BookCity Milano 2025: Vulcano partecipa agli eventi in Statale

Durante la scorsa settimana si è tenuto BookCity Milano, manifestazione annuale dedicata ai libri e alla scrittura che, accanto alla narrativa e alla saggistica, propone numerosi incontri, dialoghi e presentazioni sul giornalismo, sulla divulgazione scientifica, sui temi ambientali e sulle forme contemporanee di produzione culturale.


Tra letture e nuove prospettive, BookCity è tornato a riempire gli spazi della Statale. La redazione di Vulcano Statale, anche quest’anno, ha preso parte ad alcuni eventi organizzati nell’ateneo per raccogliere spunti da condividere.

Anno­ve­ra­to tra gli appun­ta­men­ti cul­tu­ra­li più rico­no­sciu­ti di Mila­no, Boo­k­Ci­ty è ormai un festi­val atte­so che ani­ma l’intera cit­tà, capa­ce di richia­ma­re un pub­bli­co vario e di ogni età. L’Università Sta­ta­le, come di con­sue­to, ha offer­to a stu­den­ti e appas­sio­na­ti momen­ti di appro­fon­di­men­to e di rifles­sio­ne cri­ti­ca su temi let­te­ra­ri, socia­li e arti­sti­ci gra­zie alla ric­chez­za del­le sue com­pe­ten­ze multidisciplinari.

 

Quel pomeriggio in un luogo da cani. Libri e autori dal mondo veterinario  –  Lunedì 10 novembre 2025

Di Vivia­na Genovese

Nel Dipar­ti­men­to di Medi­ci­na Vete­ri­na­ria e Scien­ze Ani­ma­li di Lodi si è tenu­ta una viva­ce occa­sio­ne di con­fron­to dedi­ca­ta ai libri e alle voci che nasco­no dal mon­do veterinario.

Quat­tro pro­fes­sio­ni­sti, che accan­to alla car­rie­ra cli­ni­ca col­ti­va­no la pas­sio­ne per la scrit­tu­ra, han­no pre­sen­ta­to i loro roman­zi e rac­con­ta­to come la loro espe­rien­za pro­fes­sio­na­le pos­sa diven­ta­re fon­te di ispi­ra­zio­ne nar­ra­ti­va, tra­sfor­man­do le com­pe­ten­ze esper­te in chia­ve di let­tu­ra del mon­do e del­le rela­zio­ni tra esse­ri viventi.

A intro­dur­re il pome­rig­gio è sta­ta Miche­la Mine­ro, pro­fes­so­res­sa di com­por­ta­men­to ani­ma­le ed eto­lo­gia appli­ca­ta alla Sta­ta­le, men­tre a mode­ra­re è sta­to Clau­dio Ban­di, auto­re del plu­ri­pre­mia­to La cit­tà e l’abisso. Con sobria iro­nia e tono misu­ra­to, Ban­di ha accom­pa­gna­to il pub­bli­co nei per­cor­si dei quat­tro auto­ri, sof­fer­man­do­si non solo sui loro roman­zi, ma anche sul filo comu­ne che li uni­sce: cia­scu­no, pur arri­van­do alla scrit­tu­ra attra­ver­so espe­rien­ze diver­se, ha tro­va­to in essa un modo per dare for­ma a casi, osser­va­zio­ni e ambien­ti lega­ti agli ani­ma­li. È venu­to alla luce, inol­tre, il moti­vo che li ha spin­ti ad avvi­ci­nar­si alla nar­ra­ti­va: un biso­gno per­so­na­le, qua­si tera­peu­ti­co, nato in momen­ti com­ples­si e dive­nu­to con il tem­po uno spa­zio crea­ti­vo in cui far dia­lo­ga­re vita quo­ti­dia­na, pro­fes­sio­ne e immaginazione.

