Morbillo negli USA: l’allarme aumenta tra disinformazione ed esitazione vaccinale

Negli Sta­ti Uni­ti, il mor­bil­lo è tor­na­to a pre­oc­cu­pa­re. Da fine gen­na­io, un foco­la­io in espan­sio­ne ha fat­to regi­stra­re un’impennata dei casi in otto sta­ti. Secon­do i Cen­ters for Disea­se Con­trol and Pre­ven­tion (CDC), al 20 feb­bra­io sono sta­ti segna­la­ti 93 con­ta­gi in Ala­ska, Cali­for­nia, Geor­gia, Ken­tuc­ky, New Jer­sey, New Mexi­co, New York City, Rho­de Island e Texas. Quest’ultimo è l’epicentro dell’emergenza, con 164 infe­zio­ni con­fer­ma­te e un pri­mo deces­so avve­nu­to il 26 feb­bra­io: un bam­bi­no in età sco­la­re non vaccinato.

Il dato più allar­man­te è che il 95% dei casi riguar­da indi­vi­dui non vac­ci­na­ti o con sta­to vac­ci­na­le sco­no­sciu­to. Inol­tre, il 25% dei pazien­ti è sta­to rico­ve­ra­to a cau­sa di com­pli­ca­zio­ni. Di fron­te alla dif­fu­sio­ne del virus, le auto­ri­tà loca­li han­no lan­cia­to allar­mi sani­ta­ri, cer­can­do di argi­na­re il feno­me­no con misu­re mira­te, ma la recru­de­scen­za del­la malat­tia è stret­ta­men­te lega­ta alla ridu­zio­ne del­la coper­tu­ra vac­ci­na­le e all’aumento del­le esen­zio­ni dal­la vac­ci­na­zio­ne, segna­li di una fidu­cia sem­pre più fra­gi­le nel siste­ma sanitario.

Alla luce di questi dati allarmanti, quella che un tempo sembrava una battaglia vinta si sta trasformando in una nuova sfida. Quindi è importante capire perché il morbillo rappresenta una minaccia così seria e quali rischi comporta.

Il mor­bil­lo è una del­le malat­tie più con­ta­gio­se al mon­do: si tra­smet­te per via aerea e può rima­ne­re atti­vo fino a due ore in ambien­ti chiu­si. Non è solo un’eruzione cuta­nea: può pro­vo­ca­re pol­mo­ni­te, ence­fa­li­te e, nei casi più gra­vi, la mor­te. Nel 2000, gra­zie alla dif­fu­sio­ne del vac­ci­no MMR (mor­bil­lo, paro­ti­te, roso­lia), il mor­bil­lo era sta­to dichia­ra­to eli­mi­na­to negli Sta­ti Uni­ti. Ma negli ulti­mi anni, la ridu­zio­ne del­la coper­tu­ra vac­ci­na­le ha aper­to la stra­da alla sua ricomparsa. 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il ritorno della malattia è legato a una crescente esitazione vaccinale, alimentata da disinformazione e diffidenza verso le istituzioni sanitarie. 

Le piat­ta­for­me digi­ta­li sono diven­ta­te ter­re­no fer­ti­le per i movi­men­ti anti­vac­ci­ni­sti, per­met­ten­do loro di divul­ga­re fal­si­tà e ali­men­ta­re dub­bi infon­da­ti sul­la sicu­rez­za dei vac­ci­ni men­tre, sui social media, Fake news e teo­rie pri­ve di fon­da­men­to han­no gio­ca­to un ruo­lo cru­cia­le nell’instillare dub­bi infon­da­ti sul­la sicu­rez­za e con­ti­nua­no a dif­fon­de­re pau­ra, come il pre­sun­to lega­me tra il vac­ci­no MMR e l’autismo, ampia­men­te smen­ti­to dal­la comu­ni­tà scien­ti­fi­ca

Ma oltre alla disin­for­ma­zio­ne, anche lo stes­so timo­re degli effet­ti col­la­te­ra­li, spes­so ampli­fi­ca­to da con­te­nu­ti allar­mi­sti­ci, ha spin­to mol­ti a rifiu­ta­re il vac­ci­no, favo­ren­do la dif­fu­sio­ne del­la malat­tia ed espo­nen­do la popo­la­zio­ne a un rischio evitabile.

Inoltre, la ridotta percezione del rischio ha contribuito a questa crisi sanitaria: molte persone ritengono erroneamente che il morbillo sia una malattia ormai debellata, sottovalutandone la pericolosità.

Que­sta onda­ta di casi riac­cen­de i riflet­to­ri sul­le scel­te poli­ti­che in mate­ria di salu­te pubblica.

