Economia circolare, una nuova frontiera per l’ambiente

L’eco­no­mia cir­co­la­re è un siste­ma di ripri­sti­no e rige­ne­ra­zio­ne che per defi­ni­zio­ne mira a man­te­ne­re i pro­dot­ti, i com­po­nen­ti e i mate­ria­li al mas­si­mo del­la loro uti­li­tà e del loro valo­re in ogni momen­to. Pro­prio come in un eco­si­ste­ma, anche nel ciclo chiu­so dell’economia cir­co­la­re ogni risor­sa vie­ne impie­ga­ta al mas­si­mo del­le sue poten­zia­li­tà e una vol­ta uti­liz­za­ta vie­ne rimes­sa in cir­co­lo gra­zie a siste­mi di recu­pe­ro rige­ne­ra­ti­vi ed eco­so­ste­ni­bi­li. Il con­cet­to alla base di que­sta linea di pen­sie­ro è pre­ser­va­re e raf­for­za­re il capi­ta­le natu­ra­le che il nostro pia­ne­ta met­te a dispo­si­zio­ne, sfrut­tan­do­ne tut­te le poten­zia­li­tà in un cir­co­lo vir­tuo­so che ridu­ce al mini­mo gli sprechi.

Troppo spesso ci dimentichiamo che le risorse di cui disponiamo non sono infinite, per quanto estese e variegate esse siano. 

L’economia cir­co­la­re va ad agi­re sul­la gestio­ne di stock fini­ti di risor­se e inve­ste tut­to nel­la loro rin­no­va­bi­li­tà, emu­lan­do di fat­to ciò che già avvie­ne in natu­ra, dove tut­to ha valo­re, per­si­no gli scar­ti, che ven­go­no recu­pe­ra­ti e tra­sfor­ma­ti in nuo­va linfa.

Cer­ca­re di imple­men­ta­re un siste­ma auto rige­ne­ra­ti­vo come quel­lo dell’economia cir­co­la­re pre­ve­de che ogni pro­dot­to ven­ga svi­lup­pa­to secon­do un desi­gn soste­ni­bi­le e ogni pro­get­to (tec­ni­co o pro­dut­ti­vo) segua una pia­ni­fi­ca­zio­ne envi­ron­ment friend­ly. In bre­ve, che sia su lar­ga o pic­co­la sca­la, la prio­ri­tà rima­ne quel­la di pro­dur­re con il fine di riu­ti­liz­za­re e inqui­na­re il meno pos­si­bi­le. Per esse­re più con­cre­ti e ren­de­re più faci­le il com­pi­to di visua­liz­za­re l’economia cir­co­la­re nel­la real­tà pos­sia­mo uti­liz­za­re due esempi.

Il pri­mo esem­pio appli­ca il con­cet­to di eco­no­mia cir­co­la­re su pic­co­la sca­la: si trat­ta dei dispo­si­ti­vi tec­no­lo­gi­ci ricon­di­zio­na­ti, del­le gran­di appli­ca­zio­ni di riven­di­ta di ogget­ti usa­ti o inu­ti­liz­za­ti e di tut­ti i nego­zi fisi­ci che rici­cla­no ogget­ti di secon­da mano. Si trat­ta di una sca­la “infe­rio­re” di appli­ca­zio­ne poi­ché in que­sto caso non avvie­ne una vera e pro­pria tra­sfor­ma­zio­ne dell’oggetto ini­zia­le (risor­sa) in qual­co­sa di nuo­vo, ma si inter­vie­ne per allun­gar­gli la vita e di con­se­guen­za il cor­so del suo uti­liz­zo, evi­tan­do che diven­ti subi­to mer­ce di scarto.

Il secon­do esem­pio inve­ce appli­ca lo stes­so con­cet­to su sca­la più ampia, ovve­ro all’interno di un vero e pro­prio pro­ces­so pro­dut­ti­vo che impli­ca l’impiego di eco-inno­va­zio­ni: la filie­ra del­la soia. Se in un siste­ma linea­re ci si limi­te­reb­be a estru­sio­ne e pres­sa­tu­ra dell’olio o alla lavo­ra­zio­ne del­la fari­na di soia, all’interno di una bio­e­co­no­mia cir­co­la­re le opzio­ni si mol­ti­pli­ca­no. L’olio diven­ta bio­die­sel; la gli­ce­ri­na vege­ta­le all’interno dell’olio vie­ne puri­fi­ca­ta e tra­sfor­ma­ta in pro­dot­to cosme­ti­co o far­ma­ceu­ti­co; la fari­na di soia diven­ta ali­men­to per gli ani­ma­li da alle­va­men­to e il loro leta­me vie­ne uti­liz­za­to per gene­ra­re bio­me­ta­no. Ciò che rima­ne è impie­ga­to come fer­ti­liz­zan­te natu­ra­le: vie­ne resti­tui­to ai cam­pi for­nen­do nutrien­ti per la col­ti­va­zio­ne del­la stes­sa soia e il cir­co­lo pro­dut­ti­vo ricomincia.

Inol­tre, gli esem­pi men­zio­na­ti rien­tra­no per­fet­ta­men­te nel­la defi­ni­zio­ne di eco­no­mia cir­co­la­re indi­vi­dua­ta dal­la Ellen MacAr­thur Foun­da­tion (fon­da­zio­ne che sostie­ne ONLUS e sov­ven­zio­na inve­sti­men­ti rela­ti­vi all’economia cir­co­la­re), secon­do cui « i flus­si di mate­ria­li sono di due tipi: quel­li bio­lo­gi­ci, in gra­do di esse­re rein­te­gra­ti nel­la bio­sfe­ra, e quel­li tec­ni­ci, desti­na­ti ad esse­re riva­lo­riz­za­ti sen­za entra­re nel­la biosfera ».

È bene ricor­da­re che così come esi­ste il con­cet­to di eco­no­mia cir­co­la­re, ce ne sono tan­ti altri che cen­tra­no la loro atten­zio­ne su pro­ble­ma­ti­che ambien­ta­li urgen­ti, for­nen­do solu­zio­ni o impe­gnan­do­si nel­lo stu­dio per tro­var­ne. I pro­ces­si che con­tri­bui­sco­no al fun­zio­na­men­to del­l’e­co­no­mia sono una del­le cau­se prin­ci­pa­li die­tro il cam­bia­men­to cli­ma­ti­co, per­ciò anco­ra una vol­ta vale la pena sot­to­li­nea­re l’impegno del­la ricer­ca ver­so una linea eco­no­mi­ca e di pro­du­zio­ne più green.

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Erica Turturro
Clas­se 98, alle pre­se con la magi­stra­le di lin­gue. Abi­tu­di­na­ria ma curio­sa, un po’ nerd, sogna­tri­ce di not­te e razio­na­le di gior­no, col­le­zio­no ricordi.
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