Duran­te i dia­lo­ghi è appar­so chia­ro come la pra­ti­ca vete­ri­na­ria diven­ti un auten­ti­co sfon­do nar­ra­ti­vo: dai pae­sag­gi natu­ra­li ai con­te­sti urba­ni, fino alle rela­zio­ni tra esse­ri uma­ni e ani­ma­li. I roman­zi pre­sen­ta­ti, appar­te­nen­ti al gial­lo, al noir e al poli­zie­sco, dimo­stra­no come gene­ri appa­ren­te­men­te distan­ti dal­la scien­za pos­sa­no intrec­ciar­si con l’attenzione al det­ta­glio tipi­ca del lavo­ro cli­ni­co, tra­sfor­man­do­li in stru­men­ti nar­ra­ti­vi efficaci.

Mau­ro Cola­ja­co­mo ha pre­sen­ta­to il suo roman­zo La dia­gno­si, por­tan­do con sé un tono par­ti­co­lar­men­te emo­ti­vo ed empa­ti­co. Ha con­di­vi­so rifles­sio­ni toc­can­ti sul rap­por­to tra ani­ma­li e per­so­ne, sot­to­li­nean­do come essi osser­vi­no e rispon­da­no alle emo­zio­ni uma­ne con una sen­si­bi­li­tà unica.

Gui­do Sgar­do­li, inve­ce, ha pre­sen­ta­to la sua car­rie­ra let­te­ra­ria già con­so­li­da­ta. Ha pre­sen­ta­to il suo roman­zo Mor­to che par­la e ha riper­cor­so anche altri tito­li del­la sua pro­du­zio­ne, mostran­do come la sua scrit­tu­ra intrec­ci con­ti­nua­men­te fan­ta­sia e mistero.

Appas­sio­na­to di fau­na sel­va­ti­ca, Pier­vit­to­rio Ste­fa­no­ne ha espo­sto il suo sguar­do di vete­ri­na­rio e natu­ra­li­sta e ha pre­sen­ta­to Sto­rie biz­zar­re di un dot­to­re in vac­che, rac­con­tan­do aned­do­ti del­la sua espe­rien­za con gli ani­ma­li da alle­va­men­to e la figu­ra di un bue ros­so, un men­to­re per il suo lavo­ro e la sua cre­sci­ta professionale.

D’altra par­te, Ele­na Vare­si si è distin­ta come una voce par­ti­co­lar­men­te eclet­ti­ca. Medi­co vete­ri­na­rio, col­ti­va da sem­pre una pas­sio­ne per il gial­lo, gene­re che esplo­ra anche come sce­neg­gia­tri­ce e regi­sta di com­me­die cri­me per una com­pa­gnia tea­tra­le del Pave­se, dove miste­ro e iro­nia con­vi­vo­no in equi­li­brio.
Nel suo roman­zo d’esordio, Sot­to la super­fi­cie, non ha resi­sti­to all’idea di inse­ri­re un cane, qua­si un filo con­dut­to­re ine­vi­ta­bi­le del­la sua quo­ti­dia­ni­tà professionale.

La sua attra­zio­ne per il gial­lo nasce da una vici­nan­za con­cet­tua­le tra il lavo­ro del medi­co vete­ri­na­rio e quel­lo dell’investigatore: entram­bi rac­col­go­no indi­zi, inter­pre­ta­no segna­li, for­mu­la­no ipotesi.

«Essen­do medi­co nel­la real­tà, diven­to inve­sti­ga­tri­ce con la fan­ta­sia» ha rac­con­ta­to con semplicità.

Infi­ne, pub­bli­co e auto­ri si sono ritro­va­ti per un pic­co­lo ape­ri­ti­vo, dove han­no potu­to con­ti­nua­re a discu­te­re, con­fer­man­do la natu­ra pro­fon­da­men­te uma­na di quel “luo­go da cani”. Ne è emer­so un qua­dro ine­di­to, in cui scien­za e let­te­ra­tu­ra han­no tro­va­to un ter­re­no comu­ne e fertile.


Perché il giornalismo ha un futuro Mercoledì 12 novembre 2025

Di Ali­ce Pozzoli

Rela­to­ri: Tizia­na Fer­ra­rio, Agne­se Pini (La Nazio­ne), Mario Cala­bre­si (Cho­ra), Venan­zio Posti­glio­ne (Scuo­la di Gior­na­li­smo Wal­ter Tobagi).