Robert F. Ken­ne­dy Jr., attua­le segre­ta­rio alla Salu­te degli Sta­ti Uni­ti, è noto per le sue posi­zio­ni anti­vac­ci­ni­ste. Infat­ti, ini­zial­men­te, ave­va mini­miz­za­to l’epidemia defi­nen­do­la “non inso­li­ta”. Inol­tre, in pas­sa­to ha dif­fu­so fal­se infor­ma­zio­ni sul vac­ci­no MMR, con­tri­buen­do alla sfi­du­cia di una par­te del­la popo­la­zio­ne. Que­sto ha con­tri­bui­to in modo signi­fi­ca­ti­vo al calo del­la fidu­cia nei vac­ci­ni da par­te di una fet­ta del­la popo­la­zio­ne ame­ri­ca­na, con con­se­guen­ze oggi visi­bi­li in Texas.

E seb­be­ne ora abbia rico­no­sciu­to la gra­vi­tà del­la situa­zio­ne e annun­cia­to che il gover­no for­ni­rà 2.000 dosi di vac­ci­no MMR al Texas, le sue posi­zio­ni pas­sa­te sol­le­va­no dub­bi sul­la gestio­ne dell’emergenza.

D’altro can­to, secon­do un’inchiesta del The Guar­dian, Ken­ne­dy ha recen­te­men­te pro­po­sto una ridu­zio­ne del­la tra­spa­ren­za nel­le poli­ti­che sani­ta­rie, limi­tan­do la par­te­ci­pa­zio­ne pub­bli­ca nel­le deci­sio­ni del Dipar­ti­men­to del­la Salu­te. Una scel­ta che, in pie­na emer­gen­za, potreb­be com­pli­ca­re ulte­rior­men­te la rispo­sta alla crisi.

L’epidemia può allargarsi?

Infi­ne, le auto­ri­tà sani­ta­rie han­no dichia­ra­to che que­sta epi­de­mia di mor­bil­lo è la più gra­ve regi­stra­ta nel­lo Sta­to negli ulti­mi tre decen­ni ali­men­tan­do ulte­rior­men­te le pre­oc­cu­pa­zio­ni sul­la dif­fu­sio­ne del virus e sul­la coper­tu­ra vac­ci­na­le insuf­fi­cien­te.

Quest’ultima non sta solo ali­men­tan­do la dif­fu­sio­ne del mor­bil­lo in Texas, ma sta aven­do riper­cus­sio­ni anche in altri sta­ti e Pae­si e segna­la un rischio con­cre­to di un’ulteriore espan­sio­ne del virus.

In Ita­lia, ad esem­pio, i con­ta­gi sono in cre­sci­ta, come evi­den­zia­no i dati dell’Isti­tu­to Supe­rio­re di Sani­tà. Nel gen­na­io 2025, sono sta­ti segna­la­ti 70 casi, con un’incidenza di 14,2 casi per milio­ne di abi­tan­ti. Il 95,3% dei con­ta­gia­ti non era vac­ci­na­to e si sono regi­stra­te com­pli­can­ze come diar­rea, insuf­fi­cien­za respi­ra­to­ria e, in un caso, encefalite.

Que­sti nume­ri con­fer­ma­no che il mor­bil­lo è anco­ra una minac­cia con­cre­ta e che la vac­ci­na­zio­ne resta lo stru­men­to più effi­ca­ce per pre­ve­nir­ne la diffusione.

Que­sta cri­si sani­ta­ria dimo­stra che la lot­ta con­tro le malat­tie pre­ve­ni­bi­li non è mai dav­ve­ro fini­ta e che è fon­da­men­ta­le agi­re con tem­pe­sti­vi­tà per evi­ta­re che l’attuale foco­la­io si tra­sfor­mi in un’epidemia su vasta sca­la. Il mor­bil­lo è una minac­cia rea­le ed esi­ste un vac­ci­no sicu­ro ed effi­ca­ce per fer­mar­lo, ma ciò non è abba­stan­za. Biso­gna anche pro­muo­ve­re con­sa­pe­vo­lez­za e raf­for­za­re fidu­cia nel­la scien­za. Il futu­ro del­la salu­te pub­bli­ca dipen­de dal­le scel­te che fac­cia­mo oggi. Sen­za un impe­gno col­let­ti­vo per com­bat­te­re la disin­for­ma­zio­ne e raf­for­za­re la fidu­cia nel­la scien­za, rischia­mo di com­pro­met­te­re seria­men­te la sicu­rez­za sani­ta­ria globale.

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Viviana Genovese
Stu­den­tes­sa di Let­te­re Moder­ne e chiac­chie­ro­na per natu­ra. La curio­si­tà mi gui­da ver­so ciò che mi cir­con­da, e la paro­la scrit­ta è lo stru­men­to di espres­sio­ne che preferisco.
Nutro uno smi­su­ra­to amo­re per i viag­gi, il mare e l’ar­te in tut­te le sue for­me; ma amo anche esplo­ra­re nuo­vi mon­di attra­ver­so let­tu­re e film di ogni tipo, immer­gen­do­mi in diver­se real­tà e viven­do più vite.

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