BookAdvisor, consigli di lettura di luglio

Bookadvisor, consigli di lettura di luglio

Il 5 di ogni mese, 5 libri per tutti i gusti: BookAdvisor è la rubrica dove vi consigliamo ciò che ci è piaciuto di recente, tra novità e qualche riscoperta.


Cuo­re nero, Sil­via Aval­lo­ne (Riz­zo­li) - recen­sio­ne di Giu­lia Maineri

Cuore nero eBook : Avallone, Silvia: Amazon.it: Libri


Se il male lo subi­sci, puoi impa­ra­re a per­do­na­re, puoi dimen­ti­car­lo oppu­re sol­tan­to accet­tar­lo, meta­bo­liz­zar­lo. Ma se il male lo hai fat­to tu, allo­ra non ti abban­do­ne­rà mai, sarà sem­pre una que­stio­ne irri­sol­ta. Così è Emi­lia, la pro­ta­go­ni­sta di Cuo­re Nero: una per­so­na irri­sol­ta. Con­vin­ta di non ave­re né di meri­tar­si un futu­ro, si riti­ra a Sas­sa­ia, una cit­ta­di­na di mon­ta­gna, vuo­ta e fred­da come il suo ani­mo. La sua soli­tu­di­ne incon­tra qui quel­la di Bru­no e in que­sto abbrac­cio, i due pro­ta­go­ni­sti intra­ve­do­no la pos­si­bi­li­tà di rina­sce­re, di rico­min­cia­re. Nel suo roman­zo più matu­ro e pro­fon­do, Aval­lo­ne affron­ta nuo­va­men­te il tema dell’adolescenza, che acco­sta­to a quel­lo del­le car­ce­ri crea un vero e pro­prio ossi­mo­ro: l’adolescenza è una spin­ta ver­so l’esterno, è cono­sce­re il mon­do, but­tar­si a capo­fit­to nel­le cose, men­tre la reclu­sio­ne è un ritor­cer­si su sè stes­si, sca­var­si den­tro e rimu­gi­na­re. Emi­lia non riu­sci­rà mai a fare pace con sè stes­sa, ma sco­pri­rà che non è mai trop­po tar­di per dar­si una chance.


Il San­to, Mar­co Tra­va­glio (Paper­FIR­ST) — recen­sio­ne di Vio­la Vismara

Il santo

Il San­to di Mar­co Tra­va­glio esa­mi­na la figu­ra di Sil­vio Ber­lu­sco­ni, libro pub­bli­ca­to poco dopo la sua mor­te. Nono­stan­te la tem­pi­sti­ca pos­sa sem­bra­re con­tro­ver­sa, l’o­biet­ti­vo del libro non è quel­lo di cri­ti­ca­re Ber­lu­sco­ni per­so­nal­men­te, ma di affron­ta­re il feno­me­no del ber­lu­sco­ni­smo che ha con­ti­nua­to a influen­za­re l’I­ta­lia dopo la sua scom­par­sa. Con il suo sti­le inve­sti­ga­ti­vo carat­te­ri­sti­co, Tra­va­glio offre un’a­na­li­si appro­fon­di­ta del­la vita e del­la car­rie­ra di Ber­lu­sco­ni, esplo­ran­do vari aspet­ti del­la sua asce­sa come impren­di­to­re e poli­ti­co.
Il libro affron­ta temi cru­cia­li come il con­flit­to d’in­te­res­si, la mani­po­la­zio­ne dei media, le con­tro­ver­sie giu­di­zia­rie e le leg­gi ad per­so­nam appro­va­te duran­te i suoi man­da­ti. Tra­va­glio non si limi­ta a espor­re fat­ti, ma li inter­pre­ta cri­ti­ca­men­te, evi­den­zian­do le impli­ca­zio­ni del­le azio­ni di Ber­lu­sco­ni sul­la poli­ti­ca e sul­la socie­tà ita­lia­na. Attra­ver­so l’e­sa­me del­la fon­da­zio­ne di For­za Ita­lia nel 1994 e dei suoi nume­ro­si man­da­ti come Pre­si­den­te del Con­si­glio, Tra­va­glio illu­stra le poli­ti­che adot­ta­te e le con­nes­sio­ni tra affa­ri e poli­ti­ca, cri­ti­can­do il con­flit­to d’in­te­res­si e l’u­so del pote­re poli­ti­co per sco­pi per­so­na­li.
Uti­liz­zan­do una vasta gam­ma di fon­ti e docu­men­ti, l’au­to­re costrui­sce una nar­ra­zio­ne soli­da e det­ta­glia­ta. Tut­ta­via, il tono for­te­men­te cri­ti­co del libro potreb­be risul­ta­re pola­riz­zan­te per alcu­ni let­to­ri. In gene­ra­le, Il San­to rap­pre­sen­ta una let­tu­ra mol­to uti­le per appro­fon­di­re l’im­pat­to di Ber­lu­sco­ni sul­la poli­ti­ca e sul­la socie­tà ita­lia­na, offren­do una rifles­sio­ne ana­li­ti­ca sia per i suoi soste­ni­to­ri che per i suoi detrattori.


