Da riascoltare per la prima volta. Guns N’ Roses, Appetite for Destruction

Que­sto mese Da Ria­scol­ta­re ripro­po­ne Appe­ti­te for Destruc­tion, il pri­mo album in stu­dio dei Guns N’ Roses, rive­lan­do noti­zie e segre­ti di ogni pezzo.

Nel 1985 un gio­va­nis­si­mo Axl Rose deci­de di voler cam­bia­re il mon­do del­la musi­ca, e insie­me al suo col­le­ga Tra­cii Guns (che lasce­rà il grup­po poco dopo) for­ma una band per lascia­re il suo segno distin­ti­vo: nasco­no i Guns N’ Roses, (nome otte­nu­to dal­la fusio­ne dei due cogno­mi) e due anni dopo esce Appe­ti­te for Destruc­tion. 

Rose come front­man, Slash (entra­to al posto di Tra­cii Guns) come chi­tar­ra lea­der, Duff McKa­gan al bas­so, Ste­ven Adler alla bat­te­ria e Izzy Strad­lin alla chi­tar­ra rit­mi­ca for­ma­no la squa­dra per­fet­ta per un debut­to stel­la­re sul mer­ca­to musi­ca­le. 

Il pro­dot­to con­ta in tota­le dodi­ci trac­ce: 

  1. Wel­co­me To The Jun­gle — uno dei pez­zi più famo­si del­la band, dal rit­mo fre­ne­ti­co ma dal tema cupo: la vita è una giun­gla, un labi­rin­to pie­no di minac­ce e ten­ta­zio­ni da cui è dif­fi­ci­le uscir­ne indenni.
  2. It’s So Easy — a par­la­re è la pen­na del bas­si­sta Duff McKa­gan, che scri­ve il pez­zo dopo aver assi­sti­to ad un inci­den­te d’auto e aver sen­ti­to da un uomo la fra­se “cars are cra­shin’ eve­ry night”. Pez­zo asciut­to e diret­to, che si impe­gna a pre­sen­ta­re l’arroganza gio­va­ni­le, come se tut­to fos­se scon­ta­to, atteg­gia­men­to che nascon­de solo    un enor­me vuo­to.
  3. Nightrain — il tito­lo è un rife­ri­men­to all’omonimo vino, rap­pre­sen­tan­do il sen­ti­men­to dell’invin­ci­bi­li­tà: ciò è anche per­ce­pi­to dal rit­mo fre­ne­ti­co del­la melo­dia — nel­lo spe­ci­fi­co nel lega­me tra la chi­tar­ra di Izzy Strad­lin e quel­la di Slash — che intro­du­ce un’atmosfera fol­le e cao­ti­ca.
  4. Out Ta Get Me — una sfi­da per­so­na­le in cui ci si può imme­de­si­ma­re facil­men­te: un pez­zo adre­na­li­ni­cospie­ta­to, che si strug­ge per la dife­sa per­so­na­le. Una noti­zia in più? Duran­te le diret­te del­la For­mu­la Uno, è spes­so usa­ta come sot­to­fon­do in atte­sa del via del­la gara!
  5. Mr.Brownstone — for­se il pez­zo più oscu­ro dell’album nono­stan­te il rit­mo coin­vol­gen­te: un viag­gio attra­ver­so la dipen­den­za da sostan­ze, sot­to for­ma di dia­lo­go con essa. Non c’è scu­sa: è solo l’evidenza di una spor­ca abi­tu­di­ne pur­trop­po pre­sen­te anco­ra in trop­pe vite.
  6. Para­di­se City — la descri­zio­ne illu­so­ria del­la cit­tà idea­le, sot­to­li­nea­ta dal ritor­nel­lo “whe­re the grass is green and girls are pret­ty, con il desi­de­rio di andar­ci e non tor­na­re mai più. Spes­so e volen­tie­ri vie­ne can­ta­ta come pez­zo fina­le ai concerti.
  7. My Michel­le - ad esse­re nar­ra­ta è la sto­ria di Michel­le Young — gran­de ami­ca del­la band — in modo sem­pli­ce, sen­za men­zo­gne: un rac­con­to per­so­na­le dove ognu­no può imme­de­si­mar­si, che por­ta alla luce le ombre e le dif­fi­col­tà di tut­ti i giorni.
  8. Think About You — il pez­zo più dol­ce dell’album rac­con­ta di una sto­ria d’amore vis­su­ta, un pre­zio­so ricor­do: tor­na la pen­na di Duff McKa­gan, che dona uno sti­le più deli­ca­to rispet­to al clas­si­co rude di Rose.
  9. Sweet Child O’Mine — il pez­zo for­se più cele­bre di tut­ta la disco­gra­fia — se la bat­te con Novem­ber Rain (che usci­rà nel 1991) — nasce per caso: Slash sta­va sem­pli­ce­men­te riscal­dan­do le dita sul­le cor­de del­la chi­tar­ra! Quell’esercizio, uni­to ad una poe­sia scrit­ta da Axl, diven­ta il famo­sis­si­mo moti­vo cono­sciu­to da tutti.
  10. You’re Cra­zy — que­sta vol­ta l’autore è Izzy Strad­lin, che inter­vie­ne al fian­co di Axl Rose per una can­zo­ne sull’amore fal­li­to e liti­gio­so. Scrit­ta in pochis­si­mo tem­po, ave­va come tito­lo ori­gi­na­le Fuc­king Cra­zy.
  11. Any­thing Goes - la cop­pia Strad­lin-Rose ripor­ta a gal­la un bra­no scrit­to pri­ma dei Guns N’ Roses, pri­ma dal nome My Way Your Way (ver­so che apre il ritor­nel­lo). La can­zo­ne più sen­sua­le dell’album rac­con­ta il desi­de­rio lascia­to libe­ro che avvol­ge le par­ti più pro­fon­de dell’anima: si per­ce­pi­sco­no calo­re e vici­nan­za, rac­con­ta­te dal­la voce esper­ta del frontman.
  12. Roc­ket Queen - sound par­ti­co­la­re, che par­te aggres­si­vo e fre­ne­ti­co e si chiu­de qua­si in dol­cez­za. Anche qui vie­ne espres­so il desi­de­rio e la voglia di inti­mi­tà, det­ta­glio com­pren­si­bi­le gra­zie alla pre­sen­za di veri e pro­pri gemi­ti fem­mi­ni­li regi­stra­ti appo­sta per esse­re posti nel­la par­te stru­men­ta­le. 

Appe­ti­te For Destruc­tion è uno tra i più impor­tan­ti album del­la sto­ria del rock, e — appe­na mes­so sul mer­ca­to — ha ven­du­to imme­dia­ta­men­te più di tren­ta­mi­la copie in tut­to il glo­bo, con­sa­cran­do­lo come uno dei lavo­ri meglio riu­sci­ti e più famo­si al mon­do, ascol­ta­ti anco­ra oggi.

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Giulia Cerbino
Stu­den­tes­sa di comu­ni­ca­zio­ne di gior­no, gior­na­li­sta rock di notte.

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