Downton Abbey – Il Gran Finale: l’addio a una saga che ha fatto la storia

Downton Abbey- Il Gran Finale: l'addio di una saga che ha fatto la storia

Con Down­ton Abbey – Il Gran Fina­le cala il sipa­rio sull’ultimo atto di una lun­ga e appas­sio­nan­te saga fami­lia­re che ha affa­sci­na­to milio­ni di spettatori.

La fami­glia Cra­w­ley tor­na anco­ra una vol­ta sul gran­de scher­mo dopo la serie, com­po­sta da sei sta­gio­ni, e due film spin-off, e que­sta vol­ta lo fa per con­ge­dar­si defi­ni­ti­va­men­te dal pub­bli­co, por­tan­do a com­pi­men­to un rac­con­to che ha accom­pa­gna­to gli spet­ta­to­ri per anni.

Lo ha con­fer­ma­to anche Michel­le Doc­ke­ry, inter­pre­te di Lady Mary, che, in un’in­ter­vi­sta a Col­li­der lo scor­so gen­na­io, ha dichia­ra­to: «Essen­do l’ul­ti­mo [film], l’ho vis­su­to come dav­ve­ro, dav­ve­ro spe­cia­le. Come qual­sia­si cosa che giun­ge alla fine è sta­to mol­to emo­zio­nan­te ma anche un posto feli­ce in cui stare».

Il film, diret­to da Simon Cur­tis e scrit­to dal crea­to­re Julian Fel­lo­wes, ripren­de le fila là dove il capi­to­lo pre­ce­den­te si era inter­rot­to, affron­tan­do il vuo­to lascia­to dal­la mor­te del­la leg­gen­da­ria Lady Vio­let (Mag­gie Smith). La sua assen­za non solo pesa nei cuo­ri degli spet­ta­to­ri, ma fun­ge da pun­to di svol­ta per l’intera nar­ra­zio­ne: l’eredità del­la con­tes­sa diven­ta infat­ti il filo con­dut­to­re di un rac­con­to che guar­da con deci­sio­ne al futuro.

Come ha spie­ga­to Michel­le Doc­ke­ry «que­sto film, in par­te, è un tri­bu­to a Mag­gie Smith e alla con­tes­sa madre», un omag­gio alla sua pre­sen­za uni­ca che ha defi­ni­to per sem­pre Down­ton Abbey.

«Era un’attrice di straor­di­na­ria leva­tu­ra, capa­ce di rac­chiu­de­re in sé com­me­dia e tra­ge­dia. C’è una sola Mag­gie Smith e ci man­che­rà mol­tis­si­mo», ha dichia­ra­to il pro­dut­to­re Gareth Nea­me, che ha defi­ni­to la sua per­di­ta «la fine di un’era», aggiun­gen­do che «non vedre­mo mai più una per­so­na come lei».

Siamo agli inizi degli anni Trenta, in un’Inghilterra segnata dalle conseguenze della Grande Depressione. 

I Cra­w­ley devo­no fare i con­ti con dif­fi­col­tà eco­no­mi­che e con un cam­bia­men­to socia­le che met­te in discus­sio­ne pri­vi­le­gi e tra­di­zio­ni seco­la­ri. Lady Mary, ora chia­ma­ta a gui­da­re Down­ton, si ritro­va espo­sta a uno scan­da­lo pub­bli­co, incar­nan­do per­fet­ta­men­te il dilem­ma cen­tra­le del film: come soprav­vi­ve­re, e soprat­tut­to come resta­re rile­van­ti, in un mon­do che cam­bia rapi­da­men­te?

Il pas­sag­gio gene­ra­zio­na­le non riguar­da solo i salo­ni ari­sto­cra­ti­ci, ma anche i pia­ni infe­rio­ri del­la casa: i nuo­vi ser­vi­to­ri, costret­ti ad adat­tar­si a un’epoca che non con­tem­pla più la rigi­da strut­tu­ra vit­to­ria­na, testi­mo­nia­no il tra­mon­to di un siste­ma desti­na­to a rin­no­var­si o a sparire. 

Per­so­nag­gi sto­ri­ci come Mr. Car­son e Mrs. Pat­mo­re cedo­no il pas­so a figu­re più gio­va­ni, e per­si­no ruo­li tra­di­zio­na­li, come i val­let­ti, scom­pa­io­no, a sot­to­li­nea­re come l’evoluzione socia­le non rispar­mi nem­me­no l’intreccio dome­sti­co più consolidato.

Nes­sun per­so­nag­gio vie­ne lascia­to indie­tro, cia­scu­no tro­va un pro­prio spa­zio per con­clu­de­re l’arco nar­ra­ti­vo, con­tri­buen­do a un sen­so di chiu­su­ra che sod­di­sfa e commuove.

Que­sto capi­to­lo fina­le rie­sce così a resti­tui­re ai fan ciò che più desi­de­ra­va­no: la pos­si­bi­li­tà di salu­ta­re i per­so­nag­gi ama­ti, accom­pa­gnan­do­li ver­so una nuo­va fase del­la loro vita. L’atmosfera, cura­ta con la con­sue­ta ele­gan­za, resti­tui­sce allo spet­ta­to­re la sen­sa­zio­ne di tro­var­si di nuo­vo “a casa”, in quel­la dimo­ra che nel tem­po è diven­ta­ta familiare.

È un addio che com­muo­ve sen­za indul­ge­re nel­la nostal­gia e che lascia la cer­tez­za che Down­ton Abbey con­ti­nue­rà a vive­re, alme­no nell’immaginario di chi l’ha amata. 

«Lun­ga vita a Down­ton Abbey. Lun­ga vita a tut­ti noi»

imma­gi­ne di ANSA

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Chiara Cardella
Stu­den­tes­sa di Let­te­re, appas­sio­na­ta di let­tu­ra e scrit­tu­ra. Aman­te dei viag­gi e del­la sco­per­ta di cose sem­pre nuo­ve, sogno di tra­sfor­ma­re la mia curio­si­tà in una car­rie­ra gior­na­li­sti­ca. Cre­do che ogni sto­ria meri­ti di esse­re ascol­ta­ta e condivisa.

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