Bourn­vil­le, Jona­than Coe (Fel­tri­nel­li) — recen­sio­ne di Miche­la De Marchi

Bournville

Il cioc­co­la­to è il filo ros­so del­la sto­ria pro­po­sta da Jona­than Coe nel libro Bourn­vil­le. La nar­ra­zio­ne si svi­lup­pa nel sob­bor­go di Bir­min­gham, nato attor­no allo sta­bi­li­men­to del­la Cad­bu­ry, azien­da ingle­se che pro­du­ce cioc­co­la­to. Costruen­do una saga fami­lia­re, Coe riper­cor­re i momen­ti più bui e più alle­gri del­la sto­ria del­la Gran Bre­ta­gna: il discor­so di Chur­chill per cele­bra­re il Gior­no del­la Vit­to­ria nel 1945; la vit­to­ria dell’Inghilterra ai mon­dia­li nel 1966; il matri­mo­nio di Car­lo e Dia­na nel 1981 e la pan­de­mia del Covid-19 sono solo alcu­ni dei gran­di epi­so­di nar­ra­ti.
In set­te macro capi­to­li si sus­se­guo­no le vicis­si­tu­di­ni di una nor­ma­le fami­glia ingle­se, par­ten­do dall’episodio più recen­te, ovve­ro il Coro­na­vi­rus. Nel­le pri­me pagi­ne, infat­ti, ci tro­via­mo a Vien­na nel 2020, dove Lor­na e Mark ini­zia­no il loro pic­co­lo tour come band, ma pro­prio a cau­sa del virus e del­la chiu­su­ra dei loca­li sono costret­ti a inter­rom­pe­re i con­cer­ti pro­gram­ma­ti. Lor­na, scon­so­la­ta, chia­ma la non­na Mary su Sky­pe e chiac­chie­ran­do sco­pre di ave­re un bisnon­no tede­sco. Chiu­sa la tele­fo­na­ta, Mary viag­gia indie­tro nel tem­po con la memo­ria, ricor­dan­do i fat­ti che han­no carat­te­riz­za­to la sua vita e il suo Pae­se. Venia­mo, quin­di, cata­pul­ta­ti nel 1945 con una pic­co­la Mary: una bam­bi­na che deve con­fron­tar­si con le con­se­guen­za del­la Secon­da guer­ra mon­da­le, ma che con curio­si­tà affron­ta ciò che il mon­do le offre. Da ragaz­zi­na del­la midd­le class ingle­se, diven­ta una gio­va­ne atle­ta e poi una don­na istin­ti­va e anche inge­nua. Accom­pa­gnan­do­la nel cor­so del­la sua vita, ven­go­no intro­dot­ti anche gli altri per­so­nag­gi: non solo i geni­to­ri, ma anche il futu­ro mari­to Geof­frey; i figli Jack, Mar­tin e Peter; i nipo­ti e le ami­ci­zie stret­te nel­la stes­sa Bourn­vil­le o poco distan­ti dal­la cit­tà. Ciò che uni­sce i vari epi­so­di è anche la “guer­ra del cioc­co­la­to”, che vede i pae­se euro­pei, tra i qua­li Inghil­ter­ra, Fran­cia e Bel­gio, impe­gna­ti in una bat­ta­glia sull’etichettatura del pro­dot­to.
Tra iro­nia e nostal­gia, Coe ana­liz­za la socie­tà ingle­se affron­tan­do i pro­ble­mi che ha vis­su­to nel XX seco­lo, i momen­ti patriot­ti­ci che han­no uni­to la nazio­ne, i cam­bia­men­ti di men­ta­li­tà svi­lup­pa­ti nei decen­ni e mol­to altro anco­ra. Con Bourn­vil­le il let­to­re potrà com­pie­re un viag­gio dal 1945 al 2020, pro­van­do emo­zio­ni con­tra­stan­ti, come gio­ia, tri­stez­za e rab­bia. Oltre 70 anni di avve­ni­men­ti che han­no por­ta­to a muta­men­ti per­so­na­li e sto­ri­ci, rac­con­ta­ti con tre sto­rie paral­le­le: quel­la di Mary; dell’amore ingle­se per il cioc­co­la­to e del­la stes­sa Gran Bretagna.


