BookTok: competizione smodata o opportunità?

Scrol­lan­do su qual­sia­si social net­work, da Tik­Tok a Face­book, è pos­si­bi­le imbat­ter­si in video o post che con­si­glia­no let­tu­re per ogni gusto, lun­ghez­za desi­de­ra­ta e momen­to del­la vita. Col­to il nostro inte­res­se, se deci­dia­mo di visi­ta­re que­sti pro­fi­li note­re­mo che il più del­le vol­te si trat­ta di per­so­ne che mostra­no con orgo­glio pile di libri, pre­sen­tan­do­li come “i let­ti del mese”. È a quel pun­to che ci ver­rà spon­ta­neo chie­der­ci: ma come avrà fat­to a leg­ge­re tut­ti que­sti libri in così poco tempo?

Il trend che stia­mo ana­liz­zan­do è Book­Tok, ossia una vera e pro­pria sezio­ne social dove l’ar­go­men­to cen­tra­le sono i libri, un vero e pro­prio spa­zio dedi­ca­to a recen­sio­ni, con­si­gli di let­tu­ra e bilan­ci, sor­to nel 2020 in pie­no loc­k­do­wn. Si trat­ta di un feno­me­no dal­l’in­fluen­za incre­di­bi­le (più di 100 miliar­di di visua­liz­za­zio­ni in tut­to il mon­do) subi­to sfrut­ta­to dai prin­ci­pa­li orga­ni del set­to­re, come le libre­rie, che pre­sto si sono adat­ta­te a que­sta nuo­va esi­gen­za pro­po­nen­do vere e pro­prie sezio­ni fisi­che dedi­ca­te ai libri in ten­den­za. Book­Tok ha avvi­ci­na­to nuo­va­men­te i ragaz­zi alla let­tu­ra e ha incre­men­ta­to le ven­di­te di alcu­ni tito­li e la popo­la­ri­tà di gene­ri come il roman­ce e fan­ta­sy, ormai chiac­chie­ra­tis­si­mi.

Abbia­mo inol­tre visto cam­bia­re i meto­di di pub­bli­ciz­za­zio­ne dei nuo­vi tito­li da par­te del­le case edi­tri­ci; basti osser­va­re le gra­fi­che accat­ti­van­ti e che striz­za­no l’oc­chio alla gen Z sul pro­fi­lo Insta­gram di Einau­di, ma anche i caro­sel­li sul pro­fi­lo di IBS. Ciò ha per­mes­so che i vol­ti del set­to­re si rin­no­vas­se­ro. Alcu­ni dei nomi di book­sta­gram­mer pre­sen­ti alle ulti­me due edi­zio­ni del salo­ne del libro di Tori­no par­la­no chia­ro: l’in­fluen­za alla let­tu­ra non pas­sa più dal­la scuo­la o dal pas­sa­pa­ro­la tra ami­ci, ma dal nostro smartphone.

Da que­sta pro­spet­ti­va, Book­Tok potreb­be sem­brar­ci una man­na dal cie­lo per gli appas­sio­na­ti del­la let­tu­ra: nuo­vi spa­zi cul­tu­ra­li vir­tua­li per par­la­re di let­te­ra­tu­ra, meno tem­po da dedi­ca­re allo smart­pho­ne… Eppu­re il cana­le di tra­smis­sio­ne socia­le, spes­so ina­de­gua­to per la tra­smis­sio­ne di con­te­nu­ti cul­tu­ra­li, può crea­re fal­se aspet­ta­ti­ve soprat­tut­to sui tem­pi di let­tu­ra e gene­ra­re com­pe­ti­zio­ne, risuc­chian­do la gio­ia di que­st’at­ti­vi­tà. Mol­tis­si­mi libri let­ti in pochis­si­mo tem­po dai crea­tor del set­to­re per poter crea­re con­te­nu­ti anche divul­ga­ti­vi, da cui pos­so­no sor­ge­re occa­sio­ni di spon­so­riz­za­zio­ni ori­gi­na­li con gli edi­to­ri, gene­ra­no un cir­co­lo vizio­so di doman­da e richiesta.

