Da rivedere per la prima volta. Edizione Halloween

Da rivedere per la prima volta. Edizione Halloween

Per il mese di ottobre, la redazione di Vulcano Statale vi propone quattro film, alcuni più datati e altri più recenti, perfetti per l’arrivo di Halloween.


Hubie Hal­lo­ween, 2020 - recen­sio­ne di Cri­sti­na Bianchi

Hubie Halloween, la recensione del film Netflix con Adam Sandler

Hal­lo­ween è il gior­no più atte­so dell’anno a Salem, Hubert “Hubie” Dubois, com­mes­so in un nego­zio di gastro­no­mia, è inca­ri­ca­to ogni anno di dare, soprat­tut­to ai più gio­va­ni, tut­te le infor­ma­zio­ni neces­sa­rie affin­ché nes­su­no si fac­cia male o si per­da. Hubie vive anco­ra con la mam­ma, che con­se­gna allo spet­ta­to­re un set di magliet­te con mol­ti dop­pi­sen­si spin­ti. Il pro­ta­go­ni­sta è da sem­pre bul­liz­za­to da tut­ta la cit­tà, adul­ti e bam­bi­ni lo pren­do­no di mira. Tran­ne Valen­ti­ne di cui è inna­mo­ra­to fin dal­le supe­rio­ri, la qua­le lo aiu­ta e lo difen­de. Hubie, però, si fa vale­re duran­te Hal­lo­ween del 2020 quan­do sal­va l’intera cit­tà di Salem da del­le stra­ne pre­sen­ze sini­stre. Una com­me­dia fir­ma­ta da Adam Sand­ler, accom­pa­gna­to dagli ami­ci e col­le­ghi di sem­pre Ste­ve Busce­mi, Rob Sch­nei­der, Chris RockKevin James. Il film sem­bra una sem­pli­ce com­me­dia per fami­glie ma i temi toc­ca­ti sono fon­da­men­ta­li, una sto­ria con­tro il bul­li­smo che pun­ta sul corag­gio di esse­re sem­pre sé stes­si con i pro­pri pun­ti di for­za, ma soprat­tut­to, di debolezza. 


Il fran­chi­se di Scream, 1996–2023 — recen­sio­ne di Miche­le Cacciapuoti

Scream: confermato un sesto film per la saga horror | Nerdevil


La serie di Scream non crea il gene­re sla­sher, ma con­tri­bui­sce alla sua isti­tu­zio­na­liz­za­zio­ne come unio­ne di splat­ter ed ele­men­ti inve­sti­ga­ti­vi spes­so inse­ri­ti in dina­mi­che di grup­po fra tee­na­ger, spe­cial­men­te rin­chiu­si in una casa. Già dal pri­mo film (1996) tut­to ciò vie­ne illu­mi­na­to da uno sguar­do sati­ri­co che sfio­ra il meta-cine­ma, sen­za mai esa­ge­ra­re. Così il sequel diret­to (1997) scher­za sui sequel stes­si, ma resti­tui­sce anche il trau­ma sof­fer­to dal­la pro­ta­go­ni­sta Sid­ney (Neve Cam­p­bell) – meno bene rie­sce la com­mi­stio­ne di per­so­nag­gi vec­chi e nuo­vi. Degna con­clu­sio­ne dell’allora tri­lo­gia è il ter­zo film (2000), in cui si dà mag­gior spa­zio alle fal­se piste e alla varia­zio­ne sul tema, pur con un meta-cine­ma più spin­to, tra­mi­te Stab (il film nel film).
Con il film del 2011 il pas­sa­re del tem­po è reso anco­ra meglio, con gli even­ti del 1996 dive­nu­ti ormai cul­tu­ra comu­ne e un nuo­vo sche­ma (il kil­ler Ghost­fa­ce non vuo­le più una ven­det­ta per­so­na­le lega­ta a Sid­ney, ora qua­si tan­gen­zia­le, ben­sì cer­ca un’identità con­trap­po­nen­do­si più alla gior­na­li­sta GaleCour­te­ney Cox).
Sfu­ma­ta l’idea di una nuo­va tri­lo­gia (fra la mor­te del regi­sta Cra­ven e lo scan­da­lo Wein­stein), biso­gna atten­de­re il 2022 per un 5° film che ripren­de il cast ori­gi­na­rio in vista di un gra­dua­le pas­sag­gio di testi­mo­ne a Bar­re­raOrte­ga (nel pie­no perio­do nostal­gi­co dei cosid­det­ti lega­cy­quelrequel) – non ha sen­so tac­cia­re il fina­le di cli­ché, dato che ormai ogni stra­da è sta­ta per­cor­sa; risul­ta­no caren­ti le rela­zio­ni inter­ne al grup­po, anche rispet­to alla serie TV Scream (2015–19).
Que­ste dina­mi­che miglio­ra­no nel sesto film (2023), con l’epicità dei pas­sag­gi di testi­mo­ne ma anche la sof­fer­ta man­can­za di Cam­p­bell per via di dispa­ri­tà di gene­re nei sala­ri. L’attrice dovreb­be tor­na­re nel­la pros­si­ma pel­li­co­la (2026), a dif­fe­ren­za però di Bar­re­ra, licen­zia­ta in segui­to ai suoi com­men­ti su Gaza.



