Chi era davvero Oscar Wilde? In questo articolo verrà ripercorsa a grandi linee la vita letteraria e personale dello scrittore, per omaggiarlo e ringraziarlo delle opere che ci ha lasciato.
Dublino e gli esordi intellettuali
Il 30 novembre 1900 ci lasciava Oscar Wilde, noto a tutto il mondo per essere il maggior esponente dell’Estetismo e Decadentismo britannico.
Ma chi era davvero Oscar Wilde? Fu sicuramente uno dei più grandi scrittori dell’Ottocento, anche se è riduttivo chiamarlo così, perché è stato anche drammaturgo, critico letterario e saggista.
Egli nacque a Dublino in una famiglia benestante, e si appassionò sin da subito al mondo classico e letterario. Non solo: ottenne anche un riconoscimento molto importante, oltre alla laurea, per la poesia latina, il Newdigate Prize. Le sue abilità di oratore e la sua intelligenza lo resero immediatamente popolare nei salotti dell’élite, tanto che i borghesi facevano a gara per guadagnarsi un posto accanto a lui.
Dorian Gray e l’ideale della vita come opera d’arte
Wilde spesso diceva di voler rendere la sua vita una vera e propria opera d’arte, per poterla vivere al massimo, e si spese molto per questo.
Spesso, e giustamente, il suo nome viene associato alla sua opera più celebre, Il Ritratto Di Dorian Gray (1890). Si tratta dell’opera per eccellenza che descrive “il culto del bello” e il movimento esteta. La narrazione segue le vicende del giovane e bellissimo Dorian, che vive la sua vita tra edonismo e ricchezze, facendo un patto col diavolo per non invecchiare mai. Questo, però, lo porta lentamente ad una distruzione interna, tanto che dell’anima rimane poco e niente.
Tra palcoscenico e fiabe: l’altra anima di Oscar Wilde
Wilde, però, iniziò la sua carriera nel mondo della letteratura approdando nel teatro.
L’Importanza Di Chiamarsi Ernesto (1895) è la sua prima opera teatrale. A primo impatto sembra una commedia leggera e semplice, ma il significato è molto più profondo. Le parole sono mirate a denunciare la falsità della società vittoriana, basata solamente sull’apparenza. Successivamente, vennero pubblicati Un Marito Ideale, Il Ventaglio Di Lady Windermere, Una Donna Senza Importanza, sempre incentrate sull’ipocrisia della società borghese.
La carriera letteraria di Oscar Wilde è caratterizzata anche dalla scrittura di fiabe, ma non bisogna pensare ai soliti racconti per bambini. Il Principe Felice e altri racconti e La Casa Dei Melograni raccontano avvenimenti malinconici e profondi, a tratti oscuri e pieni di simboli nascosti.
Prigionia e declino: gli ultimi anni di Oscar Wilde
Quando si parla di Oscar Wilde spesso viene nominata la sua omosessualità. Tuttavia, forse non tutti sanno che fu la causa dell’incarcerazione dell’artista. Lo scrittore si legò sentimentalmente a Lord Alfred Douglas, ma la relazione finì per colpa del padre dell’aristocratico, che lo accusò di danneggiare la sua famiglia. Wilde, con l’anima da eroe, lo denunciò per diffamazione, ma in tribunale l’accusa si rivoltò contro di lui, facendolo finire in prigione. In Inghilterra, ai tempi, l’omosessualità era reato.
È proprio in quello stato così lontano dai salotti e dalle comodità dell’élite che Oscar Wilde scrisse De Profundis, una lettera piena di dolore, tristezza e a tratti riflessione sulla sua vita.
La sua vita ha una conclusione tragica: dopo il carcere e i lavori forzati, Oscar Wilde cambiò identità diventando Sebastian Melmoth. Scappò dall’Inghilterra, rifugiandosi in altre zone come l’Italia e la Francia. Morì senza più un soldo, con la vita elitaria ormai distrutta e senza appoggi di alcun tipo.
Oscar Wilde ha avuto una vita piena di successi che lo hanno confermato nel panorama letterario e teatrale per sempre come una delle stelle più luminose ma, come il suo Dorian Gray, ha pagato il conto reale per aver vissuto la sua vita come arte astratta piena di vanità. Se Wilde fosse vivo oggi, direbbe sicuramente ad ognuno di noi “Sogna come se dovessi vivere per sempre, vivi come se dovessi morire oggi”.

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