Proteste per Gaza e la Flotilla: la Statale di Milano non manca all’appello.

Dall’abbordaggio della Flotilla alle mobilitazioni di piazza: Milano e la Statale protagoniste della solidarietà con la Palestina. 

Dopo la pri­ma occu­pa­zio­ne a Cador­na, stu­den­ti, sin­da­ca­ti e asso­cia­zio­ni han­no por­ta­to in cor­teo oltre cen­to­mi­la per­so­ne, fino all’occupazione del­la tan­gen­zia­le Est tra Lam­bra­te e Casci­na Gobba.

Il 7 otto­bre 2023, il movi­men­to Hamas, con base nel­la Stri­scia di Gaza, ha lan­cia­to un attac­co con­tro Israe­le, cau­san­do la mor­te di cir­ca 1.200 civi­li e il rapi­men­to di oltre 250 per­so­ne. Da allo­ra è ini­zia­ta l’offensiva israe­lia­na su Gaza, tut­to­ra in cor­so, che ha pro­vo­ca­to oltre 66.000 vit­ti­me pale­sti­ne­si. Come ripor­ta­to da Amne­sty Inter­na­tio­nal, Israe­le man­tie­ne da diciot­to anni un bloc­co ille­ga­le sul­la Stri­scia di Gaza, limi­tan­do la liber­tà di movi­men­to e l’accesso a beni essen­zia­li. Dopo l’ottobre 2023, il bloc­co è sta­to ulte­rior­men­te ina­spri­to, aggra­van­do una cri­si uma­ni­ta­ria sen­za pre­ce­den­ti e con­tri­buen­do alla distru­zio­ne siste­ma­ti­ca del­le con­di­zio­ni di vita del­la popolazione.

Il 31 ago­sto 2025, da Geno­va e Bar­cel­lo­na, sono sal­pa­te ven­ti­tré imbar­ca­zio­ni del­la Glo­bal Sumud Flo­til­la, ini­zia­ti­va civi­le inter­na­zio­na­le per sfi­da­re il bloc­co israe­lia­no e por­ta­re aiu­ti uma­ni­ta­ri a Gaza. L’operazione, avvia­ta uffi­cial­men­te il 7 set­tem­bre, ha visto a bor­do atti­vi­sti e figu­re pub­bli­che, tra cui Gre­ta Thun­berg e l’eurodeputata Bene­det­ta Scu­de­ri (AVS).

Il 1° otto­bre, la Flo­til­la è sta­ta abbor­da­ta in acque inter­na­zio­na­li, a cir­ca 75 miglia dal­la costa, da navi israe­lia­ne. Nel frat­tem­po, le pro­te­ste si sono dif­fu­se in tut­ta Ita­lia: a Napo­li e Roma con occu­pa­zio­ni fer­ro­via­rie, e a Mila­no con pre­sì­di e cor­tei in piaz­za del­la Sca­la. Sul­la fac­cia­ta del Pirel­lo­ne, il grup­po Pd e Pat­to Civi­co ha pro­iet­ta­to la scrit­ta Free Gaza, in segno di soli­da­rie­tà con la Flotilla.

Il 4 otto­bre, le auto­ri­tà israe­lia­ne han­no con­fer­ma­to la deten­zio­ne di 473 volon­ta­ri, tra cui oltre qua­ran­ta ita­lia­ni, tra­sfe­ri­ti nel­le car­ce­ri di Ketziot e Saha­ro­nim, nel deser­to del Negev, in atte­sa di espul­sio­ne o pro­ces­so.

In Italia e in Università la mobilitazione non si ferma.

