per stupro

Sono ormai pas­sa­ti 14 anni dal­la mes­sa in onda del pri­mo epi­so­dio del­la tele­no­ve­la argen­ti­na Il Mon­do di Pat­ty, impres­sa nel­la men­te di mol­te bam­bi­ne nate a fine anni ‘90 e ini­zio anni 2000. Pur­trop­po se n’è tor­na­ti a par­la­re da qual­che anno a cau­sa di un epi­so­dio che ha scioc­ca­to tut­to il pub­bli­co: nel 2018 l’attrice Thel­ma Far­din, Jose­fi­na “Giu­sy” Bel­tràn nel­la serie, ha accu­sa­to di mole­stie ses­sua­li il col­le­ga atto­re Juan Dar­thès, che inter­pre­ta­va Lean­dro Diaz Rivarola. 

I fatti sono accaduti nel Nicaragua nel 2009 durante il tour dell’intero cast in America Latina: dalla prima denuncia nel 2018, si è arrivati all’incriminazione dell’attore nel 2020 e alla definitiva condanna a sei anni di carcere nel 2024.

Ma chi sono Juan Dar­thes e Thel­ma Far­din, pro­ta­go­ni­sti de Il Mon­do di Pat­ty?

Il pri­mo, nome d’ar­te di Juan Rafael Pací­fi­co Dabul, è un impor­tan­te atto­re e musi­ci­sta bra­si­lia­no con un gran­de segui­to nel mon­do del cine­ma e nell’universo tele­vi­si­vo lati­noa­me­ri­ca­no. Thel­ma Far­din è, anch’essa, un’ attri­ce, can­tan­te e model­la argen­ti­na. Gra­zie alla sua pas­sio­ne, scat­ta­ta quan­do anco­ra era una bam­bi­na, ha debut­ta­to nel 1999 nel film La edad del sol, apren­do la por­ta a nume­ro­si altri pro­get­ti, fino al più rile­van­te, ovve­ro Il Mon­do di Pat­ty nel 2007.

I due, quin­di, sono diven­ta­ti col­le­ghi di lavo­ro duran­te le ripre­se del­la tele­no­ve­la e, data la popo­la­ri­tà degli epi­so­di, gli atto­ri del cast han­no rea­liz­za­to una serie di con­cer­ti in Ame­ri­ca Lati­na nei due anni suc­ces­si­vi. Pro­prio duran­te que­sto perio­do è avve­nu­to il fat­to aber­ran­te che Thel­ma ha denunciato. 

Per ave­re un qua­dro com­ple­to del­la vicen­da biso­gna par­ti­re dal 2017: la pri­ma accu­sa di vio­len­za ses­sua­le a Dar­thès arri­va dall’attrice Calu Rive­ro, che rico­pri­va il ruo­lo di Emma ne Il Mon­do di Pat­ty. La ragaz­za si rife­ri­va ad epi­so­di avve­nu­ti duran­te le ripre­se di un’altra tele­no­ve­la, Dul­ce Amor, gira­ta tra il 2012 e 2013, ma non spor­se denun­cia penale. 

Decisero di sporgere denuncia, invece, altre due colleghe di Darthès, Anita Coacci e Natalia Juncos, le quali lo accusarono di abusi avvenuti nel 1999. 

L’attore tut­ta­via respin­se le accu­se, affer­man­do che era­no solo atti di dif­fa­ma­zio­ne, e non subì ripercussioni. 

Nel 2018 Thel­ma Far­din, pren­den­do corag­gio, accu­sò pub­bli­ca­men­te Dar­thès con una serie di lun­ghi video in cui ha riper­cor­so i momen­ti agghiac­cian­ti del­la vio­len­za, sot­to­li­nean­do che lei ave­va 16 anni, lui 45 e ovvia­men­te il tut­to era acca­du­to sen­za il suo consenso. 

Duran­te una sera­ta del tour, pre­ci­sa­men­te nel­la tap­pa in Nica­ra­gua, Thel­ma, aven­do pro­ble­mi con la chia­ve del­la sua stan­za, fu “ospi­ta­ta” nel­la came­ra del col­le­ga in atte­sa che la situa­zio­ne si siste­mas­se. Ma pro­prio in quel momen­to Dar­thès ini­ziò ad avvi­ci­nar­si fisi­ca­men­te alla ragaz­za, toc­can­do­la e bacian­do­la con­tro la sua volon­tà. L’attore abu­sò quin­di del­la gio­va­ne, che in un video­mes­sag­gio risa­len­te al 2018 ha riper­cor­so nei det­ta­gli i momen­ti del­lo stupro.

