Il dragone e la bomba

La Cina espande il proprio arsenale nucleare.

La Cina sta espandendo il proprio arsenale nucleare, acquisendo sempre più testate e missili. L’assenza di spiegazioni ufficiali sta suscitando molti dubbi, ma è bene non sovrastimare la questione.

La Cina ha man­te­nu­to per decen­ni un arse­na­le nuclea­re mol­to mode­sto, spe­cie se con­fron­ta­to con quel­lo rus­so o sta­tu­ni­ten­se. Dal­la fine del­la Guer­ra Fred­da, que­sto è sta­to pro­gres­si­va­men­te miglio­ra­to, ma tra il 2020 e il 2021, il rit­mo dell’espansione è aumen­ta­to ver­ti­gi­no­sa­men­te. Il rap­por­to annua­le del Con­gres­so degli Sta­ti Uni­ti sul­lo sta­to del­le capa­ci­tà mili­ta­ri cine­si, pub­bli­ca­to lo scor­so dicem­bre, affer­ma che, a oggi, la Cina dispor­reb­be di cir­ca 600 testa­te nuclea­ri e che potreb­be rag­giun­ge­re il miglia­io entro il 2030. Osser­va­to­ri indi­pen­den­ti come la Fede­ra­tion of Ame­ri­can Scien­tists han­no mes­so in dub­bio le sti­me più ele­va­te, ma non nega­no l’esistenza del fenomeno.

Con­si­de­ran­do che in pas­sa­to la cre­sci­ta era sta­ta mol­to più len­ta, con un aumen­to di cir­ca 100 testa­te nell’arco di 20 anni, ciò ha gene­ra­to non pochi dub­bi. Inol­tre, l’Esercito Popo­la­re di Libe­ra­zio­ne (PLA) sta costruen­do più di 300 sili mis­si­li­sti­ci in tre nuo­ve basi situa­te in regio­ni peri­fe­ri­che del pae­se: si trat­ta di un cam­bia­men­to sen­za pre­ce­den­ti, dato che in pre­ce­den­za Pechi­no ave­va pre­fe­ri­to ram­pe di lan­cio mobi­li e pochi sili ma ben camuf­fa­ti. In aggiun­ta a ciò, la Cina sta­reb­be svi­lup­pan­do anche armi nuclea­ri a poten­za ridot­ta da mon­ta­re sul mis­si­le DF-26, mol­to pre­ci­so, per dispor­re di un’opzione nuclea­re “limi­ta­ta”, simi­le a quan­to pre­sen­te negli arse­na­li rus­so e americano.

Le ragioni dell’espansione

Le auto­ri­tà cine­si sono sta­te mol­to rilut­tan­ti a rico­no­sce­re l’espansione in cor­so, negan­do ogni legit­ti­mi­tà alle pre­oc­cu­pa­zio­ni espres­se da Washing­ton e dai suoi allea­ti, dato che gli Sta­ti Uni­ti pos­sie­do­no un arse­na­le ben più nume­ro­so e capa­ce. Que­sto atteg­gia­men­to ha sca­te­na­to un for­te dibat­ti­to sugli inten­ti cine­si: una del­le ipo­te­si più accre­di­ta­te è che Pechi­no, temen­do il cre­scen­te coin­vol­gi­men­to sta­tu­ni­ten­se nel Mar Cine­se Meri­dio­na­le, voglia nega­re la supe­rio­ri­tà nuclea­re ame­ri­ca­na, così da disin­cen­ti­va­re Washing­ton dall’iniziare un’esca­la­tion ato­mi­ca nel caso del­lo scop­pio di una guerra.

Altre spie­ga­zio­ni, inve­ce, sosten­go­no che que­sto accre­sci­men­to sia il pre­lu­dio ad una diplo­ma­zia nuclea­re mol­to più aggres­si­va, simi­le all’atteggiamento rus­so: Pechi­no sareb­be pron­ta ad abban­do­na­re la sua sto­ri­ca pro­mes­sa di non uti­liz­za­re le armi nuclea­ri per pri­ma, così da poter usa­re il pro­prio arse­na­le per minac­cia­re e inde­bo­li­re le allean­ze ame­ri­ca­ne in Asia Orien­ta­le. Altre spie­ga­zio­ni indi­ca­no la ricer­ca del pre­sti­gio inter­na­zio­na­le come una del­le moti­va­zio­ni, o la pre­sen­za di dina­mi­che inter­ne che vedreb­be­ro le for­ze mis­si­li­sti­che cine­si (PLARF) come un atto­re dall’influenza cre­scen­te, che mira ad acqui­si­re più risor­se e mez­zi per con­so­li­da­re il pro­prio peso politico.

Sviluppi futuri

Data l’assenza di dichia­ra­zio­ni o docu­men­ti uffi­cia­li che annun­cia­no muta­men­ti signi­fi­ca­ti­vi nel­la dot­tri­na nuclea­re cine­se, è pro­ba­bi­le che l’espansione sia moti­va­ta dal­la neces­si­tà di ren­de­re il pro­prio arse­na­le più cre­di­bi­le di fron­te a quel­lo sta­tu­ni­ten­se e da dina­mi­che inter­ne. Tut­ta­via, la seve­ra man­can­za di tra­spa­ren­za sta ali­men­tan­do i peg­gio­ri sospet­ti sta­tu­ni­ten­si, e potreb­be por­ta­re a una cor­sa alle armi.

Foto Ansa

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Paolo Bassanelli

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