BookAdvisor, consigli di lettura di marzo

Il 5 di ogni mese, 5 libri per tutti i gusti: BookAdvisor è la rubrica dove vi consigliamo ciò che ci è piaciuto di recente, tra novità e qualche riscoperta.


Manua­le di cac­cia e pesca per ragaz­ze, Melis­sa Bank (ACCENTO) – recen­sio­ne di Matil­de Eli­sa Sala 

Jane non sa bene come approc­ciar­si agli altri. Sarà per la sua inna­ta ribel­lio­ne, che la accom­pa­gna fin da ragaz­za, la bat­tu­ta sem­pre pron­ta e un gran­de sen­so dell’umorismo. Ciò che le man­ca for­se è un po’ di fidu­cia in sé stes­sa, soprat­tut­to nel momen­to in cui si tro­va a dover­si rela­zio­na­re con gli altri. Ha osser­va­to suo fra­tel­lo (non una gran­de fon­te di ispi­ra­zio­ne, sia chia­ro) e non è cer­ta di aver capi­to come fun­zio­ni­no i sen­ti­men­ti. La sua vita pro­ce­de a pas­si leg­ge­ri, pri­ma ado­le­scen­te, ora una gio­va­ne don­na, alle pre­se per la pri­ma vol­ta con un uomo del qua­le for­se si è inna­mo­ra­ta sul serio. Per que­sto moti­vo deci­de di affi­dar­si a un manua­le. Lui ti cer­ca? Fal­lo aspet­ta­re un po’. Ti chie­de di usci­re? Sii vaga. Hai un’affermazione spi­ri­to­sa da dire? Tie­ni­la per te. Insom­ma, sarà sta­ta la scel­ta giu­sta cre­de­re a que­sto libro?

Pub­bli­ca­to per la pri­ma vol­ta in Ita­lia nel 1999 da Fras­si­nel­li, e ripro­po­sto da ACCENTO nel 2022, Manua­le di cac­cia e pesca per ragaz­ze è un roman­zo che ha tenu­to occu­pa­ta Melis­sa Bank per ben dodi­ci anni. Una sto­ria iro­ni­ca e diver­ten­te che ogni tan­to tira qual­che pugno nel­lo sto­ma­co. È la sto­ria di chi cre­de che gio­ca­re lan­cian­do l’amo e poi riti­rar­lo for­se sia la solu­zio­ne miglio­re, tra­sfor­man­do­si in per­so­ne che for­se nem­me­no sono ma che si cre­de sia meglio esse­re. Ma la chia­ve di un buon manua­le alla fine è esse­re sem­pli­ce­men­te sé stes­si, sen­za gio­chi e sen­za fron­zo­li. Que­sta è la sto­ria di tan­te Jane che cer­ca­no per tut­ta la vita il lie­to fine, non capen­do che, quan­do arri­va, è ina­spet­ta­to e travolgente. 


Il miste­ro di Anna, Simo­na Lo Iaco­no (Neri Poz­za) – recen­sio­ne di Vivia­na Genovese 

Sici­lia, 1968. Anna Can­na­vò è una bam­bi­na di die­ci anni affa­sci­na­ta dal­la magia del­le paro­le poe­ti­che e con un amo­re scon­fi­na­to per la let­te­ra­tu­ra. Vive in una real­tà sem­pli­ce, ma il suo talen­to la por­ta a vin­ce­re un con­cor­so che le per­met­te di tra­scor­re­re del tem­po a Mila­no con la cele­bre scrit­tri­ce Anna Maria Orte­se. L’in­con­tro tra le due Anna diven­ta un viag­gio emo­zio­nan­te e inten­so tra paro­le, sogni e malin­co­nie, in cui la gio­va­ne pro­ta­go­ni­sta sco­pre il pote­re tra­sfor­ma­ti­vo del­la scrittura. 

Simo­na Lo laco­no, con il suo sti­le den­so e appas­sio­na­to, intrec­cia real­tà e imma­gi­na­zio­ne in un roman­zo deli­ca­to e pro­fon­do, dove la voce inge­nua del­la pic­co­la Anna si alte­na a quel­la più com­ples­sa e tor­men­ta­ta del­la Orte­se, crean­do un equi­li­brio tra leg­ge­rez­za e pro­fon­di­tà. L’au­tri­ce rie­sce a resti­tui­re un ritrat­to vivi­do di un’e­po­ca ormai per­du­ta e di due don­ne uni­te dal­l’a­mo­re per la letteratura.