In segui­to alle sue paro­le, l’associazione Attri­ci argen­ti­ne ha espres­so la pro­pria soli­da­rie­tà e un’altra col­le­ga deci­se di testi­mo­nia­re con­tro Dar­thès: si trat­ta­va di Gri­sel­da Sici­lia­ni, con il ruo­lo di Car­men nel­la serie, che rive­lò insul­ti ver­ba­li rice­vu­ti dall’attore e affer­mò di non esser­si sen­ti­ta sicu­ra al suo fian­co sul set, pro­prio a cau­sa dei suoi atteggiamenti. 

A spin­ge­re Thel­ma Far­din a par­la­re dell’abuso è sta­to il movi­men­to NiU­na­Me­nos, movi­men­to nato in Argen­ti­na per com­bat­te­re la vio­len­za con­tro le don­ne: l’attrice denun­ciò per la pri­ma vol­ta i fat­ti nel cor­so di una con­fe­ren­za stam­pa svol­ta­si in un tea­tro di Bue­nos Aires. Un para­dos­so emer­so fu che l’attore accu­sa­to del gesto in real­tà ave­va anche rea­liz­za­to uno spot con il mini­ste­ro del­lo Svi­lup­po socia­le con­tro la vio­len­za di gene­re. Video riti­ra­to poi da tut­ti gli account dei social dell’Istituto nazio­na­le del­le donne.

In seguito, quindi, Thelma pubblicò sui social il filmato in cui raccontava dello stupro che, divenuto virale, contribuì all’avvio di un’indagine da parte del Ministero pubblico del Nicaragua. 

Nel frat­tem­po, Juan Dar­thès negò il tut­to soste­nen­do: «Fu lei ad abu­sa­re di me. Entrò nel­la mia came­ra fin­gen­do di non ave­re la chia­ve. Se mi con­dan­ne­ran­no mi ucci­de­rò». Suc­ces­si­va­men­te, a dicem­bre 2018, l’atto­re fug­gì in Bra­si­le, sfrut­tan­do a pro­prio van­tag­gio le leg­gi loca­li sul­l’e­stra­di­zio­ne ed evi­tan­do così l’interrogatorio da par­te del­la poli­zia nicaraguense.

Si arri­va all’ottobre 2019, con l’accusa for­ma­le di abu­si ses­sua­li da par­te dell’ufficio del pro­cu­ra­to­re nica­ra­guen­se con­tro Dar­thès, il qua­le con­ti­nuò a nega­re, chie­den­do che non fos­se il man­da­to di cat­tu­ra e che si svol­ges­se­ro del­le inda­gi­ni anche sul pas­sa­to di Thel­ma Far­din, richie­sta ovvia­men­te respin­ta. Un mese dopo, l’Inter­pol ordi­nò la cat­tu­ra inter­na­zio­na­le dell’attore per stu­pro aggra­va­to e, nel gen­na­io 2020, ven­ne emes­so un man­da­to di cat­tu­ra inter­na­zio­na­le per Dar­thés. A fine anno il Mini­ste­ro degli Affa­ri Este­ri del Nica­ra­gua ne ha richie­sto l’estradizione dal Brasile.

Nel 2021 pre­se avvio il pro­ces­so in Bra­si­le, pres­so la cor­te fede­ra­le di San Pao­lo, e due anni dopo l’atto­re ven­ne assol­to in pri­mo gra­do

Il 10 giu­gno 2024, Juan Dar­thés è sta­to con­dan­na­to in secon­do gra­do a 6 anni di car­ce­re. Il pro­ces­so è sta­to este­nuan­te e dif­fi­ci­le da soste­ne­re per Thel­ma in quan­to signi­fi­ca­va soprat­tut­to ria­pri­re una feri­ta che per­ma­ne da mol­to tem­po e che può impe­di­re di affron­ta­re la vita serenamente. 