Il 30 set­tem­bre, all’Università Sta­ta­le di Mila­no, si è tenu­ta un’assemblea pub­bli­ca sul­la Pale­sti­na orga­niz­za­ta da Coor­di­na­men­to Uni­mi per la Pale­sti­na, che riu­ni­sce ricer­ca­to­ri, docen­ti, stu­den­ti e per­so­na­le tec­ni­co-ammi­ni­stra­ti­vo. All’incontro han­no par­te­ci­pa­to tut­ti i col­let­ti­vi stu­den­te­schi e le liste di rap­pre­sen­tan­za del­la sini­stra uni­ver­si­ta­ria, con l’obiettivo di raf­for­za­re il dia­lo­go e la col­la­bo­ra­zio­ne tra le diver­se real­tà dell’ateneo. Duran­te l’assemblea si è discus­so di come costrui­re una rete più coe­sa e coor­di­na­ta all’interno dell’università, capa­ce di dare mag­gio­re for­za e con­ti­nui­tà alle ini­zia­ti­ve a soste­gno del­la popo­la­zio­ne pale­sti­ne­se. Si è inol­tre par­la­to del­la mozio­ne, pro­po­sta dal­la ret­tri­ce Bram­bil­la e appro­va­ta all’unanimità dal Sena­to acca­de­mi­co il 16 set­tem­bre, che atte­sta per la pri­ma vol­ta «le gra­vi vio­la­zio­ni dei dirit­ti uma­ni fon­da­men­ta­li con­ti­nua­men­te rei­te­ra­te nel­la Stri­scia, ivi com­pre­so l’uso del­la fame nell’ambito di quel­la che ormai si con­fi­gu­ra come una guer­ra di ster­mi­nio dal­le con­se­guen­ze di por­ta­ta cata­stro­fi­ca». Una mozio­ne di que­sto tipo ha con­tri­bui­to a rav­vi­va­re il dibat­ti­to sul ruo­lo non solo poli­ti­co ma anche civi­co dell’università, chia­ma­ta a pren­de­re posi­zio­ne dinan­zi alle cri­si umanitarie.

L’occupazione di Cadorna dà il via alle proteste.

Il 1 otto­bre a Mila­no, si è tenu­ta una gran­de mobi­li­ta­zio­ne con­tro l’abbordaggio del­la Flo­til­la da par­te del­le for­ze arma­te israe­lia­ne. Pri­ma il pre­si­dio, poi il cor­teo e infi­ne l’occu­pa­zio­ne del­la sta­zio­ne di Cador­na: cir­ca cin­que­mi­la per­so­ne han­no mani­fe­sta­to nel cuo­re del­la cit­tà. La pro­te­sta, ini­zia­ta alle 21.30 in piaz­za del­la Sca­la, ha attra­ver­sa­to le vie del cen­tro fino a piaz­za Duo­mo. Intor­no alle 23, alcu­ni atti­vi­sti sono sce­si sui bina­ri del­la sta­zio­ne di Cador­na, occu­pan­do­li per cir­ca mezz’ora. In testa al cor­teo pre­sen­ti i col­let­ti­vi uni­ver­si­ta­ri del­la Sta­ta­le, tra cui Cam­bia­re Rot­ta e LINK – Stu­den­ti Indipendenti.

Il giorno successivo, Il 2 ottobre, la Statale è tornata a farsi sentire.

La mat­ti­na, la sede di via Festa del Per­do­no è sta­ta occu­pa­ta. La chia­ma­ta alla mobi­li­ta­zio­ne, dif­fu­sa sui social, è par­ti­ta dal col­let­ti­vo Cam­bia­re Rot­ta, tra i più atti­vi dell’ateneo pur non aven­do rap­pre­sen­tan­ti negli orga­ni acca­de­mi­ci. L’iniziativa è sta­ta orga­niz­za­ta in soli­da­rie­tà con Gaza e la Glo­bal Sumud Flo­til­la (inter­cet­ta­ta e abbor­da­ta in mare la sera pre­ce­den­te). I col­let­ti­vi stu­den­te­schi han­no orga­niz­za­to ini­zia­ti­ve, pre­sì­di e occu­pa­zio­ni anche nel­la sede di via Con­ser­va­to­rio. Alle 16.00, da entram­be le sedi, sono par­ti­ti i cor­tei stu­den­te­schi, che si sono con­giun­ti alle 18.00 in piaz­za­le Lore­to con le altre real­tà asso­cia­ti­ve, tra cui ANPI e i Gio­va­ni Pale­sti­ne­si (GP). In testa alla mani­fe­sta­zio­ne la lista di rap­pre­sen­tan­za stu­den­te­sca Sini­stra Uni­ta, for­ma­ta da UNISI (Uni­ti a Sini­stra) e UDU (Unio­ne degli Uni­ver­si­ta­ri) e i col­let­ti­vi Cam­bia­re Rot­ta e LINK – Stu­den­ti Indi­pen­den­ti. Intor­no alle 19, i mani­fe­stan­ti, arri­va­ti ad oltre ven­ti­mi­la per­so­ne, han­no lascia­to piaz­za­le Lore­to, imboc­can­do via­le Abruz­zi. Da lì il cor­teo ha pro­se­gui­to lun­go via­le Regi­na Gio­van­na, Por­ta Vene­zia, San Babi­la, fino a rag­giun­ge­re piaz­za del­la Sca­la e con­clu­der­si in piaz­za Duomo.

