Un musical diverso: F*CK A Modern Musical Love

FUCK A Modern Musical Love è l’ultimo componimento della “Modern Musical Trilogy”

F*CK A Modern Musical Love è un musical in cui si indagano le relazioni amorose attraverso un’ambientazione, la metropolitana, che diventa metafora di come ad oggi le persone vivono le relazioni.

Lo spet­ta­co­lo can­ta­to F*CK A Modern Musi­cal Love, in sce­na al Tea­tro Fon­ta­na di Mila­no dal 16 Gen­na­io al 1 Feb­bra­io, è l’ultimo com­po­ni­men­to del­la “Modern Musi­cal Tri­lo­gy” di Gipo Gur­ra­do, anche defi­ni­ta “la tri­lo­gia del­le rela­zio­ni”, assie­me a Super­mar­ket e Fami­ly. Si defi­ni­sce un musi­cal moder­no, lon­ta­no dal clas­si­co musi­cal di deri­va­zio­ne anglo­sas­so­ne, che si ser­ve di atto­ri di pro­sa (Andrea Liet­ti, Gio­van­ni Lon­ghin, Ila­ria Lon­go, Nico­la Lorus­so, Rober­to Mari­nel­li, Pao­la Tin­ti­nel­li, Mar­co Riz­zo, Ele­na Sca­le) adat­ta­ti a can­ta­re dei pen­sie­ri e del­le con­ver­sa­zio­ni. Rispet­to alla tra­di­zio­ne si tro­va una distan­za anche nei movi­men­ti sce­ni­ci e nel­le coreo­gra­fie di Maja Delak, scat­tan­ti e vero­si­mi­li, che cer­ca­no di resti­tui­re visi­va­men­te le dif­fi­col­tà del­le relazioni.

EGOISMO NELLA METRO

La rap­pre­sen­ta­zio­ne tea­tra­le dichia­ra l’obiettivo di inda­ga­re le rela­zio­ni amo­ro­se, ma que­ste diven­ta­no argo­men­to del­le can­zo­ni solo a spet­ta­co­lo inol­tra­to. Nel­la pri­ma par­te di F*CK avvie­ne, da par­te degli spet­ta­to­ri, un’identificazione con gli atto­ri che ripro­du­co­no i pen­sie­ri e i com­por­ta­men­ti che ogni fre­quen­ta­to­re del­la metro­po­li­ta­na vede, imma­gi­na o pen­sa. Vie­ne mostra­to agli spet­ta­to­ri come in un luo­go come la metro­po­li­ta­na chiun­que fini­sca per far­si domi­na­re da una for­ma di egoi­smo, il qua­le vie­ne pale­sa­to dal ritor­nel­lo can­ta­to: io di te. For­mu­la ripe­tu­ta innu­me­re­vo­li vol­te, ma che con il pro­ce­de­re del­la sto­ria da espres­sio­ne di supe­rio­ri­tà incar­na una com­pe­ti­zio­ne ten­den­te al vit­ti­mi­smo, come rive­la­to, ad esem­pio, dal­la fra­se: respi­ro peg­gio io di te. Tut­to que­sto avvie­ne in manie­ra leg­ge­ra e anche scher­zo­sa, soprat­tut­to tra le bat­tu­te di bot­ta e rispo­sta dell’io del per­so­nag­gio e degli altri per­so­nag­gi che diven­ta­no par­te del­la coscien­za di ognuno.

Que­sto spet­ta­co­lo mostra come nel­le gran­di cit­tà, come Mila­no, la metro­po­li­ta­na sia un luo­go che assu­me mol­te­pli­ci signi­fi­ca­ti e che scan­di­sce, for­se, trop­pi aspet­ti del­la nostra vita.

COSA FARSENE DELL’AMORE

Improv­vi­sa­men­te, i pen­sie­ri inte­rio­ri diven­ta­no dia­lo­ghi, gli atto­ri comu­ni­ca­no tra loro e la tema­ti­ca amo­ro­sa pren­de il soprav­ven­to. Ven­go­no insce­na­te casi­sti­che dif­fe­ren­ti: la cop­pia di lun­ga dura­ta ormai desti­na­ta a lasciar­si, l’uomo da poco lascia­to e anco­ra inna­mo­ra­to del­la pro­pria com­pa­gna, l’incontro tra due per­so­ne che si desi­de­ra­no l’un l’altra e il ragaz­zo che non desi­de­ra altro che ave­re una com­pa­gna come ci rive­la la sua bat­tu­ta: vor­rei esse­re il tuo appo­si­to sostegno.

I pro­ble­mi e i desi­de­ri d’amore ven­go­no rap­pre­sen­ta­ti, trop­po spes­so nel cor­so del­lo spet­ta­co­lo, come con­se­guen­za dell’attività ses­sua­le (fino all’esasperazione), ma que­sta scel­ta può esse­re vista come una cri­ti­ca alla man­can­za di pro­fon­di­tà del­le rela­zio­ni moderne.

L’egoismo è la tema­ti­ca che più è pre­sen­te. C’è un pas­sag­gio in cui si eti­chet­ta come amo­re il desi­de­rio di poter­si ser­vi­re dell’altro, nel vole­re al pro­prio fian­co il part­ner solo quan­do se ne ha biso­gno o tor­na uti­le, per poi allon­ta­nar­lo nel momen­to in cui qual­co­sa ini­zia ad anda­re storto.

Tra le vicen­de amo­ro­se s’inserisce una situa­zio­ne dram­ma­ti­ca che nel­la real­tà avvie­ne trop­po spes­so: il sui­ci­dio sui bina­ri del­la metro. In segui­to a que­sto tra­gi­co even­to ognu­no mani­fe­sta il pro­prio dispia­ce­re, ma subi­to vie­ne mostra­ta l’effimerità di que­sto dispia­ce­re. Tut­ti i per­so­nag­gi con­ti­nua­no a par­la­re di sé e dei pro­pri pro­ble­mi d’amore, ad ecce­zio­ne dell’uomo alla ricer­ca dell’anima gemel­la che per un perio­do leg­ger­men­te più lun­go con­ti­nua ad espri­me­re il pro­prio tur­ba­men­to, for­se per­ché è l’unico a non esse­re distrat­to dall’amore. Il dispia­ce­re degli altri per­so­nag­gi si tra­sfor­ma in disa­gio e tut­ti fini­sco­no per inner­vo­sir­vi: spia­ce, però sia­mo mol­to in ritardo.

IMPEGNO E DISIMPEGNO

Tut­te que­ste dina­mi­che ven­go­no mostra­te al pub­bli­co e al pub­bli­co stes­so vie­ne lascia­to il com­pi­to di inte­rio­riz­zar­le e ana­liz­zar­le cri­ti­ca­men­te. La scel­ta regi­sti­ca è quel­la di sol­le­va­re del­le que­stio­ni di tipo rela­zio­na­le sen­za pro­por­re alcu­na solu­zio­ne, ser­ven­do­si di una vena comi­ca, resa attra­ver­so la ripe­ti­ti­vi­tà, a vol­te ecces­si­va, e le musi­che mol­to orec­chia­bi­li che riman­go­no, ine­vi­ta­bil­men­te, nel­la testa.

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Giampaolo Romano
Stu­den­te di Let­te­re che pro­va a scri­ve­re qual­co­sa di inte­res­san­te e nel frat­tem­po cer­ca di diver­tir­si e rilassarsi

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