Fratelli Musulmani: una minaccia da Amman a Vienna

Fratelli Musulmani: una minaccia da Amman a Vienna
Members of Jordan's Muslim Brotherhood group lead a demonstration by around 600 people in the Jordanian capital Amman 09 February 2004 against the separation barrier Israel is building across the West Bank. The protest, organised by a coalition of 13 opposition parties, included several MPs from the Islamic Action Front, members of the Communist Party, union leaders, students and representatives of women's groups. Israel insists that the barrier is necessary to prevent infiltrations on its soil by would-be attackers, while the Palestinians regard it as a little more than an attempt to pre-empt the borders of their promised state. AFP PHOTO/STR (Photo by AFP) (Photo by -/AFP via Getty Images)

Lo scor­so 23 Apri­le il Mini­stro degli Inter­ni del Regno di Gior­da­nia Mazin al-Fara­ya ha annun­cia­to pub­bli­ca­men­te la deci­sio­ne del gover­no di met­te­re al ban­do i Fra­tel­li Musulmani.

Si trat­ta di una tra le orga­niz­za­zio­ni più influen­ti del mon­do isla­mi­co; di stam­po pana­ra­bo e isla­mi­sta è atti­va in diver­si con­ti­nen­ti e pro­muo­ve un model­lo di socie­tà fon­da­to su una dot­tri­na radi­ca­le dell’Islam politico.

Il prov­ve­di­men­to è giun­to in segui­to all’arre­sto di 16 mem­bri del grup­po accu­sa­ti di esse­re coin­vol­ti in atti­vi­tà vol­te a desta­bi­liz­za­re e com­pro­met­te­re la sicu­rez­za del Paese.

Secon­do le auto­ri­tà, essi si sareb­be­ro eser­ci­ta­ti in Liba­no per con­dur­re attac­chi con dro­ni e mis­si­li con­tro dei ber­sa­gli inter­ni alla Giordania. 

Già nel 2020 la Cor­te di Cas­sa­zio­ne di Amman ave­va ordi­na­to la dis­so­lu­zio­ne dei Fra­tel­li Musul­ma­ni nel Regno. Ma la deci­sio­ne non fu suf­fi­cien­te a fer­ma­re gli affi­lia­ti del grup­po che nel cor­so degli anni sono sta­ti in gra­do di eser­ci­ta­re mag­gio­ri pres­sio­ni sul­la Nazio­ne, sia in cam­po socia­le che gover­na­ti­vo. Nel­le ele­zio­ni par­la­men­ta­ri del set­tem­bre del 2024 il Fron­te d’A­zio­ne Isla­mi­ca, ovve­ro il ramo poli­ti­co dei Fra­tel­li Musul­ma­ni, è sta­to il par­ti­to più vota­to, aumen­tan­do ampia­men­te il nume­ro dei pro­pri elet­to­ri rispet­to ai seg­gi pre­ce­den­ti. Que­sta cre­sci­ta di popo­la­ri­tà è dovu­ta in gran par­te alla cam­pa­gna elet­to­ra­le del par­ti­to, incen­tra­ta for­te­men­te sul siste­ma­ti­co soste­gno alla Palestina. 

Quel­la del­la Gior­da­nia non è una scel­ta iso­la­ta, altri pae­si ara­bi si era­no già mos­si a tal pro­po­si­to. L’Arabia Sau­di­ta, l’Egitto e gli Emi­ra­ti Ara­bi Uni­ti sono solo alcu­ni degli Sta­ti che da anni vie­ta­no e con­si­de­ra­no i Fra­tel­li Musul­ma­ni un’organizzazione terroristica.

All’interno dell’Unione Europea il primo, nonché unico, governo a muoversi in tal senso è stato quello austriaco, vietando l’organizzazione nel 2021 attraverso una legge di antiterrorismo.

Nono­stan­te in Euro­pa sia più com­ples­so trac­cia­re pre­ci­sa­men­te l’attività dei Fra­tel­li Musul­ma­ni, non sono tra­scu­ra­bi­li i lega­mi e l’in­fluen­za del grup­po su altre orga­niz­za­zio­ni e asso­cia­zio­ni isla­mi­che; alcu­ne del­le qua­li pro­muo­vo­no spes­so visio­ni in con­tra­sto con i prin­ci­pi di lai­ci­tà e di demo­cra­zia su cui si fon­da­no le nazio­ni europee.

