Onironautica 3. L’inaugurazione alla Fondazione Matalon

Il progetto di Nello Taietti intreccia fotografia, teatro e danza per esplorare il sogno come spazio di esperienza e conoscenza.

Cosa accade quando il sogno smette di essere immateriale e si fa corpo, immagine, presenza? È la domanda al centro di Onironautica 3, progetto multidisciplinare di Nello Taietti, inaugurato il 6 novembre presso la Fondazione Luciana Matalon e in programma fino al 29 novembre 2025.

Ulti­mo capi­to­lo di una tri­lo­gia ini­zia­ta nel 2019 e pro­se­gui­ta nel 2023, Oni­ro­nau­ti­ca 3 met­te in dia­lo­go foto­gra­fiatea­tro e dan­za per esplo­ra­re l’immaginario oni­ri­co come luo­go di cono­scen­za. Il pro­get­to, cura­to dal­la cri­ti­ca d’arte Vera Ago­sti e rea­liz­za­to con il patro­ci­nio del Con­so­la­to Gene­ra­le del Giap­po­ne, costrui­sce uno spa­zio dove il visi­bi­le e l’invisibile sem­bra­no sovrapporsi.

La serata di apertura: inaugurazione e impressioni

Entran­do nel­lo spa­zio, l’evento non ha nasco­sto l’assenza di un momen­to ritual­men­te inau­gu­ra­le codi­fi­ca­to, ma si è svol­to con un’apertura discre­ta, orien­tan­do subi­to l’esperienza: la Fon­da­zio­ne si è pre­sen­ta­ta come un pic­co­lo museo con­tem­po­ra­neo, lumi­no­so e cura­to, in cui le ope­re han­no par­la­to da sole, crean­do un’atmosfera rac­col­ta e immersiva.

Il museo, ben fre­quen­ta­to e con un nume­ro di visi­ta­to­ri suf­fi­cien­te a ren­de­re l’esperienza viva­ce sen­za risul­ta­re affol­la­ta, per­met­te di osser­va­re con cal­ma le ope­re e gli allestimenti.

Le fotografie, i corpi in scena e opere artistiche

Le 85 foto­gra­fie rea­liz­za­te da Nel­lo Taiet­ti, affian­ca­te da 20 scat­ti di back­sta­ge di Gian­mar­co Taiet­ti, com­pon­go­no una sor­ta di atlan­te del­le meta­mor­fo­si del cor­po. Vol­ti tesi, gesti trat­te­nu­ti, pose che sem­bra­no emer­ge­re da un tem­po diver­so: ogni imma­gi­ne non solo docu­men­ta, ma sospende.

A emer­ge­re, attra­ver­so que­sti scat­ti, sono i cor­pi degli arti­sti – di diver­sa pro­ve­nien­za – coin­vol­ti nel pro­get­to. La loro pre­sen­za si impo­ne come ele­men­to cen­tra­le e inten­so, capa­ce di cat­tu­ra­re l’attenzione sen­za biso­gno di con­te­sto.
Essen­zia­li e in pri­mo pia­no, le figu­re sono cari­che di sim­bo­li­smo: pose non con­ven­zio­na­li e gesti sospe­si tra con­trol­lo e abban­do­no sem­bra­no evo­ca­re emo­zio­ni e memo­rie pro­fon­de. Ombre e luci ne model­la­no i con­tor­ni, accen­tuan­do la dimen­sio­ne tea­tra­le e ritua­le del cor­po, che diven­ta così stru­men­to di nar­ra­zio­ne auto­no­ma.

Ogni figu­ra emer­ge così come sim­bo­lo espres­si­vo e qua­si miti­co di un’esperienza inte­rio­re, con movi­men­ti che sug­ge­ri­sco­no ten­sio­ne e atte­sa, diven­tan­do lin­guag­gio uni­ver­sa­le e rac­con­tan­do sto­rie inte­rio­ri che sfug­go­no alle paro­le e alla rou­ti­ne quotidiana.

Tra gli spa­zi espo­si­ti­vi, un’area è dedi­ca­ta a un’instal­la­zio­ne immer­si­va in cui le ope­re dell’artista e cal­li­gra­fa Sisyu fan­no da sfon­do e con­te­sto per lo spet­ta­co­lo tea­tra­le e la per­for­man­ce. L’installazione è com­po­sta da dipin­ti ispi­ra­ti alle arti clas­si­che giap­po­ne­si, in par­ti­co­la­re dal­la rie­la­bo­ra­zio­ne di anti­che stam­pe giap­po­ne­si. Le ope­re, di dimen­sio­ni con­te­nu­te e dai trat­ti deli­ca­ti e inti­mi, dia­lo­ga­no con l’ambiente cir­co­stan­te e con le altre ope­re in mostra, crean­do un per­cor­so visi­vo coe­ren­te e suggestivo.

Onironautica 3 è una mostra che si respira, si ascolta, si attraversa.

Il sogno qui non è fuga, ma spa­zio di rive­la­zio­ne, che lascia spa­zio al rac­con­to di un movi­men­to inte­rio­re.
È un invi­to a sosta­re, osser­va­re il movi­men­to che esi­ste den­tro ogni immo­bi­li­tà, e rico­no­sce­re ciò che del sogno resta impres­so nel­la realtà.

Per chi cer­ca un’esperienza che non si limi­ta allo sguar­do, ma coin­vol­ge cor­po, men­te e imma­gi­na­zio­ne, que­sto è un pas­sag­gio da non perdere.

Con­di­vi­di:
Viviana Genovese
Stu­den­tes­sa di Let­te­re Moder­ne e chiac­chie­ro­na per natu­ra. La curio­si­tà mi gui­da ver­so ciò che mi cir­con­da, e la paro­la scrit­ta è lo stru­men­to di espres­sio­ne che preferisco.
Nutro uno smi­su­ra­to amo­re per i viag­gi, il mare e l’ar­te in tut­te le sue for­me; ma amo anche esplo­ra­re nuo­vi mon­di attra­ver­so let­tu­re e film di ogni tipo, immer­gen­do­mi in diver­se real­tà e viven­do più vite.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.