Alysa Liu non ha solo vinto due ori alle olimpiadi, ma ha smosso le nostre coscienze, ricordandoci che siamo liberi di fare ciò che vogliamo, come vogliamo, e che l’unico vero obiettivo è la nostra felicità.
La storia di Alysa Liu è unica ancor prima della sua nascita. Figlia di due dissidenti cinesi, nasce nel 2005 in California, tramite maternità surrogata. Inizia a pattinare a cinque anni e, già nel 2017, gareggia a livello internazionale. A dodici anni diventa la più giovane pattinatrice ad eseguire un triplo axel. La sua carriera decolla rapidamente: si classifica seconda al Junior Grand Prix e nel 2021 vince l’oro sia al Nebelhorn Trophy sia al Lombardia Trophy.
Il ritiro
Le cose cambiano con l’arrivo del COVID-19. Dopo una vita scandita da disciplina ferrea — tra allenamenti quotidiani e controlli rigorosi persino sull’acqua bevuta — Alysa si trova costretta a fermarsi. È la sua prima vera pausa.
Quella sensazione però le piace: per la prima volta può vivere come una ragazza normale. Paradossalmente la pandemia le permette di uscire dalla bolla in cui si sentiva rinchiusa.
Dopo aver conquistato il sesto posto alle Olimpiadi invernali di Pechino del 2022, annuncia il suo ritiro con un post su Instagram.
Questo periodo — tra uscite con gli amici, studi di psicologia al college e, finalmente, senza più restrizioni alimentari — le è fondamentale per rendersi conto che il pattinaggio, in realtà, le manca.
Allontanarsi le permette di cambiare prospettiva e porsi una domanda cruciale: «Odio il pattinaggio oppure odio il modo in cui pattinavo?».
Il ritorno
Nel 2024 chiama il suo coach per dirgli che vuole tornare a pattinare, ma ad una sola condizione — decidere tutto lei: dalla musica agli allenamenti, dalla dieta fino ai vestiti.
In un ambiente sportivo che raramente concede libertà alle atlete, la pattinatrice sceglie di prendersi il suo spazio. Perché Alysa non è solo un’atleta: è un’artista.
«Ho solo aggiunto il pattinaggio alla mia vita, ma pattinare non è più la mia vita». Alysa ritorna sul ghiaccio ma senza più rinunciare a se stessa e alla sua vita sociale.
Con questa nuova consapevolezza, capelli a strisce e piercing alle labbra, Liu arriva alle Olimpiadi e conquista due medaglie d’oro nel pattinaggio di figura.
La sua performance riflette pienamente il suo percorso: è rilassata, sorridente, non gareggia solo per vincere ma per divertirsi.
Durante una conferenza stampa rilasciata da U.S. figure skating, Alysa racconta la sua mentalità: «Cosa c’è da perdere? Ogni secondo che ti trovi qui stai guadagnando qualcosa. Non c’è nulla che puoi perdere».
Per lei vincere non è la cosa più importante: ciò che conta davvero è vivere il presente e godersi ciò che fa.
Fermarsi e ascoltarsi
Alysa utilizza lo spazio mediatico conquistato con i suoi risultati per trasmettere un messaggio semplice e potente: prendersi delle pause è necessario. A volte, infatti, l’unico modo per capire cosa non funziona è fermarsi, allontanarsi e osservare con maggiore lucidità.
Nel suo caso, questo distacco le ha fatto capire che il problema non era il pattinaggio, ma il ritmo e i modelli imposti da quel mondo. Eppure non si è arresa: è tornata sul ghiaccio, ma questa volta alle sue condizioni, imponendo i propri ritmi.
La sua storia colpisce perché si inserisce in una società che corre sempre più veloce e lascia poco spazio all’ascolto interiore. Ma il punto non è solo fermarsi: è capire che, a volte, ciò che amiamo resta tale, anche se le pressioni esterne ci fanno credere il contrario. Spesso siamo erroneamente portati a pensare che per essere produttivi sia necessario rinunciare a qualcosa di noi.
Distaccarsi significa imparare a conoscersi, essere fedeli a se stessi e adattare ciò che si fa alla propria identità — nello sport, nel lavoro, nella vita — invece di rimpicciolirsi per rientrare in standard e ritmi imposti. Non esiste un ritmo giusto se non quello che sentiamo dentro.
I momenti difficili — dice la campionessa — non sono low point, ma learning point: passaggi essenziali per crescere.
In un mondo che insegna a non mollare mai, Alysa ha vinto proprio dopo essersi fermata.
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