Salu­ti isti­tu­zio­na­li: Ret­tri­ce Mari­na Bram­bil­la, Nico­let­ta Val­lo­ra­ni, Mar­co Castel­la­ri (diret­to­re del dipar­ti­men­to di Media­zio­ne Lin­gui­sti­ca Unimi).

Un curio­so aned­do­to in intro­du­zio­ne a que­sto incon­tro riguar­da pro­prio il tito­lo che ori­gi­na­ria­men­te, come rac­con­ta­to da Venan­zio Posti­glio­ne, uno dei rela­to­ri e idea­to­ri, era sta­to pen­sa­to con un pun­to di doman­da fina­le. Una sua suc­ces­si­va rifles­sio­ne sul­la cri­ti­ci­tà del momen­to sto­ri­co che stia­mo viven­do e su come esso influen­zi la liber­tà di stam­pa ha pro­dot­to in lui un moto di spe­ran­za che gli ha con­sen­ti­to di inti­to­la­re l’incontro affermativamente.

L’incontro con­so­li­da la col­la­bo­ra­zio­ne con l’A­te­neo mila­ne­se e la sua scuo­la di gior­na­li­smo, la Wal­ter Toba­gi. Uni­ver­si­tà e gior­na­li­smo affron­ta­no a stret­to con­tat­to le dif­fi­col­tà dell’informazione bana­liz­zan­te e del­la pola­riz­za­zio­ne, tipi­che del siste­ma infor­ma­ti­vo odier­no. L’obiettivo comu­ne dei due orga­ni­smi è quel­lo di espli­ci­ta­re la liber­tà di espres­sio­ne, favo­ren­do l’utilizzo di fon­ti adeguate.

I quat­tro pro­fes­sio­ni­sti tes­so­no una rete di inter­ven­ti fit­tis­si­ma, par­ten­do dal­le pro­prie sin­go­la­ri espe­rien­ze e intrec­cian­do­si con le rifles­sio­ni dei col­le­ghi, qua­si com­ple­tan­do­le.  Emer­ge il ritrat­to di un mestie­re poco finan­zia­to, peri­co­lo­so, che si muo­ve in un mon­do sem­pre più pola­riz­za­to ma dove è quan­to mai neces­sa­rio gua­da­gnar­si la fidu­cia dei let­to­ri, il vero cuo­re del­la pro­fes­sio­ne. Il gior­na­li­smo che oggi non è più quel­lo dell’istante ma quel­lo dell’approfondimento, del­la cor­ni­ce, ripren­den­do un esem­pio di Cala­bre­si. Emer­go­no i con­tra­sti dei gior­na­li­sti con la clas­se poli­ti­ca, che vol­ta le spal­le pre­fe­ren­do i social media, ma non esi­ta a ten­ta­re di met­te­re a tace­re le sue voci. La pro­fes­sio­ne, però, è in con­ti­nuo svi­lup­po: muta for­ma, pas­san­do dal­la car­ta ai pod­ca­st e pun­tan­do sul­la fide­liz­za­zio­ne, attra­ver­so gli abbo­na­men­ti a pagamento.

Il gior­na­li­smo, però, tro­va ragio­ne di esi­ste­re nel­le sue sfi­de: il suo futu­ro sono le sue dif­fi­col­tà ma, soprat­tut­to, le per­so­ne che desi­de­ra­no for­mar­si ed impe­gnar­si per affrontarle.


La volontà d’autore: una forma di potere editoriale? Mercoledì 12 novembre 2025

Di Ali­ce Pozzoli


Rela­to­ri: Gior­gio Paniz­za (Uni­ver­si­tà di Pavia), Ste­fa­nia Bara­get­ti (Uni­mi), Bar­ba­ra Tan­zi Imbri (Uni­mi), Vir­na Bri­gat­ti (Uni­mi), Fede­ri­co Fran­cuc­ci (Uni­ver­si­tà di Pavia).

L’incontro, dall’orientamento squi­si­ta­men­te acca­de­mi­co, è una vera e pro­pria riva­lu­ta­zio­ne del­lo stu­dio filo­lo­gi­co, final­men­te scar­di­na­to dal­la sola resti­tu­tio tex­tus. I rela­to­ri pre­sen­ta­no i pri­mi due tito­li del­la col­la­na “Qua­der­ni di Pras­si Ecdo­ti­che del­la Moder­ni­tà Letteraria”.

