La sospensione degli aiuti umanitari esteri statunitensi e l’ultima sentenza della Corte suprema

La sospensione degli aiuti umanitari esteri statunitensi e l’ultima sentenza della corte suprema
La sospensione degli aiuti umanitari esteri statunitensi e l’ultima sentenza della corte suprema

Già all’inizio del suo secon­do man­da­to, coe­ren­te­men­te con il pro­po­si­to di con­cen­trar­si sugli inte­res­si nazio­na­li, il pre­si­den­te sta­tu­ni­ten­se Donald Trump sta cer­can­do, e in par­te già riu­scen­do, a con­ge­la­re fon­di per l’Agen­zia per lo Svi­lup­po Inter­na­zio­na­le degli Sta­ti Uni­ti (USAID), un’agenzia del gover­no fede­ra­le che da decen­ni for­ni­sce assi­sten­za per lo svi­lup­po e aiu­ti uma­ni­ta­ri in nume­ro­si pae­si in tut­to il mondo. 

Pochi gior­ni dopo il suo inse­dia­men­to ha, infat­ti, ema­na­to un ordi­ne ese­cu­ti­vo che sospen­de­va per 90 gior­ni i pro­get­ti soste­nu­ti dall’agenzia, por­tan­do alla chiu­su­ra di mol­te cli­ni­che e al licen­zia­men­to del per­so­na­le di orga­niz­za­zio­ni umanitarie.

Il 5 mar­zo arri­va in meri­to una sen­ten­za del­la Cor­te Supre­ma, che ricor­dia­mo esse­re com­po­sta pre­va­len­te­men­te da giu­di­ci nomi­na­ti da ammi­ni­stra­zio­ni repub­bli­ca­ne. I giu­di­ci si sono espres­si con­tro il già cita­to decre­to, sta­bi­len­do che il gover­no non può con­ge­la­re fon­di già auto­riz­za­ti dal Con­gres­so. La deci­sio­ne ha comun­que una por­ta­ta limi­ta­ta: sta­tui­sce sem­pli­ce­men­te che i dipen­den­ti deb­ba­no esse­re paga­ti per il lavo­ro già svol­to, secon­do, quin­di, misu­re già appro­va­te. Nul­la vie­ne det­to in meri­to ai pia­ni del pre­si­den­te sta­tu­ni­ten­se sul futu­ro dell’agenzia. 

Lo USAID nasce dopo la fine della Seconda guerra mondiale

Ini­zial­men­te for­nen­do aiu­ti ai pae­si euro­pei redu­ci dal con­flit­to e, nei decen­ni suc­ces­si­vi, gesten­do in tut­to il mon­do pro­gram­mi di istru­zio­ne, soste­gno ai gover­ni demo­cra­ti­ci e in par­ti­co­la­re di assi­sten­za medica. 

Tra gli inter­ven­ti e i finan­zia­men­ti più impor­tan­ti dell’agenzia ritro­via­mo sicu­ra­men­te la cam­pa­gna con­tro HIV e AIDS por­ta­ta avan­ti in diver­si pae­si afri­ca­ni. Un taglio ai fon­di potreb­be esse­re par­ti­co­lar­men­te dan­no­so per il Suda­fri­ca, quest’ultimo è infat­ti il pae­se con il nume­ro più alto di per­so­ne posi­ti­ve all’HIV (cir­ca 8 milio­ni). La pro­fes­so­res­sa Lin­da-Gail Bek­ker, diret­tri­ce del Desmond Tutu HIV Cen­tre pres­so l’Università di Cit­tà del Capo, ha dichia­ra­to: «Non è un’esagerazione dire che pre­ve­do un disa­stro enorme».

Tutto ciò avver­reb­be in un momen­to in cui la ricer­ca scien­ti­fi­ca sta­va facen­do pro­gres­si nel­lo svi­lup­po di vac­ci­ni e nuo­vi far­ma­ci pre­ven­ti­vi, i qua­li avreb­be­ro potu­to inci­de­re sen­si­bil­men­te sul­la dif­fu­sio­ne del­la malattia. 

Un altro pae­se mol­to col­pi­to sareb­be lo Zim­ba­b­we: lo USAID ha finan­zia­to con 360 milio­ni di dol­la­ri pro­gram­mi di assi­sten­za medi­ca e di svi­lup­po dell’agricoltura, ma i tagli por­te­reb­be­ro, e han­no por­ta­to, al licen­zia­men­to di miglia­ia di ope­ra­to­ri sani­ta­ri che lavo­ra­no in orga­niz­za­zio­ni non gover­na­ti­ve e grup­pi del­la socie­tà civi­le a soste­gno di ser­vi­zi lega­ti a malat­tie qua­li l’AIDS. 

A riguar­do, il Guar­dian ripor­ta la testi­mo­nian­za di una gio­va­ne infer­mie­ra, Chie­d­za Maku­ra, madre sin­gle di tre figli, che ha per­so il lavo­ro la sera del 28 gen­na­io, pochi gior­ni dopo l’emanazione dell’ordine ese­cu­ti­vo in cui il pre­si­den­te sta­tu­ni­ten­se annun­ciò la sospen­sio­ne degli aiu­ti este­ri per 3 mesi.

«Mi sono sentita distrutta, il mio lavoro era la mia unica fonte di reddito. Ora non so cosa fare»

Attra­ver­so i fon­di del­lo USAID, gli Sta­ti Uni­ti sono anche la fon­te prin­ci­pa­le degli aiu­ti uma­ni­ta­ri per l’Ucraina fin dall’inizio del­la guer­ra per­pe­tra­ta dal­la Rus­sia. Da feb­bra­io 2022, infat­ti, han­no for­ni­to più di 37 miliar­di di dol­la­ri per soste­ne­re la popo­la­zio­ne rima­sta nel territorio.

Sono sta­ti ora sospe­si pro­gram­mi di rein­se­ri­men­to dei sol­da­ti rien­tran­ti dal­la guer­ra, di assi­sten­za alle fami­glie di ucci­si e feri­ti, di costru­zio­ne di rifu­gi anti­ae­rei nel­le scuo­le, di distri­bu­zio­ne di acqua, cibo e legna. In Ucrai­na i finan­zia­men­ti era­no desti­na­ti anche a deci­ne di testa­te indi­pen­den­ti.

Quel­li cita­ti sono solo una pic­co­lis­si­ma par­te degli inter­ven­ti e pro­gram­mi finan­zia­ti dal­lo USAID, e l’incertezza del suo futu­ro sta destan­do gran­di pre­oc­cu­pa­zio­ni in tut­to il mon­do. Saran­no cru­cia­li le pros­si­me set­ti­ma­ne per osser­va­re l’evolversi del­la situa­zio­ne, soprat­tut­to dopo la sen­ten­za del­la Cor­te Supre­ma.

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Gaia Bassanini
Mi chia­mo Gaia e nel­la vita cer­co di capi­re cosa voglio fare da gran­de, nel frat­tem­po cuci­no, mi fac­cio incu­rio­si­re da ciò che non cono­sco e pro­vo a capi­re cosa ci sta die­tro. Mi affa­sci­na­no i testi scrit­ti bene e le per­so­ne che cono­sco­no tan­ti aned­do­ti. Nel resto del mio tem­po stu­dio giurisprudenza.

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