GPA “reato universale”: una mossa che divide e penalizza

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Mer­co­le­dì 16 otto­bre il Par­la­men­to ha defi­ni­ti­va­men­te appro­va­to la pro­po­sta di leg­ge di Fra­tel­li d’Italia che ren­de la gesta­zio­ne per altri (o GPA) “rea­to uni­ver­sa­le”.

La GPA è la più con­tro­ver­sa for­ma di pro­crea­zio­ne medi­cal­men­te assi­sti­ta e pre­ve­de che la gra­vi­dan­za sia por­ta­ta avan­ti da una per­so­na per con­to di altri. È comu­ne­men­te cono­sciu­ta anche con acce­zio­ni dispre­gia­ti­ve come “mater­ni­tà sur­ro­ga­ta” o “ute­ro in affit­to”. In Ita­lia vi fan­no ricor­so pre­va­len­te­men­te cop­pie ete­ro­ses­sua­li che per vari moti­vi non pos­so­no ave­re figli, ma anche cop­pie omo­ge­ni­to­ria­li maschili.

Nel nostro Pae­se era già rico­no­sciu­ta come rea­to dal­la leg­ge n. 40 del 2004, che rego­la le varie for­me di pro­crea­zio­ne medi­cal­men­te assi­sti­ta. Tut­ta­via, in nume­ro­si pae­si que­sta pra­ti­ca è lega­le: in alcu­ni solo in for­ma soli­da­le (quin­di sen­za che la gestan­te per­ce­pi­sca un com­pen­so, al di là del rim­bor­so per le spe­se medi­che), come in Cana­da, Regno Uni­to e Por­to­gal­lo; in altri anche in for­ma com­mer­cia­le (quin­di die­tro com­pen­so), come in California.

La novi­tà intro­dot­ta dall’attuale gover­no con­si­ste nel­la pos­si­bi­li­tà di per­se­gui­re que­sto rea­to anche se com­mes­so all’estero da cit­ta­di­ni ita­lia­ni che fan­no ritor­no in Ita­lia.

Già prima del passaggio al Senato sono sorte molte perplessità sull’applicazione della nuova norma sulla GPA, e sono aumentate dopo la definitiva approvazione. 

Pri­ma fra tut­te, la deno­mi­na­zio­ne “rea­to uni­ver­sa­le” è estra­nea al nostro ordi­na­men­to. Esi­sto­no inve­ce rea­ti puni­bi­li secon­do il prin­ci­pio del­la giu­ri­sdi­zio­ne uni­ver­sa­le: cri­mi­ni effe­ra­ti pre­vi­sti dal dirit­to inter­na­zio­na­le e per­se­gui­bi­li in qual­sia­si sta­to a pre­scin­de­re dal­la nazio­na­li­tà dell’autore e dal luo­go di com­mis­sio­ne del rea­to. Ne sono un esem­pio i geno­ci­di, le tor­tu­re, i cri­mi­ni di guer­ra, i cri­mi­ni con­tro l’umanità. È degno di nota il fat­to che la GPA è con­si­de­ra­ta dall’Unione Euro­pea come una for­ma di traf­fi­co di esse­ri uma­ni solo quan­do la don­na gestan­te è obbli­ga­ta a pro­se­gui­re la gra­vi­dan­za con­tro la sua volon­tà. Risul­ta quin­di poco sen­sa­to l’accostamento tra rea­ti di que­sto cali­bro e la GPA, puni­bi­le al mas­si­mo con due anni di reclusione.

I par­ti­ti di mag­gio­ran­za ten­go­no a sot­to­li­nea­re che la nuo­va disci­pli­na, come tut­te le leg­gi pena­li, non può esse­re retroat­ti­va, e che quin­di le fami­glie che han­no già regi­stra­to in Ita­lia il cer­ti­fi­ca­to dei pro­pri figli nati all’estero tra­mi­te GPA non sono in peri­co­lo; que­ste ras­si­cu­ra­zio­ni però non tol­go­no il fat­to che la leg­ge non spe­ci­fi­ca quan­do si con­si­de­ra con­su­ma­to il rea­to (se quin­di al momen­to del con­ce­pi­men­to, del­la nasci­ta o dell’avvio buro­cra­ti­co del­la pra­ti­ca), lascian­do in un lim­bo di incer­tez­za quel­le fami­glie che attual­men­te si tro­va­no all’estero e han­no già intra­pre­so que­sto percorso.

