Droni russi in Europa dell’Est: NATO lancia Eastern Sentry

Droni russi in Europa dell’Est: NATO lancia Eastern Sentry
Droni russi in Europa dell’Est: NATO lancia Eastern Sentry

Duran­te la scor­sa set­ti­ma­na, dro­ni da com­bat­ti­men­to rus­si han­no vio­la­to in due occa­sio­ni lo spa­zio aereo del­la NATO: tra il 9 e il 10 set­tem­bre in Polo­nia e, in segui­to, saba­to 13 set­tem­bre in Romania. 

Era­no cir­ca ven­ti i dro­ni che han­no scon­fi­na­to in Polo­nia tra la not­te di mar­te­dì 9 e la mat­ti­na suc­ces­si­va. Le for­ze aeree polac­che, coa­diu­va­te da altri mez­zi allea­ti (tede­schi, neer­lan­de­si e ita­lia­ni) ne han­no abbat­tu­ti un nume­ro impre­ci­sa­to, dopo che i dro­ni sono sta­ti valu­ta­ti come una minac­cia per la popo­la­zio­ne polacca.

Non si sono registrati morti o feriti.

Il tet­to di un’abitazione è sta­to dan­neg­gia­to, ma il 18 set­tem­bre è sta­to smen­ti­to il dro­ne rus­so come cau­sa. Dopo le spe­cu­la­zio­ni lan­cia­te dal­la stam­pa loca­le, il coor­di­na­to­re dei ser­vi­zi segre­ti polac­chi, Tomasz Sie­mo­niak, ha con­fer­ma­to che a dan­neg­gia­re il tet­to sia sta­to il mis­si­le di un cac­cia del­l’ae­ro­nau­ti­ca nazio­na­le. Lo stru­men­to avreb­be avu­to un difet­to ai siste­mi di gui­da e sareb­be pre­ci­pi­ta­to, ma l’at­ti­va­zio­ne del siste­ma di auto­di­sar­mo ne ha impe­di­to l’esplosione.*

Gli abbat­ti­men­ti si sono veri­fi­ca­ti in buo­na par­te nel­la regio­ne del Lubli­no, situa­ta a sud-est e con­fi­nan­te con l’Ucraina, ma anche pres­so la loca­li­tà di Mnisz­ków nel­la regio­ne inter­na di Łódź e a Elbląg, non lon­ta­no dal­l’o­bla­st’ di Kali­nin­grad, l’exclave rus­sa sul Bal­ti­co. Nes­sun dro­ne rus­so era mai sta­to abbat­tu­to all’interno dei con­fi­ni del­la NATO e, secon­do il pre­mier polac­co Tusk, la loro pre­sen­za in nume­ro così ele­va­to sui ter­ri­to­ri allea­ti non può esse­re una coin­ci­den­za, quan­to piut­to­sto una ten­ta­ta offen­si­va rus­sa (idea soste­nu­ta anche dal pre­si­den­te ucrai­no Zelen­sky). Il segre­ta­rio gene­ra­le del­la Nato, Mark Rut­te, ha det­to alla stam­pa che un’indagine è in cor­so e che, per ora, la natu­ra dell’episodio è sco­no­sciu­ta, ma anche che la Rus­sia si è com­por­ta­ta in manie­ra peri­co­lo­sa e sconsiderata. 

Tre gior­ni più tar­di, un altro dro­ne rus­so si è spin­to all’interno dei ter­ri­to­ri del­la Roma­nia: indi­vi­dua­to da un cac­cia poco dopo le 18 nel­la con­tea sud-orien­ta­le di Tul­cea ‒ ha spie­ga­to il Mini­ste­ro del­la Dife­sa rume­no ‒, non è sta­to abbat­tu­to in ragio­ne del­la pre­sen­za di cen­tri abi­ta­ti nel­le vicinanze.

Il drone, infine, è rientrato in Ucraina, dove è possibile che si sia schiantato.