La nar­ra­zio­ne, ini­zial­men­te intro­spet­ti­va, si apre a poco a poco, rive­lan­do una sto­ria coin­vol­gen­te che lascia il let­to­re con il desi­de­rio di sco­pri­re ogni sfu­ma­tu­ra del miste­ro che lega le due pro­ta­go­ni­ste. Il miste­ro di Anna è un’o­pe­ra che cele­bra la for­za del­le paro­le e la loro capa­ci­tà di cam­bia­re le vite, lascian­do nel let­to­re un sen­so di mera­vi­glia e riflessione.


Io Kha­led ven­do uomi­ni e sono inno­cen­te, Fran­ce­sca Man­noc­chi (Einau­di) – recen­sio­ne di Giu­lia Riva

Fin dal tito­lo di que­sto roman­zo scrit­to dal­la gior­na­li­sta Fran­ce­sca Man­noc­chi fac­cia­mo la cono­scen­za del pro­ta­go­ni­sta: Kha­led, un uomo come un altro, com­bat­ten­te duran­te la pri­ma­ve­ra ara­ba libi­ca del 2011, rivo­lu­zio­na­rio che ha vin­to su Ghed­da­fi ma ha per­so un fra­tel­lo, e ora cer­ca un modo per soprav­vi­ve­re a una Libia dila­nia­ta, pove­ra, domi­na­ta da chi imbrac­cia le armi. È per garan­ti­re a sé e alla sua fami­glia una vita agia­ta che Kha­led ha deci­so di dedi­car­si al com­mer­cio più red­di­ti­zio: il traf­fi­co di per­so­ne migran­ti. E non gli impor­ta se per que­sto vie­ne disprez­za­to. «Noi sia­mo gen­te di Misu­ra­ta, sudia­mo per man­te­ne­re ric­chez­za e pote­re. Il pote­re che ho l’ho con­qui­sta­to, si rassegnino».

Così, anno dopo anno Kha­led rac­co­glie vite, le trat­tie­ne qual­che gior­no sul­la costa e poi, quan­do il cli­ma è buo­no, le cari­ca su un bar­co­ne e le fa par­ti­re. Sul­la spiag­gia riman­go­no i resti del­le loro sto­rie: fel­pe, cia­bat­te, zai­ni, i pani­ni incar­ta­ti che una madre ha pre­pa­ra­to per i figli e non ha potu­to por­ta­re con sé.

A vol­te, poche ore dopo la par­ten­za, il mare resti­tui­sce i cor­pi. Ma, dice Kha­led, lui rima­ne inno­cen­te. Inno­cen­te come la sua Libia, pie­na di spe­ran­ze eppu­re così cor­rot­ta, così iner­te. La sua voce riso­lu­ta e insie­me malin­co­ni­ca, impre­gna­ta dei ricor­di di un non­no figlio del deser­to che, par­lan­do per enig­mi, cer­ca­va di aiu­tar­lo a cre­sce­re in un cli­ma di pau­ra e repres­sio­ne, deli­nea pagi­na dopo pagi­na una vita fat­ta di com­pro­mes­si e ras­se­gna­zio­ne, incar­nan­do l’anima di un Pae­se che anco­ra non cono­scia­mo abba­stan­za anche se a sepa­rar­ci c’è solo il Mediterraneo.


Blue Sisters, Coco Mel­lors (Fourth Esta­te) — recen­sio­ne di Ali­ce Villa 

L’archetipo del­le quat­tro sorel­le già visto (e ama­to) con Pic­co­le don­ne sem­bra non fal­li­re mai, soprat­tut­to se nel­le mani di Coco Mel­lors. Con il suo secon­do roman­zo l’autrice esplo­ra le com­pli­ca­te e pro­fon­de rela­zio­ni tra tre sorel­le distan­ti, sia di luo­go che di affet­to, a un anno dal­la mor­te del­la quar­ta, Nicky.

Ave­ry, Bon­nie e Luc­ky, le sorel­le Blue, new­yor­ke­si di ori­gi­ne, ora spar­se nel mon­do, già alle pre­se con fal­li­men­ti di car­rie­ra, dipen­den­ze e dif­fi­col­tà rela­zio­na­li, sono obbli­ga­te ad affron­ta­re il lut­to per la sorel­la quan­do i geni­to­ri deci­do­no di ven­de­re la loro casa di infanzia.

