Questo mese Da Riascoltare propone La mia stanza, il secondo album in studio di Naska, attraverso curiosità e chicche.
È il 5 maggio 2023 quando Diego Caterbetti, in arte Naska, ritorna sulla scena punk italiana con il suo lavoro nuovo di zecca, La mia stanza, col titolo che sembra un invito ad entrare nella parte più personale della sua vita.
L’artista aveva debuttato nel panorama musicale sotto un’onda più incentrata sul rap/trap, per poi consolidarsi tra gli artisti più rilevanti del punk rock con il suo primo album Rebel (curiosità: è il nome della sua nipotina!)
Il prodotto contiene in totale dieci tracce:
- A testa in giù — un’introduzione perfetta per far capire la personalità di chi canta questo album: follia, creatività e un pizzico di malizia, tutto compresso in un brano ritmato e coinvolgente, con un pa pa ra che ti impedisce di stare composto.
- Mai come gli altri — un chiaro messaggio: non sarò mai come gli altri. Un dialogo che fa da inno alla diversità travestito da hit orecchiabile e scatenata, seppur consapevole di star lanciando una riflessione.
- Non me ne frega un cazzo — con questo brano il cantautore appende il manifesto di sè, quasi consigliando a chi ascolta di fare la stessa cosa: è ora di pensare più a se stessi, il resto è noia.
- A Nessuno — un brano dalle sonorità più delicate, che però fanno più male: si evince quasi un senso di protezione verso un’ipotetica persona amata, perché il testo mette in evidenza che al giorno d’oggi nessuno si preoccupa più di come ci si sente veramente.
- Pronto Soccorso — un brano allegro, quasi divertente, che allude a quell’amore che entra in testa e a cui si pensa anche nelle situazioni più assurde, che ti fa ritrovare persino al pronto soccorso sbronzo coi dottori a parlare di te.
- Cattiva — il pezzo più intimo e fragile dell’album: le atmosfere punk lasciano spazio ad una versione acustica, regalando un brano inaspettato che parla di quelle attrazioni sbagliate ma inevitabili, irrinunciabili e che, a modo loro, ti trasformano.
- Fottuto Sabato — la descrizione di quel giorno della settimana dove ci si dovrebbe solo divertire, ma nel passare il limite ci si trova in una spirale infinita necessaria per nascondere ciò che si prova veramente.
- Male — la traccia più dolorosa dell’album, non solo per il titolo, ma anche per il contenuto. Mi va bene anche se mi fai male è un segnale chiarissimo che fa intuire fino a dove può arrivare una persona che ama davvero.
- Fuori Controllo — si rientra nella carreggiata più punk con un brano folle ed esplosivo, che racconta l’identità per niente perfetta e fuori da ogni etichetta, che funge da biglietto da visita per evidenziare la personalità e, soprattutto, la diversità.
- Wando — l’album si chiude con un pezzo personale: il titolo è il nome d’arte di suo padre, anch’egli musicista — a cui è dedicata -, e il testo sembra quasi una lettera di scuse e mette a nudo le vulnerabilità più nascoste.
Bonus: La mia stanza ha anche una versione deluxe che contiene Cattiva +/- Cattiva, la realizzazione del brano contenuto nella versione originale con un’identità più punk ed esplosiva. Il testo è lo stesso, ma l’atmosfera cambia; in aggiunta ci sono anche la versione acustica di Mai come gli altri e Fine Settembre, un brano inaspettato ma in pieno stile Naska, che racconta di storie in loop, monotone, come quando finisce l’estate e ci si aspetta che tutto cambi, ma in realtà non cambia nulla.
Non è da tutti saper descrivere le situazioni quotidiane con onestà brutale, ma Naska ce l’ha fatta, e lo ha dimostrato attraverso la sua penna.

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