In un regno ispirato alla Cina imperiale, Maomao ci insegna che non è necessario scatenare sanguinose rivoluzioni per cambiare la società e migliorare la condizione femminile.
Il monologo della speziale, nell’originale giapponese Kusuriya no hitorigoto, è una light novel dell’autrice Natsu Hyuga, adattata ad anime mistery in onda per la prima volta nel 2023, con una seconda stagione nel 2025 e una terza in arrivo alla fine del 2026.
La serie è ambientata in un regno ispirato alla Cina imperiale, con elementi tratti dalla storia delle dinastie Tang e Ming, e le vicende si svolgono nella Corte interna dell’imperatore. Nella corte risiedono più di duemila donne, tra consorti di alto, medio e basso rango, accompagnate dalle loro ancelle. Lo scopo dell’harem è generare un erede al trono, ma anche tenere “in ostaggio” le figlie dei clan più influenti per garantirsene la fedeltà. Alle donne, infatti, non è concesso lasciare la Corte Interna mentre gli uomini estranei alla famiglia imperiale non possono accedervi, a meno che non siano eunuchi.
La protagonista della storia è Maomao, una giovane speziale, cresciuta nel quartiere del piacere dal padre adottivo, un medico, e dalle cortigiane del Padiglione Verderame. Dopo essere stata rapita, viene venduta alla Corte Interna dove comincia a lavorare dapprima come lavandaia e in seguito come ancella della consorte Yuye, favorita dell’imperatore. Grazie alle sue conoscenze di veleni e piante curative, risolve i misteri che sconvolgono l’harem salvando la vita all’imperatore e alle sue consorti.
Un’eroina fuori dal comune
Il monologo della speziale ci propone una protagonista femminile molto diversa da quelle a cui siamo abituati oggi: non è la donna perfetta e bellissima, capace di fare qualsiasi cosa; ma un personaggio che si fa strada con intelligenza e umiltà, nel rispetto del suo ruolo.
Come Maomao, tutte le donne della storia agiscono in autonomia: un esempio è la consorte Yuye, che invia alla propria famiglia di mercanti numerose lettere sulle più recenti decisioni commerciali per favorire la loro attività. La consorte Aduo, invece, seppur allontanata dalla Corte Interna perché incapace di generare un erede, è tenuta in grande considerazione dall’imperatore, tanto che questo si confronta spesso con lei come confidente.
Ogni donna presente nell’anime porta avanti la propria battaglia silenziosa: dalle cortigiane che adottano stratagemmi per far abbassare il proprio valore ed essere riscattate dai propri amati, alle bambine come Xiaolan, che vogliono studiare per garantirsi un futuro. In questa serie non ci sono cambiamenti improvvisi e violenti, ma si assiste a un’evoluzione del ruolo femminile più sottile.
Un’evoluzione realistica dei personaggi femminili
In questa serie il tema del femminismo viene mostrato realisticamente, poiché si attiene fedelmente al contesto storico-sociale in cui è ambientata la storia. Le protagoniste, pur vivendo relegate e isolate dalla società, riescono infatti a lasciare in essa una propria impronta. In questa narrazione non si ricorre ai soliti cliché: non vediamo mai le donne impugnare una spada o guidare eserciti ribelli, né contravvenire alle regole loro imposte. Non si tratta quindi di una rivoluzione della rappresentazione delle figure femminili in maniera violenta e spettacolare, bensì di un’evoluzione, in cui la donna non deve necessariamente comportarsi come un uomo per tenergli testa.
Maomao e le donne della Corte Interna ci insegnano che si può migliorare la propria posizione grazie alle conoscenze e peculiarità di cui si dispone, senza essere costrette a snaturarsi. Le protagoniste non cercano di diventare simili agli uomini per affermarsi, ma valorizzano il loro essere donne fino alla fine, riuscendo comunque a raggiungere i propri scopi senza essere spettatrici passive. Insomma, se avessimo visto le consorti impugnare spade e guidare le loro ancelle alla conquista della Corte Imperiale, avremmo assistito all’ennesimo goffo tentativo di dare valore al genere femminile caratterizzandolo con tratti meramente maschili.
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