Beach Read. Roman­zo d’e­sta­te, Emi­ly Hen­ry (Har­per­Col­lins) — recen­sio­ne di Matil­de Eli­sa Sala

Beach read. Romanzo d'estate

Janua­ry Andrews, scrit­tri­ce affer­ma­ta di com­me­die roman­ti­che, è in bloc­co. A cau­sa del­la sco­per­ta di un segre­to sul­la sua fami­glia, non cre­de nel­l’a­mo­re e non rie­sce più a scri­ve­re nul­la. Per que­sto moti­vo si rifu­gia in un pic­co­lo cot­ta­ge sul lago Michi­gan, da sola, alla ricer­ca del­l’i­spi­ra­zio­ne e degli sti­mo­li neces­sa­ri per una nuo­va sto­ria. Mai si sareb­be aspet­ta­ta però che lo sti­mo­lo sareb­be arri­va­to da Augu­stus Eve­rett, gran­de auto­re di roman­zi ame­ri­ca­ni e vec­chio com­pa­gno di col­le­ge di Janua­ry. Tra i due nasce una scom­mes­sa: Gus deve scri­ve­re una sto­ria a lie­to fine, men­tre inve­ce Janua­ry deve cimen­tar­si nel­la scrit­tu­ra del gran­de roman­zo ame­ri­ca­no. Tra i due però non scor­re buon san­gue, anzi, si diver­to­no fin trop­po a pun­zec­chiar­si l’u­no con l’al­tra. Ma si sa, cli­ché ma pur sem­pre mol­to apprez­za­to, spes­so da un’an­ti­pa­tia può nasce­re anche una for­te attra­zio­ne. Beach Read è uno dei roman­zi più noti e pre­fe­ri­ti del­la scrit­tri­ce ame­ri­ca­na Emi­ly Hen­ry, fede­le com­pa­gna di esta­ti mol­to cal­de, ma rese sicu­ra­men­te più pia­ce­vo­li gra­zie alla let­tu­ra dei suoi roman­zi. Janua­ry e Gus han­no una sto­ria da rac­con­ta­re, un vis­su­to alle spal­le ma un per­cor­so di cre­sci­ta per­so­na­le anco­ra da affron­ta­re, maga­ri anche insie­me. Inu­ti­le nascon­de­re che spes­so si vor­reb­be entra­re nel­la sto­ria per rim­pro­ve­rar­li, ma for­se il bel­lo dei roman­zi è anche osser­va­re dal­l’e­ster­no, da par­te­ci­pan­ti silen­zio­si. Un roman­zo scor­re­vo­le e dav­ve­ro mol­to esti­vo, deci­sa­men­te una let­tu­ra da ombrellone!


