Risorgimento analogico, una rivolta all’anonimato tecnologico

Risorgimento analogico, una rivolta all’anonimato tecnologico

Il 2025 è l’anno dell’intelligenza arti­fi­cia­le. Il mon­do è sta­to tra­vol­to da lin­guag­gi di pro­gram­ma­zio­ne che per­met­to­no di ave­re tut­to e subi­to. Le per­so­ne sono assa­li­te da con­te­nu­ti media­ti­ci tut­to il gior­no, tut­ti i gior­ni; sono con­te­nu­ti fred­di, distac­ca­ti, il cui obiet­ti­vo è uno solo: tener­ti incol­la­to allo scher­mo. Non si rie­sce più a distin­gue­re cosa è vero da cosa non lo è, cosa è sta­to pro­dot­to dall’intelligenza arti­fi­cia­le, o cosa è sta­to modi­fi­ca­to digi­tal­men­te. Eppu­re, in un’ottica in cui la tec­no­lo­gia è padro­na del mon­do, l’analogico non solo fa fati­ca a scom­pa­ri­re, ma con­ti­nua a risor­ge­re.

Il ritorno all’analogico è una tendenza che ha iniziato a spopolare negli ultimi anni, e che oggi è più diffusa che mai. 

Gra­zie anche all’influenza del mer­ca­to vin­ta­ge e di secon­da mano e del­la ten­den­za Y2K, le gene­ra­zio­ni più gio­va­ni han­no pre­so in mano e rida­to vita a diver­si dispo­si­ti­vi ana­lo­gi­ci, tra i qua­li spic­ca­no le mac­chi­ne foto­gra­fi­che ana­lo­gi­che e i vini­li. In un’epoca intrin­se­ca di nostal­gia, il vin­ta­ge è desti­na­to a fare da trendsetter.

La qua­li­tà di imma­gi­ne rag­giun­ta dal­le foto­ca­me­re moder­ne è ecce­zio­na­le; per­si­no le foto­ca­me­re pre­sen­ti nei dispo­si­ti­vi cel­lu­la­ri han­no una qua­li­tà straor­di­na­ria. Nono­stan­te que­sto, la tec­no­lo­gia moder­na non è riu­sci­ta a repli­ca­re il calo­re e la fami­lia­ri­tà tipi­che dei dispo­ti­ci ana­lo­gi­ci. I più gio­va­ni scel­go­no sem­pre più spes­so di uti­liz­za­re mac­chi­ne foto­gra­fi­che ana­lo­gi­che di mar­chi come Olym­pus, Canon, Kodak e Minol­ta in sosti­tu­zio­ne del tele­fo­ni­no. Secon­do uno stu­dio con­dot­to da Cogni­ti­ve Mar­ket Research, il mer­ca­to del­la foto­gra­fia ana­lo­gi­ca non solo è in rapi­dis­si­ma asce­sa, ma si pre­ve­de che rag­giun­ga il valo­re di 350 milio­ni di euro entro il 2030.  

Gli scat­ti ana­lo­gi­ci, infat­ti, sono per­ce­pi­ti come più crea­ti­vi, ori­gi­na­li e uni­ci, e richie­do­no inol­tre una cer­ta atten­zio­ne e un cer­to impe­gno rispet­to allo scat­to super­fi­cia­le del­la foto­ca­me­ra del tele­fo­no. Inol­tre, lo svi­lup­po del­le pel­li­co­le è con­si­de­ra­to per mol­ti gio­va­ni una vera e pro­pria arte. In sin­te­si, la foto­gra­fia ana­lo­gi­ca è cir­con­da­ta da un cer­to fasci­no vin­ta­ge che la ren­de attraen­te, al con­tra­rio del­la foto­gra­fia digi­ta­le, che, per quan­to di alta qua­li­tà, si rive­la abba­stan­za pri­va di calo­re. Per di più, la foto­gra­fia ana­lo­gi­ca si appog­gia su un valo­re emo­ti­vo inten­so che riaf­fio­ra a ogni sguar­do, carat­te­riz­za­to anche dal­la limi­ta­zio­ne rispet­to al nume­ro di scat­ti ese­gui­bi­li con un sin­go­lo rul­li­no. L’adozione di que­sti dispo­si­ti­vi da par­te di cele­bri­tà come Zen­da­ya ha con­tri­bui­to in modo signi­fi­ca­ti­vo alla loro dif­fu­sio­ne. Allo stes­so modo, la serie tv Eupho­ria, rea­liz­za­ta inte­ra­men­te su pel­li­co­la, e il film vin­ci­to­re del pre­mio Oscar Oppe­n­hei­mer, per il qua­le Kodak ha rea­liz­za­to una pel­li­co­la appo­si­ta, han­no con­tri­bui­to alla sua popolarità. 

Oltre alla foto­gra­fia ana­lo­gi­ca, c’è un’altra straor­di­na­ria ten­den­za che ha tra­vol­to le gene­ra­zio­ni più gio­va­ni. I ser­vi­zi strea­ming musi­ca­li sono diver­si e sono sem­pre in aumen­to, e nel tem­po recen­te l’ascolto di musi­ca è sta­to tra­sfor­ma­to in un con­teg­gio di nume­ri: chi ottie­ne più strea­ming, chi è pri­mo in clas­si­fi­ca, chi ha la can­zo­ne più virale. 

Nonostante la comodità delle piattaforme streaming, dominate da algoritmi, sono sempre di più i giovani che scelgono di ascoltare musica attraverso il metodo old school: il vinile. 

Nel 2023, infat­ti, sono sta­ti ven­du­ti 43 milio­ni di vini­li, supe­ran­do addi­rit­tu­ra la ven­di­ta di CD. I vini­li infat­ti offro­no mol­to di più di un sem­pli­ce click sul player del­la pro­pria piat­ta­for­ma strea­ming di fidu­cia. Il vini­le è tan­gi­bi­le e offre un’esperienza di ascol­to immer­si­va e sen­so­ria­le, che coin­vol­ge udi­to, vista e tat­to. Per giun­ta, il vini­le è un pez­zo da col­le­zio­ne, non ne esi­ste uno iden­ti­co ad un altro; è in gra­do di evo­ca­re ricor­di pia­ce­vo­li e di sca­tu­ri­re for­ti emo­zio­ni a chi li utilizza. 

Auten­ti­ci­tà, immer­sio­ne e con­nes­sio­ne emo­ti­va sono per­ciò gli ingre­dien­ti che han­no per­mes­so all’analogico di rie­mer­ge­re e di ripren­de­re vita. Per quan­to la tec­no­lo­gia sia fon­da­men­ta­le per la vita moder­na, il pro­gres­so tec­no­lo­gi­co non potrà mai sosti­tui­re la volon­tà di con­nes­sio­ne intrin­se­ca del­lo spi­ri­to uma­no. Fin­ché la tec­no­lo­gia sarà così fred­da e ano­ni­ma, l’analogico con­ti­nue­rà non solo a esi­ste­re, ma prospererà.

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Emma Pierri

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