Oltre a ciò si è aggiun­ta la pra­ti­ca di uti­liz­zo di appli­ca­zio­ni per tene­re trac­cia del­le let­tu­re, come Goo­dreads. Fon­da­ta nel 2007 ma dive­nu­ta popo­la­re pro­prio duran­te la pan­de­mia, Goo­dreads è orga­niz­za­ta in bache­che: To read, libri anco­ra da leg­ge­re; Read, già let­ti; Rea­ding, in let­tu­ra. L’app con­sen­te di ave­re un bilan­cio annua­le gra­fi­ca­men­te pia­ce­vo­le, simi­le allo Spo­ti­fy wrap­ped, che invo­glia il let­to­re a leg­ge­re sem­pre più libri per poter con­di­vi­de­re il suo bilan­cio annua­le sui social o con gli ami­ci, con cui poter­si confrontare.

Leggere è ancora un piacere o è divenuta l’ennesima attività passibile di FOMO?

La let­tu­ra è un’at­ti­vi­tà che può assu­me­re sfu­ma­tu­re dif­fe­ren­ti a secon­da del­la per­so­na che vi si approc­cia; può esse­re eva­sio­ne, occa­sio­ne di sco­per­ta, amplia­men­to cul­tu­ra­le, ma in tut­te e tre le visio­ni vi è un ele­men­to comu­ne: quan­do leg­gia­mo ci lascia­mo attra­ver­sa­re dal­le sto­rie, che si intrec­cia­no indis­so­lu­bil­men­te alle nostre vicen­de per­so­na­li rea­li. Un libro let­to e apprez­za­to diven­ta par­te di noi, ricor­de­re­mo sem­pre come ci sen­tia­mo nel perio­do in cui lo sta­va­mo leg­gen­do e diven­ta dav­ve­ro nostro. Ci sono tito­li che resta­no con noi anche dopo mol­ti anni a segui­re dal­la loro ulti­ma let­tu­ra; li rie­la­bo­ria­mo, li com­pa­ria­mo con il nostro vis­su­to, ritor­nia­mo a loro per tro­va­re rispo­ste… Ten­ta­re di velo­ciz­za­re que­sto pro­ces­so in nome del­la quan­ti­tà andreb­be a lede­re il sen­so pro­fon­do del­la let­tu­ra, in par­te sle­ga­to da una com­po­nen­te consumistica.

Rite­ne­re Book­Tok sola­men­te un cam­po di acce­so con­fron­to tra chi leg­ge di più non è sol­tan­to scor­ret­to, ma rischia di oscu­ra­re le sva­ria­te pos­si­bi­li­tà offer­te da que­sto mon­do in con­ti­nua espan­sio­ne. Il libra­io india­no Abhi­nav Bam­hi, pro­prie­ta­rio di un’an­ti­ca libre­ria a Delhi, in India, la Faqir Chand, rac­con­ta come mol­ti ragaz­zi ogni mat­ti­na aspet­ti­no in coda l’a­per­tu­ra del­la sua libre­ria, per fion­dar­si all’in­ter­no e foto­gra­fa­re i libri pre­sen­ti in esposizione. 

And that is fine. Whe­ther you are here to buy 10 novels or just to take a pic­tu­re, you are part of the life of this place.

Addi­rit­tu­ra, que­sto trend ha aumen­ta­to del 14% le ven­di­te del­la cate­na di libre­rie sta­tu­ni­ten­si Bar­nes and Noble, già solo nel 2020, anno di esplo­sio­ne di que­sto feno­me­no. Un altro feno­me­no, anco­ra più ori­gi­na­le e com­ples­so, ampli­fi­ca­to dal­l’ap­pli­ca­zio­ne Pin­te­re­st, ha rive­sti­to tito­li clas­si­ci del­la let­te­ra­tu­ra come Delit­to e casti­goLa meta­mor­fo­si di un’e­ste­ti­ca visua­le che ren­de la loro let­tu­ra più accat­ti­van­te, con­sen­ten­do al let­to­re di assu­me­re un cer­to aspet­to di fron­te alle altre per­so­ne. Inol­tre, gli auto­ri diven­ta­no per­so­ne fami­lia­ri per i let­to­ri gra­zie ai con­te­nu­ti onli­ne, attra­ver­so cui con­di­vi­do­no aned­do­ti auto­bio­gra­fi­ci o lati sco­no­sciu­ti, che ven­go­no vis­su­ti diver­sa­men­te rispet­to a come veni­va­no e ven­go­no tut­t’og­gi inse­gna­ti nel­le scuole. 

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Alice Pozzoli

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