The Sofa Chronicles, le serie TV del momento

Ogni due mesi, il giorno 27, 5 serie TV per tutti i gusti: The Sofa Chronicles è la rubrica dove recensiamo le novità più popolari del momento, consigliandovi quali valga la pena guardare comodamente sul divano e quali no.


Nobo­dy wan­ts this, Sta­gio­ne 1, Net­flix (Erin Foster) – recen­sio­ne di Nina Fresia

Per­ché, anzi­ché ripie­ga­re sul più clas­si­co dei rema­ke o sequel, non ingag­gia­re due ico­ne del­le serie tv anni Due­mi­la per un’originale com­me­dia roman­ti­ca? Sono Adam Bro­dy, che ha inter­pre­ta­to l’amato Seth Cohen nel­la serie The O.C., e Kri­sten Bell, vol­to dell’iconica Vero­ni­ca Mars, i pro­ta­go­ni­sti del­la nuo­va pro­du­zio­ne Net­flix. Bro­dy veste i pan­ni di Noah, un gio­va­ne rab­bi­no che aspi­ra a diven­ta­re gui­da spi­ri­tua­le del suo tem­pio. Poco dopo aver chiu­so una rela­zio­ne impor­tan­te, Noah incon­tra Joan­ne, l’esuberante host di un pod­ca­st di suc­ces­so imper­so­na­ta da Bell.

I due si cono­sco­no e si inna­mo­ra­no, for­ma­no una cop­pia quan­to­me­no inve­ro­si­mi­le: un’agnostica col­le­zio­ni­sta di rela­zio­ni con uomi­ni sba­glia­ti e un uomo di fede pro­fon­da­men­te lega­to alla sua comu­ni­tà. Ma a far fun­zio­na­re la serie tv è pro­prio la sem­pli­ci­tà dell’amore vis­su­to dai due pro­ta­go­ni­sti, oltre all’ottima sele­zio­ne del cast e i dia­lo­ghi dal piglio sem­pre ironico.

Ben costrui­ti anche i per­so­nag­gi secon­da­ri: come Mor­gan (Justi­ne Lupe) e Sasha (Timo­thy Simons), rispet­ti­va­men­te sorel­la di Joan­ne e fra­tel­lo di Noah, la cui ina­spet­ta­ta inte­sa crea un cer­to scom­pi­glio nel­la serie e nel­la vita dei due innamorati.


Only Mur­ders in the Buil­ding, Sta­gio­ne 4, Hulu, Disney + (Ste­ve Mar­tin, John Hof­f­man) – recen­sio­ne di Matil­de Eli­sa Sala

Crea­re un miste­ro che sia all’altezza dei pre­ce­den­ti, se pos­si­bi­le anche miglio­re, è una sfi­da di non poco con­to. I cri­mi­ni rischia­no di asso­mi­gliar­si, i per­so­nag­gi di diven­ta­re noio­si. Ma quan­do si han­no tra le mani tre pro­ta­go­ni­sti come Char­les (Ste­ve Mar­tin), Oli­ver (Mar­tin Short) e Mabel (Sele­na Gomez) vale sem­pre la pena cor­re­re il rischio.

Arri­va­ta alla sua quar­ta sta­gio­ne, Only Mur­ders in the Buil­ding si ricon­fer­ma una serie tv fre­sca, diver­ten­te e mai bana­le. Dispia­ce­rà al pub­bli­co ren­der­si con­to però che le papa­bi­li vit­ti­me saran­no, ine­vi­ta­bil­men­te, per­so­ne a loro care, pro­prio come acca­de in que­sto caso. È la fol­le Sazz (Jane Lynch) a esse­re fini­ta nel miri­no: stunt­man pro­fes­sio­ni­sta, stret­ta ami­ca di Char­les, che ave­va inter­pre­ta­to la sua con­tro­fi­gu­ra nel tele­film Braz­zos. Que­sta vol­ta, l’evento scon­vol­ge il trio, alle pre­se con il for­te dolo­re e i sen­si di col­pa di Char­les, che non è sta­to in gra­do di sal­va­re l’amica.

L’obiettivo è risol­ve­re il caso e ren­de­re giu­sti­zia a Sazz. Ma i col­pi di sce­na non fini­sco­no qui, per­ché gli omi­ci­di non basta­no per ren­de­re meno mono­to­na la vita del trio. Il loro pod­ca­st è infat­ti ogget­to di inte­res­se del­la Para­mount, deci­sa a tra­sfor­mar­lo in un film, dove i tre ver­ran­no inter­pre­ta­ti da Euge­ne Levy, Zach Gali­fia­na­kis e Eva Longoria.

