Questo mese Da Riascoltare ripropone Appetite for Destruction, il primo album in studio dei Guns N’ Roses, rivelando notizie e segreti di ogni pezzo.
Nel 1985 un giovanissimo Axl Rose decide di voler cambiare il mondo della musica, e insieme al suo collega Tracii Guns (che lascerà il gruppo poco dopo) forma una band per lasciare il suo segno distintivo: nascono i Guns N’ Roses, (nome ottenuto dalla fusione dei due cognomi) e due anni dopo esce Appetite for Destruction.
Rose come frontman, Slash (entrato al posto di Tracii Guns) come chitarra leader, Duff McKagan al basso, Steven Adler alla batteria e Izzy Stradlin alla chitarra ritmica formano la squadra perfetta per un debutto stellare sul mercato musicale.
Il prodotto conta in totale dodici tracce:
- Welcome To The Jungle — uno dei pezzi più famosi della band, dal ritmo frenetico ma dal tema cupo: la vita è una giungla, un labirinto pieno di minacce e tentazioni da cui è difficile uscirne indenni.
- It’s So Easy — a parlare è la penna del bassista Duff McKagan, che scrive il pezzo dopo aver assistito ad un incidente d’auto e aver sentito da un uomo la frase “cars are crashin’ every night”. Pezzo asciutto e diretto, che si impegna a presentare l’arroganza giovanile, come se tutto fosse scontato, atteggiamento che nasconde solo un enorme vuoto.
- Nightrain — il titolo è un riferimento all’omonimo vino, rappresentando il sentimento dell’invincibilità: ciò è anche percepito dal ritmo frenetico della melodia — nello specifico nel legame tra la chitarra di Izzy Stradlin e quella di Slash — che introduce un’atmosfera folle e caotica.
- Out Ta Get Me — una sfida personale in cui ci si può immedesimare facilmente: un pezzo adrenalinico, spietato, che si strugge per la difesa personale. Una notizia in più? Durante le dirette della Formula Uno, è spesso usata come sottofondo in attesa del via della gara!
- Mr.Brownstone — forse il pezzo più oscuro dell’album nonostante il ritmo coinvolgente: un viaggio attraverso la dipendenza da sostanze, sotto forma di dialogo con essa. Non c’è scusa: è solo l’evidenza di una sporca abitudine purtroppo presente ancora in troppe vite.
- Paradise City — la descrizione illusoria della città ideale, sottolineata dal ritornello “where the grass is green and girls are pretty”, con il desiderio di andarci e non tornare mai più. Spesso e volentieri viene cantata come pezzo finale ai concerti.
- My Michelle - ad essere narrata è la storia di Michelle Young — grande amica della band — in modo semplice, senza menzogne: un racconto personale dove ognuno può immedesimarsi, che porta alla luce le ombre e le difficoltà di tutti i giorni.
- Think About You — il pezzo più dolce dell’album racconta di una storia d’amore vissuta, un prezioso ricordo: torna la penna di Duff McKagan, che dona uno stile più delicato rispetto al classico rude di Rose.
- Sweet Child O’Mine — il pezzo forse più celebre di tutta la discografia — se la batte con November Rain (che uscirà nel 1991) — nasce per caso: Slash stava semplicemente riscaldando le dita sulle corde della chitarra! Quell’esercizio, unito ad una poesia scritta da Axl, diventa il famosissimo motivo conosciuto da tutti.
- You’re Crazy — questa volta l’autore è Izzy Stradlin, che interviene al fianco di Axl Rose per una canzone sull’amore fallito e litigioso. Scritta in pochissimo tempo, aveva come titolo originale Fucking Crazy.
- Anything Goes - la coppia Stradlin-Rose riporta a galla un brano scritto prima dei Guns N’ Roses, prima dal nome My Way Your Way (verso che apre il ritornello). La canzone più sensuale dell’album racconta il desiderio lasciato libero che avvolge le parti più profonde dell’anima: si percepiscono calore e vicinanza, raccontate dalla voce esperta del frontman.
- Rocket Queen - sound particolare, che parte aggressivo e frenetico e si chiude quasi in dolcezza. Anche qui viene espresso il desiderio e la voglia di intimità, dettaglio comprensibile grazie alla presenza di veri e propri gemiti femminili registrati apposta per essere posti nella parte strumentale.
Appetite For Destruction è uno tra i più importanti album della storia del rock, e — appena messo sul mercato — ha venduto immediatamente più di trentamila copie in tutto il globo, consacrandolo come uno dei lavori meglio riusciti e più famosi al mondo, ascoltati ancora oggi.

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