Il 10 Ottobre il Pakistan ha condotto attacchi aerei sul territorio Afghano mentre l’India apriva la propria diplomazia ai Talebani. Islamabad ha imputato al governo con sede a Kabul il sostegno a gruppi terroristici volti a destabilizzare la regione.
Lo scorso 10 Ottobre, mentre il mondo aveva gli occhi puntati con speranza verso il piano di pace tra Israele e Hamas, emergevano nuove tensioni più ad est: i Talebani hanno accusato il Pakistan di aver condotto un attacco aereo sul territorio Afghano, colpendo anche aree civili.
Islamabad ha risposto affermando che Kabul dovrebbe tenere a bada le fazioni ribelli ed islamiste che operano sul territorio pachistano, come i Tehreek‑e Taliban Pakistan (TTP), noti come i talebani del Pakistan, e i separatisti Baloch. Questi due gruppi, a detta di Islamabad ampiamente supportati dall’Afghanistan, hanno intensificato gli attacchi armati contro il corpo militare pachistano, arrivando ad uccidere alcuni soldati.
Da qui è iniziata un’escalation tra i due stati che ha causato diverse morti, sia civili che militari.
L’arrivo al cessate il fuoco
Venerdì 15 Agosto è entrata in vigore una tregua di 48 ore durante la quale l’Afghanistan e il Pakistan si sarebbero dovuti impegnare a trovare delle soluzioni pragmatiche ed efficaci al conflitto.
Tuttavia, poco dopo la decisione congiunta di estendere il cessate il fuoco, i Talebani hanno accusato l’esercito pachistano di aver colpito la provincia di Paktika, un’area del sud-est dell’Afghanistan. D’altro canto, le autorità pachistane hanno comunicato che tale misura ha avuto luogo solo in seguito ad un attentato suicida sostenuto dal TTP che ha visto come vittime alcuni membri delle forze di sicurezza del Pakistan.
Il 19 Ottobre è stato concordato tra Kabul e Islamabad un secondo cessate il fuoco mediato dal Qatar e dalla Turchia. Il portavoce del Ministero degli Esteri pachistano ha dichiarato che il suo governo si aspetta di vedere «azioni concrete e verificabili da parte dei Talebani contro gli elementi terroristi».
Kabul e Delhi si avvicinano
Gli attacchi pachistani si sono svolti nei giorni in cui si tenevano degli incontri tra l’amministrazione Indiana e quella Afghana, volti proprio a far riavvicinare i due paesi. Sia la più grande democrazia al mondo sia il governo Talebano mancano di alleati fidati nella regione e il loro venirsi incontro esprime la volontà reciproca del far di necessità una virtù.
Questo dialogo porta con sé dubbi e scetticismo, dovuti soprattutto al fatto che l’India ha visto per decenni i talebani come complici di atti terroristici che hanno tragicamente riguardato la cittadinanza indiana.
Tuttavia l’India ha capito di non potersi fidare né del Pakistan, con cui si contende la regione del Kashmir, né della Cina, che si mostra sempre più vicina ad Islamabad, né della Russia, poco coinvolta nelle dinamiche regionali che concernono Delhi.
Per questa ragione le due nazioni, che evidentemente si sentono più isolate, hanno messo da parte le antipatie passate e sono tornate al dialogo.
Per concludere, i movimenti geopolitici delle ultime settimane rivelano alcuni cambiamenti riguardanti l’assetto asiatico, nello specifico dell’Afghanistan, e sono indici di un fenomeno di ulteriore frammentazione che ha luogo con l’inasprimento di alcune inimicizie e con la formazione di nuove alleanze.

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