L’evento, dun­que, non è di una gra­vi­tà com­pa­ra­bi­le a quan­to avve­nu­to in Polo­nia, che, infat­ti, si è appel­la­ta all’arti­co­lo 4 del trat­ta­to di Washing­ton in ragio­ne di un pre­sun­to atten­ta­to all’integrità del pro­prio ter­ri­to­rio: si trat­ta dell’ottava vol­ta nel­la sto­ria che un mem­bro NATO lo richie­de e già la ter­za per Var­sa­via (le altre, sem­pre riguar­do azio­ni rus­se, nel 2014, dopo l’occupazione del­la Cri­mea e nel 2022 dopo l’inizio dell’offensiva in Ucraina).

In ogni caso, le accu­se del gover­no rume­no al Crem­li­no, dal pun­to di vista del­la NATO, sono un’ulteriore con­fer­ma del­la pre­oc­cu­pa­zio­ne degli sta­ti dell’est per la pro­pria sicu­rez­za. In effet­ti, il gior­no pre­ce­den­te, il 12 set­tem­bre, era sta­ta pre­sen­ta­ta dal segre­ta­rio Rut­te Eastern Sen­try (Sen­ti­nel­la dell’est), un’operazione di rin­for­zo mili­ta­re che è, a tut­ti gli effet­ti, la rispo­sta degli allea­ti all’incidente in Polonia.

In linea generale, l’operazione migliorerà la comunicazione tra le diverse postazioni alleate geograficamente vicine al conflitto: il mare di Barents e il confine norvegese, i paesi baltici e infine il Mar Nero, teatro dell’escursione nel territorio rumeno di sabato 13.

Inol­tre, come spie­ga­to dal coman­dan­te supre­mo del­le for­ze allea­te Gryn­kewich, l’Ucraina scam­bie­rà con gli allea­ti impor­tan­ti cono­scen­ze tec­ni­che sui siste­mi di dife­sa anti-dro­ne, come sen­so­ri e armi specifiche.

L’Europa si pre­pa­ra aumen­tan­do le pro­prie dife­se: nel discor­so sul­lo sta­to dell’Unione del 10 set­tem­bre, la pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne Euro­pea Von der Leyen ha auspi­ca­to finan­zia­men­ti euro­pei alla crea­zio­ne di un «muro di dro­ni» da uti­liz­za­re per offri­re sup­por­to all’Ucraina.

Nel frat­tem­po, Eastern Sen­try è già atti­va e, sul pro­prio pro­fi­lo X, le for­ze aeree fran­ce­si mostra­no i cac­cia invia­ti da Pari­gi che effet­tua­no i pri­mi voli rico­gni­ti­vi. La NATO ha anche otte­nu­to il con­sen­so al movi­men­to di trup­pe e arma­men­ti all’interno del ter­ri­to­rio polac­co, rila­scia­to dal pre­si­den­te Karol Nawrocki. 

Non è anco­ra sicu­ra, infi­ne, la par­te­ci­pa­zio­ne dell’Italia all’operazione allea­ta. Infat­ti, il Mini­ste­ro del­la Dife­sa ha nega­toche vi sia sta­ta una richie­sta for­ma­le per l’invio di mez­zi (nono­stan­te fon­ti gover­na­ti­ve lo aves­se­ro con­fer­ma­to all’ANSA) e lo stes­so mini­stro Cro­set­to ha dichia­ra­to che il con­tri­bu­to difen­si­vo ita­lia­no nell’Est sia sta­to fino­ra più che suf­fi­cien­te. Nei gior­ni scor­si, Cro­set­to ave­va anche espres­so riser­ve sul­la robu­stez­za del siste­ma di dife­sa nazio­na­le, in quel­lo che è par­so come un appel­lo a con­cen­tra­re meno risor­se fuo­ri dal paese.

* Il pre­sen­te arti­co­lo è sta­to pub­bli­ca­to pri­ma che tale infor­ma­zio­ne venis­se veri­fi­ca­ta, moti­vo per cui è sta­ta inse­ri­ta a posteriori.

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Pietro Taglietti
Sono di Bre­scia e stu­dio Scien­ze uma­ni­sti­che per la comu­ni­ca­zio­ne. Mi pia­ce scri­ve­re, leg­ge­re, impa­ra­re nuo­ve lin­gue, cuci­na­re. Mi inte­res­so prin­ci­pal­men­te di sport, cul­tu­ra e arte e la cosa che pre­fe­ri­sco è esse­re indi­pen­den­te. Per tut­to il resto chie­de­te a mia madre.

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