Come si può com­pren­de­re, infat­ti, la volon­tà d’autore die­tro ai docu­men­ti? Paniz­za rac­con­ta come lo stu­dio filo­lo­gi­co neces­si­ti di una com­ple­tez­za par­ti­co­la­re: non si trat­ta sola­men­te di avvi­ci­nar­si il più pos­si­bi­le al testo ori­gi­na­le ma, soprat­tut­to, di inqua­dra­re l’opera e il suo auto­re nel loro con­te­sto di nasci­ta. Que­sto com­por­ta tra­scor­re­re mol­tis­si­mo tem­po negli archi­vi, leg­ge­re miglia­ia di let­te­re e car­teg­gi. Da ciò emer­ge il pro­ble­ma dato dal­la dico­to­mia tra la veri­tà del testo nel­la sua mate­ria­li­tà, ovve­ro ciò che il testo vuo­le dire, e la veri­tà del let­to­re, vale a dire la nostra. Nel volu­me si attra­ver­sa­no i desi­de­ri e le cor­ri­spon­den­ze di Pari­ni, di Mon­ti e Alfie­ri come in un vero e pro­prio back­sta­ge dei loro scritti.

Cen­tra­le è anche la capa­ci­tà di recu­pe­ra­re la biblio­te­ca di un auto­re, per poter­ne com­pren­de­re le ispi­ra­zio­ni (dimen­sio­ne cen­tra­le in Rous­seau, per esempio).

Fran­cuc­ci pro­se­gue nell’esposizione del secon­do volu­me invo­can­do una pras­si tele­sco­pi­ca del­la filo­lo­gia, che ten­ga con­to del rap­por­to di ten­sio­ne tra l’autore e l’editore. Attra­ver­so una let­tu­ra dei casi stu­dio, vedia­mo come spes­so i testi giun­ti a noi han­no dovu­to attra­ver­sa­re del­le vere e pro­prie orto­pe­diz­za­zio­ni che face­va­no cruc­cia­re i loro auto­ri, come nel caso dell’Orlando Furio­so di Ario­sto. La nozio­ne di auto­re, dun­que, si allar­ga attra­ver­so un dia­lo­go costan­te con la neces­si­tà edi­to­ria­le e di con­se­guen­za del pubblico.

Un incon­tro che ci fa capi­re come la filo­lo­gia par­li anco­ra a noi e di noi.


Montagna Olimpica – Domenica 16 novembre 2025

Di Pie­tro Taglietti

Rela­to­ri: Maria Canel­la (Uni­ver­si­tà IULM), Anna Gior­gi (Uni­ver­si­tà degli Stu­di di Mila­no), Gino Cer­vi e Ser­gio Giun­ti­ni.
La mani­fe­sta­zio­ne ha infi­ne rag­giun­to l’Aula Magna Ceve­da­le del polo Uni­mont, pres­so Edo­lo in Val­le Camo­ni­ca (Bre­scia).

Il con­ve­gno ha visto la par­te­ci­pa­zio­ne degli auto­ri del libro Mila­no Sport System (About Cities, 2024), Ser­gio Giun­ti­ni e Gino Cer­vi, in dia­lo­go con l’animatore del­la ras­se­gna Clau­dio Gaspa­rot­ti e la pro­fes­so­res­sa di Sto­ria con­tem­po­ra­nea Maria Canel­la. Si è trat­ta­to, inol­tre, del secon­do appun­ta­men­to del­la ras­se­gna let­te­ra­ria di Uni­mont “Rac­CON­TA LA MONTAGNA”, dedi­ca­ta ad Ali­da Bru­ni e giun­ta alla nona edizione.