Un rap­por­to del 2022 redat­to dal Cen­tro austria­co di Docu­men­ta­zio­ne dell’Islam Poli­ti­co ha cer­ca­to di fare luce sul­la que­stio­ne. Da esso emer­ge che i Fra­tel­li sono riu­sci­ti a crea­re una rete sofi­sti­ca­ta di asso­cia­zio­ni, enti di bene­fi­cen­za, lob­by, cen­tri cul­tu­ra­li e reli­gio­si che han­no come obiet­ti­vo fina­le quel­lo di dif­fon­de­re la loro ideo­lo­gia, sep­pur leg­ger­men­te adat­ta­ta ai con­te­sti euro­pei. È neces­sa­rio pre­ci­sa­re che seb­be­ne que­ste atti­vi­tà ope­ri­no legal­men­te, esse rap­pre­sen­ta­no alcu­ne vol­te l’epicentro di gra­vi casi di inci­ta­men­to all’odio e di simi­li condotte. 

Sono ormai mol­te­pli­ci le vicen­de con­fer­ma­te degli Imam che han­no pro­pa­gan­da­to con­vin­zio­ni incom­pa­ti­bi­li con i valo­ri occi­den­ta­li: isti­ga­zio­ni alla vio­len­za etni­co-reli­gio­sa han­no avu­to luo­go anche in Italia.

Uno tra i casi più noti vie­ne però dal­la Fran­cia ed è quel­lo del pre­di­ca­to­re Has­san Iquious­se; con­si­de­ra­to mol­to vici­no ai Fra­tel­li Musul­ma­ni, fu espul­so dal Pae­se dei Lumi in segui­to a ripe­tu­ti inter­ven­ti bru­tal­men­te con­tra­ri alla Repub­bli­ca, al model­lo di lai­ci­tà fran­ce­se, alla comu­ni­tà ebrai­ca e alla pari­tà dei sessi.

Il report pre­sen­ta anche un’intervista a Moham­mad Al-Sha­waf, un «mem­bro anzia­no» dei Fra­tel­li. Nato in Siria negli anni ‘50 e ora resi­den­te in Ger­ma­nia, il padre lo intro­dus­se fin da pic­co­lo all’organizzazione isla­mi­sta. L’uomo affer­ma che ci sono mol­ti affi­lia­ti nel Vec­chio Con­ti­nen­te e aggiun­ge che «qua in Euro­pa i mem­bri dei Fra­tel­li Musul­ma­ni entra­no con un’altra iden­ti­tà, usan­do fal­si nomi», pro­se­gue: «se vi dices­si che non ci sono net­work dei Fra­tel­li Musul­ma­ni in Euro­pa vi men­ti­rei. Ci sono mem­bri dei Fra­tel­li Musul­ma­ni ovun­que, nuo­ve organizzazioni».

Il gruppo è disposto ad assumere diverse forme per diffondere l’Islam Politico, purché queste siano efficaci ed appropriate al contesto in cui operano: se in alcune aree come il Medio Oriente e l’Africa Settentrionale agiscono attraverso presenze armate, altrove come in Europa e nell’America del Nord si strutturano sotto forma di enti pacifici.

Un esem­pio del pri­mo caso è facil­men­te rin­trac­cia­bi­le nel con­flit­to del Sudandefi­ni­to dal­le Nazio­ni Uni­te la più gran­de e deva­stan­te cri­si uma­ni­ta­ria al mon­do. Qui i Fra­tel­li Musul­ma­ni vi han­no tro­va­to ter­re­no fer­ti­le sup­por­tan­do cam­pa­gne mili­ta­ri che sono risul­ta­te nel mas­sa­cro di civili. 

In aggiun­ta, la loro pro­pa­gan­da estre­ma ha por­ta­to alla cre­scen­te mar­gi­na­liz­za­zio­ne e per­se­cu­zio­ne del­le mino­ran­ze etni­che e reli­gio­se, facen­do­si com­pli­ce del­la per­di­ta dei prin­ci­pi lai­ci e demo­cra­ti­ci già insta­bi­li nel­le isti­tu­zio­ni sudanesi.

Per con­clu­de­re, sareb­be bene inter­ro­gar­si sui rischi che pos­so­no sor­ge­re da un’organizzazione come quel­la dei Fra­tel­li Musul­ma­ni, com­pren­den­do innan­zi­tut­to che le loro atti­vi­tà non dan­neg­gia­no solo i valo­ri liber­ta­ri e l’opinione pub­bli­ca riguar­do alla fede isla­mi­ca ma anche gli idea­li di tol­le­ran­za e coe­si­sten­za inter­re­li­gio­sa su cui le nazio­ni occi­den­ta­li si fondano.

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Samuele Braguti

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