In seguito alla condanna, l’attrice ha scritto un lungo messaggio su Instagram

Non ho mai cer­ca­to ven­det­ta, vole­vo dare giu­sti­zia e ripa­ro a quel­la ragaz­za che ero. Vole­vo poter guar­da­re i miei figli negli occhi e dire loro che ho fat­to tut­to il pos­si­bi­le per ren­de­re il mon­do in cui li ho por­ta­ti un mon­do più giu­sto. Oggi que­sto è un mes­sag­gio di spe­ran­za per tut­te le per­so­ne che han­no subi­to e subi­sco­no vio­len­ze. È la spe­ran­za che pos­sa arri­va­re giu­sti­zia». L’at­tri­ce ha pro­se­gui­to: «La giu­sti­zia la costruia­mo insie­me, per que­sto è fon­da­men­ta­le che se qual­cu­no ti rac­con­ta la sua sto­ria, il suo dolo­re, non lo giu­di­chi, non lo ritie­ni respon­sa­bi­le. Abbia­mo biso­gno di empa­tia e amo­re per con­sen­ti­re  a più per­so­ne di parlare.

Spes­so, infat­ti, acca­de che chi è vit­ti­ma di que­ste vio­len­ze ten­da a non par­lar­ne, tan­to meno a denun­ciar­le, per nume­ro­si moti­vi: ver­go­gna, pau­ra del­la rea­zio­ne del­lo stu­pra­to­re, giu­di­zio degli altri, timo­re di non esse­re credute. 

Que­ste don­ne, quin­di, atten­do­no mesi o anni pri­ma di riu­sci­re a rive­la­re gli abu­si; in mol­ti casi non rie­sco­no a com­pie­re que­sto pas­so. Ai tem­pi del­la vio­len­za, Thel­ma era un’adolescente e non ha pro­fe­ri­to paro­la su ciò che le era suc­ces­so, ma a distan­za di nove anni e con il sup­por­to di altre per­so­ne è riu­sci­ta a denun­cia­re Darthès. 

Subito dopo la rivelazione, Thelma è diventata uno dei volti del “Me Too” in Argentina e in molte conferenze stampa ha trattato dell’argomento della giustizia. 

Il suo aiu­to ver­so le ragaz­ze che han­no subi­to abu­si del gene­re non si è fer­ma­to, infat­ti l’attrice ha pub­bli­ca­to nel 2019 anche il libro L’arte di non tace­re affin­ché la con­di­vi­sio­ne del­la sua sto­ria pos­sa con­tri­bui­re a lot­ta­re con­tro l’impunità che cir­con­da i rea­ti di abu­so ses­sua­le e stupro. 

Nel­lo stes­so anno, l’attrice ha pre­sen­ta­to un dise­gno di leg­ge assie­me al depu­ta­to argen­ti­no Daniel Fil­mus e SAGAI per disci­pli­na­re il lavo­ro arti­sti­co minorile. 

Thel­ma ha anche rive­la­to che è riu­sci­ta a pren­de­re corag­gio gra­zie alle don­ne — Calu Rive­ro, Ani­ta Coac­ci e Nata­lia Jun­cos — che l’avevano pre­ce­du­ta nel rive­la­re gli abu­si subi­ti. «È sta­ta una gran­de cate­na, poi è arri­va­ta la mia voce e poi la voce di tan­te altre che han­no anche fat­to echeg­gia­re qual­co­sa che le don­ne dove­va­no por­ta­re all’atten­zio­ne del­la socie­tà». Ter­mi­na Thel­ma: «Se c’è qual­cu­no che ti rac­con­ta la sua sto­ria, tu empa­tiz­za. Non chie­de­re per­ché ci ha mes­so così tan­to a parlare». 

Paro­le che invi­ta­no all’azione e, anco­ra pri­ma, all’ascolto dell’altra per­so­na. Solo affron­tan­do pub­bli­ca­men­te que­sti fat­ti si potrà ave­re giu­sti­zia per le don­ne che sono sta­te vit­ti­me di stu­pri e vio­len­ze ses­sua­li e dise­gna­re un futu­ro miglio­re per le bam­bi­ne e ragaz­ze di domani.

Con­di­vi­di:
Michela De Marchi
Stu­den­tes­sa di Scien­ze uma­ni­sti­che per la comu­ni­ca­zio­ne che aspi­ra a diven­ta­re una gior­na­li­sta. Sono mol­to ambi­zio­sa e ten­do a dare il meglio di me in ogni situa­zio­ne. Dan­za, libri e viag­gi sono solo alcu­ne del­le cose che mi caratterizzano.

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