Dopo le paro­le intro­dut­ti­ve del­la pro­fes­so­res­sa Anna Gior­gi, respon­sa­bi­le di Uni­mont, sono inter­ve­nu­ti Gino Cer­vi e Ser­gio Giun­ti­ni che han­no svi­sce­ra­to la sto­ria del lega­me tra Mila­no e sport inver­na­li, ma anche del­la resi­sten­za fem­mi­ni­le al nazi­fa­sci­smo, un feno­me­no sto­ri­co pro­fon­da­men­te radi­ca­to nei ter­ri­to­ri mon­ta­ni. Inol­tre, c’è sta­to spa­zio per la discus­sio­ne attor­no alla sto­rio­gra­fia spor­ti­va, che si è fat­ta stra­da negli ate­nei ita­lia­ni dopo un’e­sclu­sio­ne dura­ta a lungo.

Di gran­de inte­res­se è sta­to il con­fron­to tra stu­den­ti e rela­to­ri sull’impatto dei Gio­chi Olim­pi­ci sul ter­ri­to­rio mon­ta­no. Nono­stan­te ospi­ta­re le disci­pli­ne spor­ti­ve inver­na­li com­por­ti un indot­to eco­no­mi­co fon­da­men­ta­le, tra le comu­ni­tà alpi­ne per­man­go­no dub­bi riguar­do alla soste­ni­bi­li­tà – ambien­ta­le ed eco­no­mi­ca – del­le Olim­pia­di. Tut­ta­via, ha spie­ga­to Maria Canel­la, gli esem­pi nega­ti­vi del pas­sa­to non impe­di­sco­no che «una gestio­ne intel­li­gen­te del­le Olim­pia­di è pos­si­bi­le, come dimo­stra l’organizzazione dei Gio­chi Olim­pi­ci esti­vi di Roma del 1960».

Lo scam­bio di vedu­te è sim­bo­lo dell’impegno pro­fu­so dagli sto­ri­ci del­lo sport e che ora, come ha ricor­da­to Canel­la, deve esse­re rac­col­to dal­le nuo­ve gene­ra­zio­ni: è neces­sa­rio «ripor­ta­re lo sport, un enor­me stru­men­to per il cam­bia­men­to, al cen­tro del dibat­ti­to col­let­ti­vo è una prio­ri­tà per stu­den­ti e studentesse».

 

I libri, scri­gni del sape­re pas­sa­to e por­ta­li ver­so mon­di mul­ti­for­mi, per­met­to­no anco­ra oggi di fer­mar­si a riflet­te­re sul­la com­ples­si­tà del­la socie­tà uma­na. Le ope­re pre­sen­ta­te a Boo­k­Ci­ty, pre­gne di rifles­sio­ni pene­tran­ti, han­no rega­la­to, anco­ra una vol­ta, un pre­zio­so teso­ro cul­tu­ra­le alla città.

Viviana Genovese
Stu­den­tes­sa di Let­te­re Moder­ne e chiac­chie­ro­na per natu­ra. La curio­si­tà mi gui­da ver­so ciò che mi cir­con­da, e la paro­la scrit­ta è lo stru­men­to di espres­sio­ne che preferisco.
Nutro uno smi­su­ra­to amo­re per i viag­gi, il mare e l’ar­te in tut­te le sue for­me; ma amo anche esplo­ra­re nuo­vi mon­di attra­ver­so let­tu­re e film di ogni tipo, immer­gen­do­mi in diver­se real­tà e viven­do più vite.
Alice Pozzoli
Pietro Taglietti
Sono di Bre­scia e stu­dio Scien­ze uma­ni­sti­che per la comu­ni­ca­zio­ne. Mi pia­ce scri­ve­re, leg­ge­re, impa­ra­re nuo­ve lin­gue, cuci­na­re. Mi inte­res­so prin­ci­pal­men­te di sport, cul­tu­ra e arte e la cosa che pre­fe­ri­sco è esse­re indi­pen­den­te. Per tut­to il resto chie­de­te a mia madre.
About Viviana Genovese 32 Articoli
Studentessa di Lettere Moderne e chiacchierona per natura. La curiosità mi guida verso ciò che mi circonda, e la parola scritta è lo strumento di espressione che preferisco. Nutro uno smisurato amore per i viaggi, il mare e l'arte in tutte le sue forme; ma amo anche esplorare nuovi mondi attraverso letture e film di ogni tipo, immergendomi in diverse realtà e vivendo più vite.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.