Il 25 settembre 1990 esce Red Hot + Blue: A tribute to Cole Porter, un album tributo di rinomati artisti pop contemporanei al grande musicista e paroliere americano, con l’obiettivo di diffondere consapevolezza riguardo all’epidemia di AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) e raccogliere fondi da destinare a organizzazioni attive nella ricerca sulla malattia. RH + B è un progetto multimediale, comprendente uno show televisivo composto dai video musicali dei diversi brani, oltre che da interventi degli artisti e altre importanti celebrità, come l’attore statunitense Richard Gere o lo stilista Jean-Paul Gaultier, che invitano gli spettatori a proteggersi dal virus. Infine, sono create anche pubblicità fittizie e altri filmati che sottolineano la portata, spesso trascurata o minimizzata, dell’epidemia.
Il progetto nasce nel 1989, a New York, grazie a John Carlin e Leigh Blake, un curatore d’arte e un’appassionata di musica e cinema che videro l’AIDS colpire molti artisti della città. Così, i due fondano la Red Hot Org e tramite Blake coinvolgono nel progetto il cantante dei Talking Heads David Byrne: da quel momento, altri grandi nomi del mondo musicale e cinematografico si uniscono al gruppo, con lo scopo di aprire un confronto sull’infezione da HIV attraverso le celebri canzoni di Porter.
Tuttavia, il grande motivo dietro la scelta musicale è l’argomento dei testi, ossia l’amore.
«Il fatto che diverse [le tracce] siano canzoni d’amore ‒ afferma Byrne nello show tv ‒ e che siano molto argute e intelligenti ci sembra davvero adatto per il progetto» L’appello di RH + B, allora, è ad accantonare luoghi comuni e differenze per riflettere sull’esperienza amorosa in tutte le sue sfumature; un intento rilevabile fin dal titolo, che arricchisce con nuovi significati il riferimento al musical omonimo di Porter: Red, il rosso, il colore dell’amore, ma anche quello del sangue, il liquido irrorante il cuore e vettore dell’HIV; Hot, il calore sessuale, la febbre d’amore o quella effettiva che è uno dei sintomi dell’AIDS; Blue, il colore della malinconia e della tristezza (temi tipici della musica blues), la sofferenza causata da un amore non corrisposto o dalla fine di una relazione, o ancora da una malattia che spegne lentamente la vita.
La canzone introduttiva della compilation è I’ve Got You Under My Skin, eseguita dalla cantante svedese Neneh Cherry, che con una prima parte rap denuncia l’ignoranza e l’egoismo della massa in rapporto all’epidemia di AIDS. Inizia poi l’interpretazione del testo di Porter riguardo al vuoto percepito in mancanza della persona amata, un sentimento somigliante alla privazione di una parte di sé. Il beat veloce, percussioni, sintetizzatore e pianoforte trasmettono un senso di pericolo costante, tipico dei quartieri neri delle città statunitensi, dove sono cresciuti molti dei più grandi artisti hip-hop di sempre e dove il virus ha mietuto numerose vittime (come il membro degli N.W.A Eazy‑E).
Un inno alla libertà, opposta al peso di un amore difficile, è invece Don’t Fence Me In, una traccia western interpretata da David Byrne.
Oh, give me land, lots of land, under starry skies above
Don’t fence me in
Let me ride through the wide-open country that I love
Don’t fence me in
Don’t Fence Me In
Il video musicale, diretto da Byrne stesso, segue persone comuni che recitano ciascuna una parte della canzone davanti alla telecamera, mentre una banda suona entusiasticamente violini, tamburi e chitarre. Il testo esprime il comune bisogno di libertà degli uomini, che, però, in una relazione amorosa a volte viene annullato, trasformandola in una prigione. Porter, dunque, ricorda l’importanza di lasciare libertà alla persona amata, perché ciò è davvero il maggiore atto d’amore che esista.
L’AIDS colpisce tutti, non solo alcuni: è una verità ripetuta diverse volte nello spettacolo tv e uno degli artisti più personalmente coinvolti dall’epidemia è Salif Keita, che in Begin the Beguine dedica una canzone d’amore alla sua patria, l’Africa, colpita tremendamente dall’HIV.
Sopra un ritmo afro pop festivo, il cantante maliano intona il testo di Porter in mandingo, la sua lingua madre, accompagnato nel video musicale dalla compagnia di danza della Guinea Les Ballets Africains, i cui ballerini si esibiscono con abiti e strumenti tradizionali del continente nativo. Nella clip è centrale la presenza del fuoco, interpretabile quale elemento della purificazione e tipico delle celebrazioni rituali, ma anche come il braciere dell’epidemia, che in Africa subsahariana arde più forte rispetto a ogni altra parte del mondo (al 2023, sono 20,8 milioni i malati di AIDS in Africa orientale e meridionale. Fonte: UNAIDS epidemiological estimates, 2024 (https://aidsinfo.unaids.org/)).