Il fran­chi­se di Hal­lo­ween, 1978–2022 — recen­sio­ne di Miche­le Cacciapuoti

Halloween, la saga di film diventerà presto una serie tv | Wired Italia


La serie di film di Hal­lo­ween per anto­no­ma­sia rap­pre­sen­ta l’avvio del­la cosid­det­ta gol­den age del gene­re sla­sher, il qua­le sì ave­va avu­to dei pre­de­ces­so­ri, ma che fu pro­prio il film di John Car­pen­ter del 1978 a deli­nea­re per com’è noto oggi.
L’originalità auto­ria­le del regi­sta è con­den­sa­ta già dal­la sce­na ini­zia­le, in cui dal­la sog­get­ti­va del­la masche­ra di un gio­va­nis­si­mo Michael Myers vedia­mo com­pier­si il suo pri­mo omi­ci­dio. Com­pli­ce il suc­ces­si­vo sal­to tem­po­ra­le, l’assassino ci vie­ne pre­sen­ta­to con mol­ta gra­dua­li­tà: nar­ra­ti­va (nel suo avvi­ci­na­men­to pro­gres­si­vo alla pro­ta­go­ni­sta Lau­rie, inter­pre­ta­ta da Jamie Lee Cur­tis) e visi­va (Myers com­pa­re in pri­mo pia­no mol­to tar­di). Un’attesa che, sia pur gio­ca­ta sul­la tipi­ca strut­tu­ra sla­sher del grup­po di ami­che (e clas­si­ca­men­te, con il kil­ler che entra in casa fin­ché non rima­ne la cosid­det­ta final girl), dura for­se trop­po: i delit­ti (peral­tro poco splat­ter, poco san­gui­no­len­ti) ini­zia­no solo nel­la secon­da metà del film; la dina­mi­ca di grup­po si dilui­sce, con le tre ragaz­ze fisi­ca­men­te sepa­ra­te in tre abi­ta­zio­ni diver­se, ben­ché col­le­ga­te al tele­fo­no.
La serie pro­se­gue con un sequel (1981) ambien­ta­to diret­ta­men­te dopo il fina­le del pri­mo film, rispet­to a cui si inse­ri­sce mag­gior­men­te nel­le for­mu­le sla­sher (con il ruo­lo d’aiutante del dot­tor Loo­mis), pur man­te­nen­do una for­te ori­gi­na­li­tà. Si esa­cer­ba­no però anche gli ele­men­ti nega­ti­vi del film ori­gi­na­rio: la pas­si­vi­tà di Lau­rie da un lato, l’invincibilità sovran­na­tu­ra­le di Myers dall’altro. Dopo un ten­ta­ti­vo di anto­lo­giz­za­re la serie nel 1982, i film dal quar­to al sesto (1988–95) com­pio­no una cor­re­zio­ne sul­la tra­ma (ret­con), ripor­tan­do in vita Myers e Loo­mis e ucci­den­do Lau­rie, per con­cen­trar­si sul “ciclo di Jamie”, sua figlia. Il ciclo sof­fre la pre­sen­za di una pro­ta­go­ni­sta bam­bi­na, così come la mala gestio­ne dei sal­ti tem­po­ra­li (tran­ne con Paul Rudd) e di una tra­ma cen­tri­fu­ga lega­ta all’esoterismo.
Nel 1998 H20 ripor­ta in vita Lau­rie con un altro ret­con, igno­ran­do il ciclo di Jamie e seguen­do gli sti­le­mi da col­le­ge anni ’90 ormai resi cele­bri da Scream, con fin trop­pi cli­ché. Il filo­ne si chiu­de con l’otta­vo film (2002), con una nuo­va mor­te di Lau­rie e una for­za­ta insi­sten­za sul­le novi­tà tec­no­lo­gi­che e gio­va­ni­li­ste del XXI seco­lo.
Rob Zom­bie ha poi fat­to un reboot, ripar­ten­do da zero con due film (2007–09); l’ulti­ma tri­lo­gia (2018–22) segue inve­ce solo il pri­mo film, igno­ran­do le paren­te­le intro­dot­te dal 1981 in poi.