Gli universitari arrivano in tangenziale

Le mani­fe­sta­zio­ni han­no fat­to da pre­lu­dio allo scio­pe­ro gene­ra­le indet­to dal­la CGIL per il 3 otto­bre, moti­va­to con que­ste paro­le: «L’aggressione subi­ta dal­le navi civi­li del­la Flo­til­la, a bor­do del­le qua­li si tro­va­va­no anche cit­ta­di­ne e cit­ta­di­ni ita­lia­ni, costi­tui­sce un atto di gra­vi­tà estre­ma». A Mila­no era già pre­vi­sta una pro­te­sta del sin­da­ca­to Si Cobas, ma dopo il bloc­co del­la Glo­bal Sumud Flo­til­la diver­se altre sigle, tra cui CGIL, USB, SGB, CUB, Cobas e CIB Uni­co­bas, si sono uni­te all’agitazione. Cir­ca cen­to­mi­la per­so­ne han­no par­te­ci­pa­to alla mani­fe­sta­zio­ne, che ha visto una pre­sen­za dif­fu­sa e tra­sver­sa­le: lavo­ra­to­ri, stu­den­ti, asso­cia­zio­ni e fami­glie. In pri­ma fila, anco­ra una vol­ta, i col­let­ti­vi stu­den­te­schi del­la Sta­ta­le, che insie­me ai sin­da­ca­ti di base e ad altre real­tà cit­ta­di­ne si sono ritro­va­ti alle 9.00 del mat­ti­no in Por­ta Vene­zia per dare avvio al corteo. 

La mani­fe­sta­zio­ne, par­ti­ta da piaz­za Ober­dan, ha per­cor­so cor­so Bue­nos Aires, via­le Regi­na Gio­van­na e piaz­za Ade­lai­de di Savo­ia, pro­se­guen­do fino a piaz­za Leo­nar­do da Vin­ci. Paral­le­la­men­te, un altro grup­po di cir­ca cin­que­mi­la per­so­ne ha imboc­ca­to via Por­po­ra, pro­se­guen­do lun­go via Rom­bon fino a rag­giun­ge­re lo svin­co­lo auto­stra­da­le. Da lì, i mani­fe­stan­ti han­no occu­pa­to la tan­gen­zia­le Est, nel trat­to com­pre­so tra Lam­bra­te e Casci­na Gob­ba, in un’azione auto­riz­za­ta e gesti­ta in coor­di­na­men­to con le auto­ri­tà. Le for­ze dell’ordine, già pre­sen­ti nel­la zona, ave­va­no bloc­ca­to pre­ven­ti­va­men­te il traf­fi­co auto­mo­bi­li­sti­co per garan­ti­re la sicu­rez­za del cor­teo. All’altezza di Casci­na Gob­ba si sono veri­fi­ca­ti bre­vi scon­tri tra i mani­fe­stan­ti e la poli­zia, ma la situa­zio­ne è rien­tra­ta dopo un dia­lo­go con uno dei rap­pre­sen­tan­ti sin­da­ca­li: le for­ze dell’ordine han­no arre­tra­to per con­sen­ti­re il deflus­so del­la mag­gior par­te dei par­te­ci­pan­ti. In tan­gen­zia­le era­no pre­sen­ti anche i col­let­ti­vi stu­den­te­schi Cam­bia­re Rot­ta e LINK – Stu­den­ti Indi­pen­den­ti, che han­no pre­so par­te alla chiu­su­ra del corteo.

La gior­na­ta si è con­clu­sa sen­za inci­den­ti gra­vi, ma por­tan­do con sé un for­te segna­le poli­ti­co. Le pro­te­ste sono nate sia come rispo­sta a un atto di vio­len­za inter­na­zio­na­le nei con­fron­ti dei cit­ta­di­ni ita­lia­ni, ma soprat­tut­to come atto di soli­da­rie­tà con il popo­lo pale­sti­ne­se, che subi­sce l’occupazione israe­lia­na da ben pri­ma del 7 ottobre. 

Universitari, lavoratori e famiglie; si sono tutti uniti in un’unica richiesta di giustizia, accompagnata dal grido «Palestina Libera».

Con­di­vi­di:
Giulia Camuffo
Stu­den­tes­sa di Scien­ze Inter­na­zio­na­li, appas­sio­na­ta di sto­ria, in rela­zio­ne al pre­sen­te. La scrit­tu­ra sem­pli­fi­ca ciò che sem­pli­ce non è.

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