Il 26 gennaio Radio Statale, la radio studentesca di UniMi, ha espulso il programma satirico Convivio e Sigarette a causa di ripetute violazioni dello Statuto e del Regolamento. Facciamo un po’ di chiarezza.
«Attento a quello che dici perché ci sta ascoltando Ellie, la nostra direttrice».
«Se Tony non fa più radio, podcast, sapete il motivo».
«Non mi esprimo sennò ci chiudono la trasmissione».
Queste frasi, pronunciate ironicamente da speaker e ospiti del programma Convivio e Sigarette (CeS) il 20 gennaio, si sono rivelate profetiche: meno di una settimana dopo CeS sarebbe stato cancellato e gli speaker espulsi da Radio Statale (RS); la puntata non sarebbe stata pubblicata fino a febbraio.
La puntata con ospiti gli attivisti palestinesi Mariam Ghassam e Karem Rohana, infatti, avrebbe infranto il Regolamento dell’associazione, come comunicato in modo informale il 23 gennaio dalla direttrice Elena De Lorenzo a due conduttori di CeS, che preferiscono essere chiamati solo per nome, Andrea e Giacomo. Il direttivo l’aveva deciso all’unanimità e avrebbe ufficializzato tutto all’assemblea plenaria della mattina seguente.
Lì, in ossequio allo Statuto di RS e su richiesta di Andrea, l’espulsione è stata confermata con un voto a maggioranza di tutti i membri presenti.
Le motivazioni esposte durante la riunione non si limiterebbero alla puntata del 20 gennaio, ma includerebbero una serie di precedenti nelle tre stagioni di vita del programma, che avrebbero comportato dei richiami dalle strutture universitarie a causa di ritardi e chiavi perse, racconta RS a Vulcano.
Il programma, parlando con Vulcano, si smarca parzialmente da queste accuse e nega alcun richiamo: «È mai venuta l’Università a minacciarci? Ha mai scritto qualcuno sentendosi offeso? Ci ha mai querelato qualcuno? No. Sono minacce di fantasmi».
Tuttavia, tralasciando gli episodi di condotta, esistevano precedenti concernenti la natura editoriale?
Lo scontro sui contenuti e sulla moderazione
Nel 2025 lo speaker Antonio, noto anche come Tony da Milano, aveva ammesso, in una chat informale di RS, di aver sostenuto Hamas ed Hezbollah in diretta, due settimane prima, venendo comunque tagliato nel montaggio. La maggioranza del direttivo aveva deciso di cancellare il programma contro il parere della direttrice. Dopo una mediazione, lo speaker era stato “graziato” e sospeso per un mese da RS, dietro l’impegno a non ripetere il comportamento, pena la cancellazione di CeS.
L’intervento di De Lorenzo, racconta una seconda fonte, aveva generato diversi malumori interni al direttivo stesso.
Resta da capire se il 20 gennaio abbia rappresentato una “recidiva” o no.
Stando anche al comunicato, gli errori di CeS sarebbero diversi, comunque legati alla natura delle critiche espresse contro Israele (con auspici di bombardamento), oltre che contro Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana. La problematicità starebbe sia nelle modalità, sia nei contenuti, che avrebbero violato l’aparticità della radio: l’ultimo comunicato di RS parla anche di «antisemitismo latente», accusa che gli speaker di CeS hanno definito eccessiva e ai limiti dell’offesa personale.
Gli speaker di CeS argomentano di non essere professionisti e di non aver moderato eccessivamente gli ospiti per la natura satirica del programma «esageratamente irriverente e oltre le linee», mentre dal direttivo anche i conduttori vengono accusati di aver «fomentato» gli attivisti, di aver parlato di «porci sionisti» e di non aver vagliato a monte la rischiosità degli ospiti.
Per garantire l’apartiticità, secondo un membro del direttivo, sarebbe stato utile un contraddittorio, ma l’applicazione di questo concetto alla questione palestinese è stata rigettata da alcuni speaker esterni al programma, sentiti da Vulcano. Lo stesso membro del direttivo ammette che negare un genocidio a Gaza sarebbe falso, ma avrebbe evitato parzialità.
Censura e abuso di potere?
Nel comunicato del 2 febbraio, si dice che «Radio Statale accoglie la discussione sul genocidio palestinese, senza censura, ma con termini consoni, come è stato fatto ripetutamente da altri programmi».
Secondo una fonte nel direttivo, la maggior parte dei membri di RS sostiene la causa palestinese e sarebbe solo un caso che le dichiarazioni ritenute eccessive avessero come oggetto Israele – prova ne sarebbe una precedente puntata di CeS sullo stesso tema, che non aveva generato conseguenze.
La stessa fonte specifica che il problema di CeS sta nella linea editoriale troppo simile al programma La Zanzara (che spesso ospita proprio Antonio), che esporrebbe RS a querele da cui non può difendersi: De Lorenzo menziona le critiche mosse alla Radio dalla Comunità Ebraica di Milano, nel 2021, dopo l’accusa a Israele di genocidio e sterminio – una reazione che in questo caso non si è verificata.
Per gli speaker di CeS, invece, sarebbe proprio il format satirico a giustificare la leggerezza con cui sono stati affrontati determinati temi: la cancellazione del programma sarebbe un accanimento e un abuso da parte di alcune persone, gelose del proprio potere, che invece servirebbe agli altri per imparare.
A detta di De Lorenzo, il primo direttore che ha avuto a che fare con il programma, Tobia Maggiorelli, era stato molto più permissivo nei confronti di CeS. Gli speaker, infatti, confermano che «i temi trattati erano gli stessi, a volte le cose dette erano anche peggiori. Eppure nessuno ha mai minacciato la chiusura, se non le stesse persone che dal primo anno del Convivio dicevano che questo programma deve chiudere perché esagera. Al terzo ce l’hanno fatta».


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