Hal­lo­ween – The Begin­ning, 2007 - recen­sio­ne di Cri­sti­na Bianchi

Halloween – The Beginning | Pointblank


Rob Zom­bie, regi­sta de La casa dei 100 cor­pi, nel 2007 ha rila­scia­to una del­le pel­li­co­le più ter­ri­fi­can­ti sul­la saga di Michael Myers. Hal­lo­ween – The Begin­ning por­ta lo spet­ta­to­re nel pas­sa­to nel 1990 a Had­don­field, quan­do Michael era un bam­bi­no di appe­na 10 anni e gira­va per casa con una masche­ra da clo­wn e che duran­te la not­te di Hal­lo­ween fece le sue pri­me vit­ti­me: la sorel­la Judith, il fidan­za­to di quest’ultima e il fidan­za­to del­la madre. Michael, quin­di, vie­ne rin­chiu­so allo Smith’s Gro­ve, un ospe­da­le psi­chia­tri­co dove vie­ne segui­to dal dot­tor Loo­mis, il qua­le già in pre­ce­den­za ave­va rico­no­sciu­to del­le psi­co­pa­tie di Michael. Nel­la strut­tu­ra Michael rima­ne per quin­di­ci anni, ma nel­la not­te di Hal­lo­ween rie­sce a scap­pa­re, per­ché ha un obiet­ti­vo: quel­lo di ritro­va­re la sorel­la più pic­co­la Angel, la qua­le ha cam­bia­to nome in Lau­rie Stro­de, che ave­va rispar­mia­to nel mas­sa­cro del 1990.
La saga di Hal­lo­ween ha una lun­ga sto­ria, il pri­mo film del­la saga è Hal­lo­ween – La not­te del­le stre­ghe, del 1978 con la regia di John Car­pen­ter e mol­ti da allo­ra sono sta­ti i pre­quel o i sequel che riper­cor­ro­no la vita di Michael Myers e del­la sua famiglia.

Con­di­vi­di:
Cristina Bianchi
Giu­ri­sta pen­ti­ta che si è con­ver­ti­ta a scien­ze poli­ti­che. Mi inte­res­sa mol­to tro­va­re una con­nes­sio­ne tra attua­li­tà e cine­ma, che per­met­ta alle men­ti crea­ti­ve di viag­gia­re attra­ver­so le epo­che e svi­lup­pa­re un pen­sie­ro critico.
Michele Cacciapuoti
Lau­rea­to in Let­te­re e Sto­ria. Quan­do non sto osser­van­do cul­tu­ra pop, lin­guag­gio, film, serie o even­ti poli­ti­ci, scri­vo di cul­tu­ra pop, lin­guag­gio, film, serie ed even­ti politici.

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