I CPR in Albania sono ufficialmente attivi

I CPR in Albania sono ufficialmente attivi
I CPR in Albania sono ufficialmente attivi

Vener­dì 11 apri­le 40 migran­ti sono sta­ti tra­sfe­ri­ti dal­l’I­ta­lia al CPR (Cen­tro Per il Rim­pa­trio) di Gja­der, in Alba­nia. I migran­ti sono ori­gi­na­ri di Tuni­sia, Egit­to, Ban­gla­desh, Paki­stan, Alge­ria, Geor­gia, Nige­ria e Mol­da­via e arri­va­no da diver­si CPR ita­lia­ni, tra cui quel­li di Bari, Tori­no, Tra­pa­ni, Gori­zia, Mila­no e Brindisi.

Que­sti cen­tri, costrui­ti dall’Italia in Alba­nia, pri­ma di vener­dì non era­no real­men­te in fun­zio­ne. Ini­zial­men­te l’Italia avreb­be volu­to uti­liz­za­re que­ste strut­tu­re, disci­pli­na­te dal pro­to­col­lo Ita­lia-Alba­nia, per trat­te­ner­ci i migran­ti soc­cor­si in mare. Que­sto uti­liz­zo, però, non era mai sta­to con­va­li­da­to dai tri­bu­na­li com­pe­ten­ti per con­tra­sto con la nor­ma­ti­va euro­pea.

Il 28 mar­zo il Con­si­glio dei Mini­stri ha appro­va­to un decre­to che pre­ve­de l’uso del­le strut­tu­re come cen­tri per il rim­pa­trio (CPR), cioè cen­tri di deten­zio­ne ammi­ni­stra­ti­va per i migran­ti irregolari.

Le strut­tu­re con­te­ran­no 140 posti in più rispet­to a quel­li attua­li e saran­no usa­te anche per ospi­ta­re migran­ti irre­go­la­ri, cioè stra­nie­ri a cui è sca­du­to il per­mes­so di sog­gior­no o a cui è sta­to nega­to l’asilo.

Il mini­stro dell’interno Pian­te­do­si ha assi­cu­ra­to che il pro­to­col­lo Ita­lia-Alba­nia, accor­do per la gestio­ne del­le migra­zio­ni rati­fi­ca­to dall’Italia nel 2024, non sareb­be sta­to modi­fi­ca­to nei suoi obiet­ti­vi dal decre­to del 28 Mar­zo,  ma che sareb­be sta­ta aggiun­ta uni­ca­men­te la fun­zio­ne di Cen­tri per il Rim­pa­trio ai Cen­tri Alba­ne­si. Nel­la pra­ti­ca que­sto signi­fi­ca che nei cen­tri alba­ne­si ver­ran­no tra­sfe­ri­ti migran­ti che si tro­va­va­no già nei CPR italiani.

Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale, nella sua newsletter Frontiere, racconta lo spostamento dei migranti avvenuto lo scorso venerdì.

Fon­ti gover­na­ti­ve sosten­go­no che le per­so­ne tra­sfe­ri­te a Gja­der aves­se­ro dei pre­ce­den­ti pena­li, ma le par­la­men­ta­ri Ceci­lia Stra­daRache­le Scar­pa che sono entra­te nei cen­tri e han­no par­la­to con le per­so­ne dete­nu­te affer­ma­no che ciò non è mai sta­to real­men­te verificato.

«Una per­so­na ripor­ta di esse­re sta­ta sve­glia­ta alle 3 di not­te nel CPR ita­lia­no in cui si tro­va­va, di esse­re sta­ta pre­le­va­ta per il tra­sfe­ri­men­to e di aver sco­per­to di tro­var­si in Alba­nia solo dopo lo sbar­co. […] Tut­ti ripor­ta­no che il con­te­ni­men­to con fascet­te ai pol­si non è sta­to limi­ta­to al momen­to del­lo sbar­co, ma che è anzi dura­to per tut­to il viag­gio, anche nei momen­ti di distri­bu­zio­ne dei pasti o in quel­li in cui c’e­ra esi­gen­za di anda­re in bagno. Coglia­mo dun­que l’oc­ca­sio­ne per stig­ma­tiz­za­re dura­men­te le paro­le del mini­stro Mat­teo Sal­vi­ni e del mini­stro Mat­teo Pian­te­do­si, che giu­sti­fi­ca­no e anzi riven­di­ca­no que­sta pra­ti­ca bar­ba­ra alla luce di una pre­sun­ta “peri­co­lo­si­tà socia­le”, che sareb­be sta­to anche dun­que cri­te­rio di sele­zio­ne dei trat­te­nu­ti, e alla luce di ‘con­dan­ne’ a cari­co degli stes­si. Da par­te loro è un’im­pli­ci­ta ammis­sio­ne del­la natu­ra puni­ti­va del­la mis­sio­ne Alba­nia, da appli­car­si quin­di a per­so­ne rite­nu­te peri­co­lo­se dal­lo sta­to? In que­sto caso dovreb­be entra­re in gio­co l’or­di­na­men­to peni­ten­zia­rio, non la deten­zio­ne ammi­ni­stra­ti­va, che è un prov­ve­di­men­to desti­na­to non a chi ha com­mes­so rea­ti, ma a chi è pri­vo di docu­men­ta­zio­ne rego­la­re per sog­gior­na­re in Italia».

 L’Associazione per gli Stu­di Giu­ri­di­ci sull’Immigrazione (ASGI) para­go­na il decre­to leg­ge 37/2025 con il decre­to-leg­ge cd. sicu­rez­za che il gover­no ha appro­va­to nei gior­ni scor­si, sot­to­li­nean­do la svol­ta secu­ri­ta­ria nel­la poli­ti­ca di gover­no italiana.

Vengono limitati i diritti costituzionali quali la libertà di manifestazione del pensiero (art. 21 Cost.), il diritto all’abitazione, i diritti delle persone detenute: diritti negati anche alle persone straniere trattenute nei CPR.

«A tut­ti costo­ro, dete­nu­ti o trat­te­nu­ti in CPR, si impe­di­sce di resi­ste­re anche pas­si­va­men­te a ordi­ni del­la poli­zia, deter­mi­nan­do, tra le altre, anche una sca­la gerar­chi­ca tra le per­so­ne, sin­to­ma­ti­ca di un regi­me auto­ri­ta­rio», si leg­ge nel­l’a­na­li­si dell’ASGI.

Il «model­lo alba­ne­se» sul­la gestio­ne migran­ti crea un pre­ce­den­te per la crea­zio­ne di regi­mi deten­ti­vi di iso­la­men­to e per la loro disci­pli­na nor­ma­ti­va in sen­so autoritario. 

Con­di­vi­di:
Giulia Camuffo
Stu­den­tes­sa di Scien­ze Inter­na­zio­na­li, appas­sio­na­ta di sto­ria, in rela­zio­ne al pre­sen­te. La scrit­tu­ra sem­pli­fi­ca ciò che sem­pli­ce non è.

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