Que­sto roman­zo esplo­ra in manie­ra eccel­len­te i com­pli­ca­ti rap­por­ti di affet­to e odio all’interno di una fami­glia, le dif­fi­col­tà nel con­vi­ve­re con i pro­pri erro­ri e le rica­du­te in abi­tu­di­ni distrut­ti­ve, attra­ver­so per­so­nag­gi che appa­io­no da subi­to rea­li e che non si può fare a meno di aver a cuo­re, soprat­tut­to gra­zie ai capi­to­li, scrit­ti ognu­no dal pun­to di vista di una del­le sorel­le, che ci fan­no spa­zio all’interno dei pen­sie­ri di per­so­nag­gi fal­la­ci e incre­di­bil­men­te uma­ni. La com­pren­sio­ne e uma­ni­tà con cui Coco Mel­lors riem­pie le pagi­ne nel­lo scri­ve­re dell’affrontare, supe­ra­re e con­vi­ve­re con dipen­den­ze e alco­li­smo e la pro­fon­di­tà con cui descri­ve il dolo­ro­so attra­ver­sa­men­to di un lut­to tra­spi­ra­no attra­ver­so la sua scrit­tu­ra flui­da e poetica. 

Una let­tu­ra per­fet­ta per chi ama dei per­so­nag­gi ben deli­nea­ti e una pro­fon­di­tà di contenuti.


Una con­qui­sta fuo­ri menù, Feli­cia King­sley (New­ton Comp­ton Edi­to­re) – recen­sio­ne di Matil­de Eli­sa Sala 

L’agente segre­to Dwight Fara­day si è ormai imme­de­si­ma­to in tan­tis­si­mi per­so­nag­gi per cer­ca­re di sta­na­re cri­mi­na­li e svol­ge­re al meglio il pro­prio lavo­ro. Que­sta vol­ta deve diven­ta­re un cuo­co pro­vet­to per poter entra­re nel risto­ran­te ita­lia­no del­la fami­glia Vil­la, sospet­ta­ta di intrat­te­ne­re rap­por­ti con i clan mala­vi­to­si di New York. Con­tra­ria­men­te alle aspet­ta­ti­ve, sem­bra che l’ostacolo mag­gio­re per Dwight, ribat­tez­za­to Romeo per que­sta ope­ra­zio­ne spe­cia­le, sia Julia, la figlia del pro­prie­ta­rio del risto­ran­te. Ragaz­za dura e mol­to chiu­sa, non si fida affat­to di Dwight/Romeo, che nel frat­tem­po cer­che­rà di cam­bia­re le cose e far sì che lei pos­sa diven­ta­re una chia­ve d’accesso ai segre­ti di famiglia. 

Come in ogni roman­zo di Feli­cia King­sley che si rispet­ti il col­po di sce­na impre­vi­sto è pro­prio l’amore. Sem­bra infat­ti che l’odio che i due pro­va­no l’uno per l’altra sia pre­sto desti­na­ti a tra­sfor­mar­si in altro.

Una sto­ria diver­ten­te, scor­re­vo­le, adat­ta per stac­ca­re la spi­na. Tra inci­den­ti ai for­nel­li e liti­gi foco­si, King­sley inse­ri­sce anche tema­ti­che mol­to impor­tan­ti, dimo­stran­do anco­ra una vol­ta l’interesse a rap­pre­sen­ta­re il tut­to nel­la manie­ra più veri­tie­ra e cor­ret­ta possibile. 

Con­di­vi­di:
Matilde Elisa Sala
Stu­dio Let­te­re, men­tre aspet­to anco­ra la mia let­te­ra per Hog­warts. Osser­vo il mon­do con occhi curio­si e un piz­zi­co di iro­nia, per­den­do­mi spes­so tra le pagi­ne di un buon libro o le sce­ne di un film. Scri­vo, per­ché cre­do che le paro­le sia­no lo stru­men­to più poten­te che abbiamo.
Viviana Genovese
Stu­den­tes­sa di Let­te­re Moder­ne e chiac­chie­ro­na per natu­ra. La curio­si­tà mi gui­da ver­so ciò che mi cir­con­da, e la paro­la scrit­ta è lo stru­men­to di espres­sio­ne che preferisco.
Nutro uno smi­su­ra­to amo­re per i viag­gi, il mare e l’ar­te in tut­te le sue for­me; ma amo anche esplo­ra­re nuo­vi mon­di attra­ver­so let­tu­re e film di ogni tipo, immer­gen­do­mi in diver­se real­tà e viven­do più vite.
Giulia Riva
Lau­rea­ta in Sto­ria, sto pro­se­guen­do i miei stu­di in Scien­ze Poli­ti­che, per­ché amo tro­va­re nel pas­sa­to le radi­ci di oggi. Mi appas­sio­na­no la poli­ti­ca e l’attualità, la buo­na let­te­ra­tu­ra e ogni sto­ria che val­ga la pena di esse­re rac­con­ta­ta. Scri­ve­re per pro­fes­sio­ne è il mio sogno nel cassetto.
Alice Villa
Stu­den­tes­sa di Scien­ze Inter­na­zio­na­li, aman­te del­le sto­rie, vere o inven­ta­te che sia­no, e di tut­ti i modi in cui si pos­so­no raccontare.

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