Un ulte­rio­re pun­to cri­ti­co con­si­ste nell’effet­ti­va appli­ca­bi­li­tà del­la leg­ge: è poco chia­ro come uno sta­to stra­nie­ro pos­sa, o voglia, col­la­bo­ra­re con le auto­ri­tà ita­lia­ne, invian­do ad esem­pio docu­men­ti o atti per per­se­gui­re un com­por­ta­men­to che secon­do il loro siste­ma pena­le non vio­la la leg­ge. A tal pro­po­si­to, la reda­zio­ne del Post ha con­tat­ta­to il Mini­ste­ro del­la Salu­te del Cana­da, il qua­le ha sot­to­li­nea­to che la gestio­ne del­la sani­tà è decen­tra­liz­za­ta tra le varie pro­vin­ce. Que­sto raf­for­za ulte­rior­men­te i seri dub­bi su come il mini­ste­ro pos­sa, nel­la pra­ti­ca, for­ni­re infor­ma­zio­ni utili.

Tra chi sostie­ne la cri­mi­na­liz­za­zio­ne del­la GPA come “rea­to uni­ver­sa­le” c’è Euge­nia Roc­cel­la, mini­stra per la fami­glia, la nata­li­tà e le pari oppor­tu­ni­tà, non­ché fon­da­tri­ce del pri­mo comi­ta­to con­tro la mater­ni­tà sur­ro­ga­ta. Roc­cel­la ha dichia­ra­to che la leg­ge è sta­ta ben accol­ta dal fem­mi­ni­smo abo­li­zio­ni­sta (che si schie­ra con­tro lo sfrut­ta­men­to del cor­po fem­mi­ni­le) e che sarà un pas­so avan­ti per tute­la­re i dirit­ti dei bambini.

In que­sta posi­zio­ne, infat­ti, tro­via­mo anche Fra­tel­li d’Italia, che ha pro­mos­so la leg­ge par­lan­do di “pro­te­zio­ne dei bam­bi­ni” e “mer­ci­fi­ca­zio­ne del cor­po del­le don­ne”. I bam­bi­ni nati con GPA, in quest’ottica, sareb­be­ro da con­si­de­ra­re alla stre­gua di mer­ce di scam­bio, una par­te del­la con­trat­ta­zio­ne eco­no­mi­ca che vie­ne inse­ri­ta sot­to ter­mi­ni come “trat­ta di mino­ri” o “com­pra­ven­di­ta di bam­bi­ni”. Anche le gestan­ti, quin­di, sono viste come cor­pi sfrut­ta­ti, che a cau­sa di con­di­zio­ni eco­no­mi­che svan­tag­gia­te deci­do­no in modo dispe­ra­to di ricor­re­re a un meto­do di gua­da­gno “discu­ti­bi­le” (sem­pre secon­do que­sta logica).

Secon­do Adria­na Cava­re­ro, filo­so­fa e docen­te uni­ver­si­ta­ria che è inter­ve­nu­ta nel dibat­ti­to tenu­to su Radio3 il 23 otto­bre nel cor­so del­la tra­smis­sio­ne Tut­ta la cit­tà ne par­la, le cop­pie omo­ge­ni­to­ria­li (maschi­li) pre­fe­ri­reb­be­ro la gesta­zio­ne per altri a solu­zio­ni come l’adozione, per una que­stio­ne di “osses­sio­ne gene­ti­ca”: con la volon­tà, cioè, di tra­smet­te­re il pro­prio DNA ai figli.

Il problema dello sfruttamento femminile nel caso della gestazione per altri non è da sottovalutare.

È pos­si­bi­le che ci sia­no don­ne in con­di­zio­ni eco­no­mi­che dispe­ra­te che ricor­ra­no alla pra­ti­ca come fon­te di gua­da­gno, ma è anche intui­bi­le come por­re dei limi­ti red­di­tua­li per acce­der­vi potreb­be siste­ma­re il problema. 

Chia­ra Lal­li, bio­e­ti­ci­sta, filo­so­fa del­la scien­za e sag­gi­sta, nel cor­so del­lo stes­so dibat­ti­to su Radio3, nota che a esse­re esclu­sa dal discor­so è la volon­tà del­le don­ne. Non si può nascon­de­re che alcu­ne vi ricor­re­reb­be­ro per que­stio­ni eco­no­mi­che, ma allo stes­so modo non si può nega­re che esi­sta­no don­ne che pra­ti­ca­no la gesta­zio­ne per altri come for­ma di soli­da­rie­tà. Ad esem­pio, una don­na che deci­des­se di por­ta­re avan­ti una gra­vi­dan­za per con­to del­la sorel­la, lad­do­ve que­sta non potes­se bio­lo­gi­ca­men­te ave­re figli.