Ogni sin­go­la pun­ta­ta è un clif­f­han­ger, tal­men­te intri­ca­ta da riu­sci­re – for­se – a fare annu­sa­re chi pos­sa esse­re più sospet­to di altri, ma di cer­to non a capi­re il moven­te. Ogni tan­to gli occhi diven­ta­no luci­di, altre vol­te inve­ce si ride­rà di gusto. La cosa più diver­ten­te però è far­si avvol­ge­re dal­la sto­ria. E allo­ra, come sug­ge­ri­sce Sazz a Char­les, tap in, è il nostro tur­no di imme­de­si­mar­ci nei pro­ta­go­ni­sti e cer­ca­re di risol­ve­re il caso.


Outer Banks, Sta­gio­ne 4, Net­flix (Josh Pate, Jonas Pate, Shan­non Bur­ke) – recen­sio­ne di Matil­de Eli­sa Sala

Dopo una ter­za sta­gio­ne non mol­to coin­vol­gen­te, Outer Banks tor­na con dei nuo­vi epi­so­di, deci­sa­men­te mol­to più for­ti. A 18 mesi dal ritro­va­men­to di El Dora­do, i Pogues voglio­no tor­na­re alla nor­ma­li­tà e costruir­si uno spa­zio tut­to per loro, Pogue­lan­dia. Pec­ca­to che i pro­ble­mi sia­no sem­pre die­tro l’angolo, pri­mo fra tut­ti il dena­ro. Così deci­do­no di accet­ta­re la richie­sta dei poten­ti Wes Gen­ret­te e Chand­ler Groff e met­ter­si sul­le trac­ce del teso­ro di Bar­ba­ne­ra. Ma come sem­pre non sono gli uni­ci. Se la scor­sa sta­gio­ne sem­bra­va ormai “tira­re avan­ti”, la quar­ta sta­gio­ne, usci­ta in due par­ti distin­te come è ormai soli­to per i pro­dot­ti più for­ti di Net­flix, rega­la mol­te sor­pre­se, alcu­ne del­le qua­li mol­to ama­re (no spoi­ler, anche se ci han­no già pen­sa­to sui social). I Pogues sono sem­pre mol­to affia­ta­ti, un bel grup­po di ami­ci com­po­sto da per­so­ne mol­to diver­se le une dal­le altre, ma sem­pre pre­sen­ti nel momen­to del bisogno. 

Usci­to di sce­na Ward Came­ron, era neces­sa­rio tro­va­re nuo­vi teso­ri e un nuo­vo cat­ti­vo, in que­sto caso Groff, per­so­nag­gio deci­sa­men­te mol­to scomodo. 

Il fina­le non ha biso­gno di com­men­ti, ci han­no già pen­sa­to i fan indi­gna­ti. Outer Banks è sta­ta però rin­no­va­ta per una quin­ta e ulti­ma sta­gio­ne. Si spe­ra sia un fina­le degno del­la sto­ria dei Pogues.


Tut­to chie­de sal­vez­za, Sta­gio­ne 2, Net­flix (Fran­ce­sco Bru­ni) – recen­sio­ne di Cri­sti­na Bianchi

In que­sta secon­da sta­gio­ne Danie­le tor­na a Vil­la San Fran­ce­sco, che lo ave­va ospi­ta­to l’anno pre­ce­den­te duran­te il suo TSO, come infer­mie­re tiro­ci­nan­te. Mol­te cose sono cam­bia­te in un anno, è diven­ta­to padre di Maria, avu­ta da Nina, l’attrice che era sta­ta rico­ve­ra­ta per ten­ta­to sui­ci­do di cui nel­la pri­ma sta­gio­ne si era innamorato. 

Nel­la strut­tu­ra ritro­va la dot­to­res­sa Cima­ro­li e il dot­tor Man­ci­no, ma anche Gior­gio che è diven­ta­to il giar­di­nie­re del­la strut­tu­ra, l’infer­mie­re Pino e l’infer­mie­ra Ros­sa­na. Diver­si sono i pro­ta­go­ni­sti nuo­vi che arric­chi­sco­no il cast di que­sta secon­da sta­gio­ne, il pri­mo è Rachid, alge­ri­no e coe­ta­neo di Danie­le, rico­ve­ra­to per pro­ble­mi di rab­bia. Matil­de, inve­ce, è sta­ta rico­ve­ra­ta, in con­di­zio­ni cri­ti­che a cau­sa di vio­len­te cri­si, nell’ala maschi­le per­ché all’anagrafe è anco­ra un uomo. Infi­ne, fuo­ri dall’ospedale Danie­le cono­sce Ange­li­ca, la figlia di Mario.

