Telegram è un ecosistema complesso in cui convivono canali di informazione, disinformazione, propaganda, e resistenza. Nel conflitto tra Russia e Ucraina, ciascuno di questi è allo stesso tempo interconnesso e separato in poli contrapposti.
Telegram è un’applicazione di messaggistica istantanea fondata nel 2013 da Nikolai e Pavel Durov. Viene utilizzata da oltre un miliardo di utenti in tutto il mondo, ma la sua influenza è visibile specialmente nel contesto nella guerra tra Russia e Ucraina. Infatti, l’applicazione è estremamente popolare in entrambi gli Stati.
Oltre metà degli ucraini utilizzano Telegram come principale fonte di informazioni: i canali di notizie sono in generale il tipo più seguito.
In Russia, Telegram viene utilizzata dal 78% delle persone maggiori di 16 anni.
Una piattaforma discutibile
Telegram è da sempre un’applicazione considerata controversa. Non ci sono algoritmi o restrizioni, e i commenti possono essere rimossi facilmente, rendendo l’applicazione un terreno fertile per la diffusione di notizie incontestabili. La differenza con le altre piattaforme è che l’infrastruttura di Telegram garantisce ai suoi utenti una grande sicurezza e anonimato, rendendoli molto difficili da tracciare. È questa caratteristica che ha permesso la nascita di canali anche, per così dire, “pericolosi”, che vanno dalla disinformazione organizzata, fino alla propaganda, estremismo, e traffico d’armi.
Per questo motivo, il 24 agosto 2024 Pavel Durov è stato arrestato in Francia per un’indagine secondo cui la sua piattaforma sia complice di attività criminali, tra cui pornografia infantile, traffico di droga e frode.
Telegram in Ucraina
In Ucraina, Telegram è funzionale sia per i cittadini, sia per il governo.
Infatti, diversi suoi membri utilizzano l’applicazione sia per chiedere supporto globalmente, sia per informare i cittadini. Inoltre, l’applicazione è stata vitale per permettere ai molti rifugiati ucraini di trovare percorsi sicuri, oltre a permettere a chi è fuggito dal paese di ricevere notizie tempestive su ciò che succede in Ucraina. Ogni città ha un canale Telegram dedicato, in cui le autorità diffondono notizie di allarmi antiaerei, istruzioni di sicurezza e consigli per riconoscere i soldati russi. Tramite Telegram, i cittadini possono segnalare i movimenti delle truppe russe e combattere la disinformazione diffusa dalla propaganda russa.
La propaganda su Telegram
Telegram è anche un mezzo di propaganda irrinunciabile per il governo russo: 9 su 10 dei canali in lingua russa più popolari sono canali di propaganda. I canali Telegram russi hanno la capacità di diffondere notizie molto più velocemente delle tradizionali agenzie di stampa, e possono trovare e diffondere notizie più rapidamente degli altri media: ad esempio, la morte di Alexei Navalny è stata diffusa prima su Telegram che sui media tradizionali russi.
Non solo: Telegram è pieno di canali di disinformazione e di bot, oltre che di persone che si fingono corrispondenti di guerra in canali approvati dal governo russo. War On Fakes, un canale da 630.000 iscritti, sostiene di essere un servizio di fact-checking, ma allo stesso tempo diffonde disinformazione e propaganda ai suoi iscritti.
Telegram è una rete
Telegram però non è un insieme di canali disordinato, ma una rete, con dei poli centrali, dei canali periferici e dei ponti tra poli. Quando ci si iscrive a un canale, all’utente vengono consigliati altri canali simili seguiti dalle persone del canale che si è appena seguito. Questa funzione spesso amplifica comunità dalle idee radicali, o addirittura crea delle connessioni tra ideologie estremiste, seppur diverse.
Ad esempio, i canali suggeriti quando si segue il ministro della difesa russo hanno caratteristiche di propaganda bellica. La maggior parte del polo informativo russo su Telegram è composto da canali relativi alla guerra, canali di propaganda e filogovernativi. Oltre a questi, esistono dei canali definiti pseudo-ucraini che hanno la funzione di diffondere ideologie di propaganda russe in Ucraina. Vengono anche utilizzati diversi canali che si presentano come canali bielorussi che offrono la propria prospettiva sul conflitto, ma che in realtà divulgano prospettive propagandistiche russe. Anche alcuni media ucraini riescono a infiltrarsi nel polo di informazione russa, specialmente nei territori occupati, i quali vengono connessi ai canali locali ucraini.
Telegram è perciò una piattaforma interconnessa e polarizzata, allo stesso tempo: la propaganda al suo interno non è casuale, ma è creata per sfruttare le zone grigie dell’applicazione.
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