Debbie Harry e Iggy Pop interpretano Well Did You Evah!, canzone nota soprattutto per la versione di Frank Sinatra e Bing Crosby nel film Alta società (High Society, 1956), di cui nello show tv è mostrato un breve spezzone prima del video musicale, a sua volta una rivisitazione della scena del film. La rielaborazione soddisfa le inclinazioni rock dei due cantanti con un prevalente uso di chitarre elettriche e violente percussioni, mentre il testo è un dialogo tra due vacui e ricchi cittadini americani, che pensano unicamente al lusso e al divertimento, senza curarsi dei problemi altrui. Nel video, la coppia si dà alle esperienze più singolari e sregolate (abbracciare serpenti, dare fuoco a capi di biancheria in piena notte, rapinare banche…) canzonando la pacchiana borghesia americana, prima che l’umanità venga sterminata dalla collisione della Terra con Marte.
From This Moment On, cantata dal frontman dei Bronski Beat Jimmy Sommerville, è un omaggio agli anni settanta e al genere disco: il campionamento di I Feel Love (1977)di Donna Summer segnala l’amore del cantante scozzese e della comunità gay verso un periodo di fondamentale espressione, attraverso la disco music, della propria libertà sessuale. Il video musicale, che alterna sequenze lente ad altre frenetiche, restituisce la scissione psicologica delle persone gay tra l’opprimente “mondo reale” e un’altra realtà, quella della musica, che ha i contorni dei propri sogni di libertà. Infine, le banconote che cadono dal cielo simboleggiano la riluttanza dei governi e delle case farmaceutiche a fornire a prezzi accessibili i farmaci per la cura dell’AIDS.
Il disco continua con un’alternanza di tracce con sonorità jazz, come per la lenta ed evocativa In The Still Of The Night dei Neville Brothers, assieme ad altre più sperimentali, come la traccia synth-pop Too Darn Hot degli Erasure.
Infine, spiccano tra le tracce rimanenti le ultime due dello spettacolo televisivo.
La versione degli U2 di Night And Day, tra le più note canzoni di Porter, presenta suoni cupi e angoscianti: nel video musicale, diretto dal regista Wim Wenders, il nero dello sfondo e degli abiti della band e le ombre che scuriscono il volto del cantante Bono Vox contribuiscono a un’atmosfera fosca, da incubo. Proprio come tale è vissuta la passione d’amore, che non lascia tregua, anzi si intensifica, nelle ore notturne.
In the roaring traffic gloom
In the silence of my lonely room
I think of you
Night and day
[…]
This torment won’t be through
‘til you let me spend my life making love to you
Day and night
Night and day
Night and Day
Bono riesce ad alternare parti canore più delicate e sussurrate ad altre con un tono più profondo ed energico, rappresentando, così, il desiderio amoroso che gradualmente cresce d’intensità e che, infine, fuoriesce con un grido graffiante.
Annie Lennox, voce della celeberrima Sweet Dreams, chiude la versione televisiva di RH + B con Ev’ry Time We Say Goodbye, accompagnata unicamente da pianoforte e accenni di fisarmonica. Il testo illustra il contrasto tra la gioia di poter essere con la persona amata e il sentimento di vuoto quando questa, invece, manca; l’immagine della primavera è il simbolo della felicità provata durante l’innamoramento, mentre il senso di assenza somiglia a un’improvvisa variazione di tono in uno spartito musicale.
When you’re near
There’s such an air
Of spring about it
I can hear a lark somewhere
Begin to sing about it
There’s no love song finer
But how strange the change
From major to minor
Ev’ry time we say goodbye
Ev’ry Time We Say Goodbye
Il potere della passione d’amore è di cambiare le lenti con cui si guarda al mondo ed evidenziare i suoi aspetti più affascinanti; questi, tuttavia, passano e lasciano il posto ad altro, per poi tornare un’altra volta. Chi si ricorda della primavera, dunque, non può che aspettare con trepidazione la venuta di quel giorno.
Tramite il video musicale, Lennox rende omaggio all’amico Derek Jarman, regista britannico che fu molto attivo nell’attivismo per i diritti gay prima di morire di AIDS nel 1994.
Jarman rinunciò a girare il video della canzone per l’aggravarsi della malattia, ma compare nei filmati di famiglia mostrati a schermo che lo ritraggono bambino, mentre Lennox canta illuminata dal proiettore e, in alcuni brevi momenti, osserva la pellicola sorridendo malinconicamente.
Red Hot + Blue è un album da ascoltare perché riflette ingegnosamente sull’amore, considerandolo come un patrimonio collettivo da proteggere. Il disco invita a dare agio ai propri sentimenti e dignità ad emozioni preziose come gioia e tristezza: delle piccole azioni, ma fondamentali per sviluppare empatia verso gli altri e superare, così, le barriere del pregiudizio e dell’odio. Perché, come recita uno slogan dell’organizzazione ACT UP, Silence = Death.
Red Hot + Blue è ascoltabile sulle principali piattaforme di streaming musicale o sul sito ufficiale della Red Hot Org, dove è anche visualizzabile la versione integrale dello show televisivo trasmesso nel 1990.

Lascia un commento