La secon­da sta­gio­ne è sta­ta scrit­ta, sem­pre, da Fran­ce­sco Bru­ni con l’aiuto di Danie­le Men­ca­rel­li, auto­re del libro da cui la serie tv nasce, e Danie­la Gam­ba­ro. Anche se in cer­ti pun­ti diven­ta un po’ mono­to­no è emo­zio­nan­te, come la pri­ma, è sem­pre mol­to dif­fi­ci­le par­la­re di malat­tie psi­chia­tri­che e dell’importanza di chie­de­re aiu­to. Una men­zio­ne spe­cia­le alla bra­vu­ra di Dru­sil­la che con­se­gna una pro­fon­di­tà spe­cia­le a Matilde.


Vita da Car­lo, sta­gio­ne 3, Para­mount+ (Car­lo Ver­do­ne e Vale­rio Vesto­so) – recen­sio­ne di Cri­sti­na Bianchi

Car­lo Ver­do­ne tor­na con la ter­za sta­gio­ne di Vita da Car­lo, que­sta vol­ta deve affron­ta­re una nuo­va sfi­da: la dire­zio­ne arti­sti­ca del Festi­val di San­re­mo. Que­sta pro­po­sta gli arri­va pro­prio quan­do vor­reb­be fare un pas­so indie­tro dal mon­do del­la reci­ta­zio­ne, dopo una tour­née impor­tan­te e stancante. 

Nei 10 epi­so­di che com­pon­go­no que­sta ter­za sta­gio­ne si ritro­va­no alcu­ni per­so­nag­gi a cui gli spet­ta­to­ri si sono affe­zio­na­ti, come Chic­coMad­da­le­na alle pre­se con una nuo­va vita da geni­to­ri di Lal­lo. Ma anche nuo­vi pro­ta­go­ni­sti tra cui Ema Sto­khol­ma, Mac­cio Capa­ton­da e Gio­van­ni Espo­si­to. Come nel­le sta­gio­ni pre­ce­den­ti mol­ti sono i vip che inter­pre­ta­no loro stes­si da Gian­na Nan­ni­niZuc­che­ro

Le pri­me 5 pun­ta­te sono usci­te il 17 novem­bre scor­so, esat­ta­men­te nel gior­no dei 74 anni di Car­lo Ver­do­ne. Vita da Car­lo è sta­ta scrit­ta da quest’ultimo e da Pasqua­le Pla­sti­no e Luca Mastro­gio­van­ni. Anche alla regia il regi­sta roma­no è sta­to affian­ca­to da Vale­rio Vesto­so con cui è riu­sci­to a bilan­cia­re il vec­chio e il nuo­vo, facen­do appas­sio­na­re tut­te le generazioni.

Il filo con­dut­to­re con le sta­gio­ni pre­ce­den­ti è quel­lo di riu­sci­re a par­la­re di tema­ti­che impor­tan­ti come la depres­sio­ne post par­tum, la ludo­pa­tia, gli sta­ti di ansia o l’identità di gene­re sen­za dare un giu­di­zio, gra­zie all’assenza di eti­chet­te arti­fi­cia­li essen­do naturali.

Con­di­vi­di:
Nina Fresia
Stu­den­tes­sa di scien­ze poli­ti­che, curio­sa per natu­ra, aspi­ran­te gira­mon­do e avi­da let­tri­ce con un debo­le per la sto­ria e la filo­so­fia. Scri­vo per rea­liz­za­re il sogno del­la me bam­bi­na e rac­con­ta­re attra­ver­so i miei occhi quel­lo che scopro.
Matilde Elisa Sala
Stu­dio Let­te­re, men­tre aspet­to anco­ra la mia let­te­ra per Hog­warts. Osser­vo il mon­do con occhi curio­si e un piz­zi­co di iro­nia, per­den­do­mi spes­so tra le pagi­ne di un buon libro o le sce­ne di un film. Scri­vo, per­ché cre­do che le paro­le sia­no lo stru­men­to più poten­te che abbiamo.

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