Sei in biblioteca, a lezione o sul posto di lavoro. Stai pensando a ciò che devi fare nel pomeriggio, alla spesa oppure alle condizioni della tua stanza. Poi, improvvisamente, il tuo sguardo si posa su quella persona – ragazzo o ragazza non importa – lui (o lei) alza la testa e, improvvisamente, il vostro sguardo si incrocia, percepisci la tensione tra voi. Tutto d’un tratto, uno dei due distoglie lo sguardo. Vorresti alzarti e andare a parlarle (o parlargli), ma non trovi il coraggio: non è il momento giusto, è circondata/o dai suoi amici, devi scappare in palestra, devi chiamare tua madre; allora lasci stare. Nei giorni seguenti la situazione si ripete: i vostri sguardi si incontrano per qualche secondo, magari più volte nell’arco della giornata, eppure non succede nulla. Tu non vai da lui/lei. Lui/lei non viene da te.
Non temere, non sei solo: se questa situazione ti sembra familiare, potresti star vivendo una eyecontactship.
Il termine eyecontactship, comparso solo recentemente online, descrive una relazione fatta di soli sguardi tra due persone attratte una dall’altra ma che, per qualche ragione, decidono di non avere alcun tipo di dialogo.
Questa astratta relazione sentimentale sembra essere l’involuzione di quello che oggi conosciamo come situationship, ovvero un rapporto tra due individui che si piacciono, passano del tempo assieme e finiscono a letto, ma la cui relazione non è ben definita.
Una situazione in cui nessuno si prende la responsabilità di stringere legami più significativi, che può finire da un giorno all’altro senza che una delle due parti possa recriminare alcunché.
Una sorta di limbo, dunque, in cui spesso si finisce per avere una pseudo-relazione senza obblighi nei confronti dell’altra parte.
Ma per avere una situationship è necessario mettersi in gioco. Bisogna avvicinare la persona che ci interessa e interagire con lei: bisogna, in sostanza, rischiare.
Questo è esattamente ciò che manca in una eyecontactship. Una relazione che si svolge solo nella mente delle persone coinvolte e che, paradossalmente, sembra esprimere la necessità di connessioni più profonde, che vadano oltre il sesso occasionale a cui le app di incontri ci hanno abituato senza, però, rischiare di essere rifiutati e ridicolizzati nella realtà o sui social.
Lungi dal voler giudicare, resta un quesito: riusciremo a vincere la paura del ridicolo o saremo sempre più soli, alienati e costretti a cercare l’amore online?
Lascia un commento