Dal­l’E­te­re di Ari­sto­te­le al cam­po gra­vi­ta­zio­na­le di Ein­stein. La lun­ga sto­ria del­lo spa­zio pie­no, Lucia­no Sivi­glia (Il ramo e la foglia edi­zio­ni) — recen­sio­ne di Danie­le Di Bella

Dall’etere di Aristotele al campo gravitazionale di Einstein. La lunga  storia dello spazio pieno

A mol­ti sarà capi­ta­to di sen­ti­re una fra­se simi­le a: “Le radia­zio­ni elet­tro­ma­gne­ti­che si pro­pa­ga­no nel vuo­to gra­zie all’oscillazione di due cam­pi, quel­lo elet­tri­co, e quel­lo magne­ti­co”.
Que­sta fra­se con­tie­ne in sé un’evidenza sor­pren­den­te: nono­stan­te l’aggettivo “vuo­to”, qual­co­sa c’è, in uno spa­zio vuo­to. I cam­pi, e le radia­zio­ni elet­tro­ma­gne­ti­che che ven­go­no gene­ra­te dal­le loro oscil­la­zio­ni. Ma da dove arri­va il con­cet­to di cam­po?
Lucia­no Sivi­glia è gio­va­nis­si­mo, clas­se 1998, lau­rea­to in Scien­ze Filo­so­fi­che all’Alma Mater di Bolo­gna, e si get­ta nel­la scrit­tu­ra di que­sto sag­gio per strut­tu­ra­re un’idea: «e se Ari­sto­te­le, dopo­tut­to, aves­se ragio­ne? Se non ci fos­se posto per il “vuo­to” nel nostro uni­ver­so? Se il suo ete­re non fos­se altro che il nostro “cam­po”?»
Il sag­gio si arti­co­la in tre par­ti, che deli­nea­no tre perio­di: quel­lo pre­ce­den­te ad Ari­sto­te­le, quel­lo di Ari­sto­te­le, e quel­lo suc­ces­si­vo ad Ari­sto­te­le, che giun­ge sino ai gior­ni nostri. Par­ten­do dall’etimo del­la paro­la “ete­re”, l’autore rie­sce a coin­vol­ge­re anche il let­to­re meno esper­to in una sto­ria che lo por­te­rà a con­sta­ta­re come “sia Ari­sto­te­le, a suo tem­po, che Ein­stein suc­ces­si­va­men­te, postu­la­ro­no l’esistenza di uno spa­zio dota­to di pro­prie­tà fisi­che ben pre­ci­se, ren­den­do­lo di fat­to un sog­get­to atti­vo, par­te­ci­pe del­lo svol­ger­si dei feno­me­ni.”
Dall’Etere di Ari­sto­te­le al cam­po gra­vi­ta­zio­na­le di Ein­stein è sia un avvin­cen­te viag­gio alla coper­ta di come gli esse­ri uma­ni, nel tem­po, si affi­di­no a decli­na­zio­ni diver­se del­lo stes­so prin­ci­pio, che un otti­mo esem­pio di inda­gi­ne inter­di­sci­pli­na­re. Da leg­ge­re assolutamente!

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Matilde Elisa Sala
Stu­dio Let­te­re, men­tre aspet­to anco­ra la mia let­te­ra per Hog­warts. Osser­vo il mon­do con occhi curio­si e un piz­zi­co di iro­nia, per­den­do­mi spes­so tra le pagi­ne di un buon libro o le sce­ne di un film. Scri­vo, per­ché cre­do che le paro­le sia­no lo stru­men­to più poten­te che abbiamo.
About Matilde Elisa Sala 101 Articoli
Studio Lettere, mentre aspetto ancora la mia lettera per Hogwarts. Osservo il mondo con occhi curiosi e un pizzico di ironia, perdendomi spesso tra le pagine di un buon libro o le scene di un film. Scrivo, perché credo che le parole siano lo strumento più potente che abbiamo.

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