Per quan­to riguar­da la pro­te­zio­ne dei bam­bi­ni, inve­ce, sem­bra che la leg­ge con­tro la GPA si rive­li con­tro­pro­du­cen­te. In Ita­lia il tas­so di nata­li­tà è in calo dra­sti­co, tan­to che a 7 mesi nel 2024 ci sono già più di 4mila bam­bi­ni in meno rispet­to agli anni pre­ce­den­ti. Con­tro­in­tui­ti­va­men­te, il gover­no eser­ci­ta pres­sio­ni a chi non fa figli, men­tre cer­ca di limi­ta­re le pos­si­bi­li­tà alle cop­pie omo­ge­ni­to­ria­li che vor­reb­be­ro ave­re dei bam­bi­ni, ma che non pos­so­no ricor­re­re alla gesta­zio­ne per altri nem­me­no all’estero. Que­ste cop­pie non pos­so­no adot­ta­re i figli e han­no come uni­ca opzio­ne la ste­p­child adop­tion, cioè l’adozione del figlio del part­ner da par­te del part­ner non bio­lo­gi­co, un pro­ce­di­men­to che si inse­ri­sce nei casi par­ti­co­la­ri di ado­zio­ne e che dipen­de dall’esito del­la sen­ten­za di un Tri­bu­na­le dei Minori.

La leg­ge ren­de anche più com­pli­ca­ta la tra­scri­zio­ne degli atti di nasci­ta di bam­bi­ni nati con la GPA all’estero, dopo che nel mar­zo 2023 il mini­stro Pian­te­do­si ave­va chie­sto ai Sin­da­ci di non pro­ce­de­re con la pra­ti­ca, sot­to­li­nean­do che «la pra­ti­ca del­la gesta­zio­ne per altri offen­de in modo intol­le­ra­bi­le la digni­tà del­la don­na e mina nel pro­fon­do le rela­zio­ni umane».

Chi si oppo­ne alla leg­ge sostie­ne che si trat­ti di una for­za­tu­ra giu­ri­di­ca, il cui uni­co sco­po è col­pi­re le fami­glie omo­ge­ni­to­ria­li, con rica­du­te peri­co­lo­se sul­la tute­la dei mino­ri. Secon­do Amne­sty Inter­na­tio­nal, leg­gi come que­sta sono «ten­ta­ti­vi di svi­li­re i dirit­ti del­le per­so­ne con una moda­li­tà vio­len­ta e discriminatoria».

In un arti­co­lo per Fan­pa­ge, la scrit­tri­ce Chia­ra Vale­rio sot­to­li­nea come «Euge­nia Roc­cel­la che dice di voler difen­de­re il cor­po e la liber­tà del­le don­ne, par­la come se que­sto cor­po sia, pri­ma di tut­to, la fun­zio­ne di una comu­ni­tà». In effet­ti, al momen­to, por­ta­re avan­ti una gra­vi­dan­za per con­to di ter­zi non è pos­si­bi­le a nes­su­na con­di­zio­ne. Al con­tra­rio, secon­do Vale­rio, la mater­ni­tà dovreb­be esse­re una que­stio­ne di volon­tà, di edu­ca­zio­ne, non sol­tan­to la con­se­guen­za del por­ta­re in grem­bo un figlio o una figlia. Altri­men­ti si rischia di cate­go­riz­za­re in sen­so nega­ti­vo anche l’adozione, che come tale non è il frut­to di una gra­vi­dan­za del­la madre biologica.

L’a­ver reso la gesta­zio­ne per altri un “rea­to uni­ver­sa­le” pare dun­que il chia­ro posi­zio­na­men­to ideo­lo­gi­co di un gover­no di estre­ma destra, deter­mi­na­to a dispor­re dei cor­pi del­le don­ne secon­do la pro­pria agen­da. La nor­ma­ti­va non solo cri­mi­na­liz­za chi fa uso del­la GPA anche all’estero, ma si inse­ri­sce in un con­te­sto più ampio di limi­ta­zio­ni ai dirit­ti ripro­dut­ti­vi, come il dirit­to all’aborto. Piut­to­sto che pro­teg­ge­re i dirit­ti dei bam­bi­ni e del­le don­ne, la leg­ge sem­bra mira­re a raf­for­za­re una visio­ne con­ser­va­tri­ce e patriar­ca­le del­la socie­tà, igno­ran­do le rea­li esi­gen­ze e volon­tà del­le per­so­ne coinvolte.

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Gaia Bassanini
Mi chia­mo Gaia e nel­la vita cer­co di capi­re cosa voglio fare da gran­de, nel frat­tem­po cuci­no, mi fac­cio incu­rio­si­re da ciò che non cono­sco e pro­vo a capi­re cosa ci sta die­tro. Mi affa­sci­na­no i testi scrit­ti bene e le per­so­ne che cono­sco­no tan­ti aned­do­ti. Nel resto del mio tem­po stu­dio giurisprudenza.
Jessica Rodenghi
Jes­si­ca, atti­va nel mon­do e nel­le socie­tà, per fare buo­na infor­ma­zio­ne dedi­ca­ta a tut­ti e tutte.
About Gaia Bassanini 12 Articoli
Mi chiamo Gaia e nella vita cerco di capire cosa voglio fare da grande, nel frattempo cucino, mi faccio incuriosire da ciò che non conosco e provo a capire cosa ci sta dietro. Mi affascinano i testi scritti bene e le persone che conoscono tanti aneddoti. Nel resto del mio tempo studio giurisprudenza.

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