George Hoyningen-Huene: un’eredità da riscoprire in mostra a Palazzo Reale

Dal 21 gen­na­io al 18 mag­gio 2025 Palaz­zo Rea­le ospi­ta una mostra dedi­ca­ta alla bel­lez­za come espe­rien­za rea­le e tan­gi­bi­le, attra­ver­so lo sguar­do di uno dei gran­di pio­nie­ri del­la foto­gra­fia di moda: Geor­ge Hoy­nin­gen-Hue­ne. Seb­be­ne abbia con­tri­bui­to a tra­sfor­ma­re la foto­gra­fia di moda in una for­ma d’ar­te, la sua sto­ria è anco­ra poco cono­sciu­ta. A rac­con­ta­re oggi que­sto straor­di­na­rio viag­gio visi­vo è la mostra «Geor­ge Hoy­nin­gen-Hue­ne: Gla­mour e Avan­guar­dia», che riu­ni­sce oltre cen­to foto­gra­fie appar­se su rivi­ste ico­ni­che come Vogue, Harper’s BazaarVani­ty Fair.

A 125 anni dalla sua nascita, questa esposizione — la prima a lui dedicata in Italia — offre al pubblico una rara occasione per riscoprire il talento di un fotografo che ha segnato profondamente il panorama visivo del Novecento.

La mostra è divi­sa in die­ci sezio­ni che trat­ta­no alcu­ni tra i temi più impor­tan­ti del­la pro­du­zio­ne del­l’ar­ti­sta, come il viva­ce con­te­sto cul­tu­ra­le del­la Pari­gi del­l’e­po­ca, i viag­gi tra Tuni­sia, Alge­ria, Egit­to e Gre­cia, la moda, il nudo, i ritrat­ti, Hol­ly­wood, il Sur­rea­li­smo e l’arte classica.

Nato nel 1900 a San Pie­tro­bur­go in una fami­glia ari­sto­cra­ti­ca, Hoy­nin­gen-Hue­ne fu costret­to a fug­gi­re dal­la Rus­sia duran­te la Rivo­lu­zio­ne d’Ot­to­bre. Dopo un bre­ve sog­gior­no a Lon­dra, si sta­bi­li­sce a Pari­gi, cit­tà che diven­ta il ful­cro del­la sua for­ma­zio­ne arti­sti­ca. Qui si avvi­ci­na all’arte foto­gra­fica, intrec­cian­do rela­zio­ni con figu­re fon­da­men­ta­li dell’avanguardia euro­pea come Man Ray, Sal­va­dor Dalì, Jean Coc­teau, Pablo Picas­so e Lee Mil­ler, che influen­za­no pro­fon­da­men­te la pro­du­zio­ne del gio­va­ne fotografo.

Trasporta infatti alcuni elementi surrealisti nel suo lavoro, come le composizioni insolite, la manipolazione della realtà, le atmosfere sospese e oniriche e il linguaggio visionario e innovativo.

Con­tem­po­ra­nea­men­te si lega al mon­do del­la moda, instau­ran­do un’amicizia dura­tu­ra con Coco Cha­nel e col­la­bo­ran­do sta­bil­men­te con Vogue, di cui, nel 1926, diven­ta capofotografo.

Nel­la sezio­ne dedi­ca­ta all’ispirazione clas­si­ca, emer­ge la sua ammi­ra­zio­ne per l’an­ti­chi­tà: cor­pi scol­pi­ti dal­la luce, volu­mi per­fet­ta­men­te equi­li­bra­ti, atten­zio­ne per le pro­por­zio­ni e equi­li­brio del­le for­me per­mea­no tut­to il suo lavoro.

Era osses­sio­na­to dal­la scul­tu­ra e dall’architettura gre­co-roma­na, e si recò spes­so in Grecia.

Dietro ogni scatto si cela una ricerca formale precisa: Hoyningen-Huene attinge alla scultura greco-romana, alla pittura neoclassica e all’arte fotografica d’avanguardia.

Anche il foto­ri­toc­co, allo­ra rea­liz­za­to manual­men­te inci­den­do i nega­ti­vi o ridi­se­gnan­do det­ta­gli, diven­ta par­te inte­gran­te del­la costru­zio­ne dell’immagine. Il risul­ta­to sono foto­gra­fie per­fet­te, dove ogni ele­men­to – dal­la posa ai drap­peg­gi degli abi­ti – con­cor­re a crea­re un’idea idea­liz­za­ta del­la bellezza.

Nel 1936 si tra­sfe­ri­sce a New York a capo del­la reda­zio­ne di Harper’s Bazaar.

L’uso del­la luce e il rigo­re com­po­si­ti­vo si esten­do­no anche al mon­do del cine­ma: nel 1946 si tra­sfe­ri­sce a Hol­ly­wood, dove diven­ta il foto­gra­fo ritrat­ti­sta del­le star del cine­ma, come Ingrid Berg­man, Char­lie Cha­plin, Gre­ta Gar­bo, Ava Gard­ner e Katha­ri­ne Hep­burn. Lavo­ra per anni con il tito­lo di coor­di­na­to­re e con­su­len­te del colo­re e con­si­glia costu­mi­sti e scenografi.

«Nel 1968, Hue­ne lasciò in ere­di­tà il suo archi­vio al caro ami­co Hor­st P. Hor­st, che negli anni ’80, a par­ti­re dai nega­ti­vi, ini­ziò a rea­liz­za­re stam­pe al pla­ti­no-pal­la­dio per musei e col­le­zio­ni­sti — rac­con­ta la cura­tri­ce. Que­ste stam­pe han­no una super­fi­cie lus­su­reg­gian­te e opa­ca e sono apprez­za­te per la loro raf­fi­na­ta qua­li­tà e la ric­ca gam­ma tona­le. La mostra pre­sen­ta mol­te del­le stam­pe rea­liz­za­te sot­to la gui­da di Hor­st, insie­me a nuo­ve stam­pe al pla­ti­no-pal­la­dio crea­te dal 2020 negli archi­vi del­la Geor­ge Hoy­nin­gen-Hue­ne Esta­te».

Con­di­vi­di:
Chiara Cardella
Stu­den­tes­sa di Let­te­re, appas­sio­na­ta di let­tu­ra e scrit­tu­ra. Aman­te dei viag­gi e del­la sco­per­ta di cose sem­pre nuo­ve, sogno di tra­sfor­ma­re la mia curio­si­tà in una car­rie­ra gior­na­li­sti­ca. Cre­do che ogni sto­ria meri­ti di esse­re ascol­ta­ta e condivisa.

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