Malasanità in Italia

Quando il sistema sanitario non fornisce adeguatamente le cure necessarie

Domenico Caliendo e il cuore “bruciato”: la nascita della fondazione che porterà il suo nome per aiutare le vittime di malasanità, l’analisi del fenomeno e la sua origine.

Il 21 feb­bra­io mori­va all’Ospedale Monal­di di Napo­li, a soli 2 anni e mez­zo, Dome­ni­co Calien­do, a segui­to di un tra­pian­to di cuo­re fallito.

Dopo que­sta tra­ge­dia, i geni­to­ri di Dome­ni­co, Patri­zia Mer­co­li­no e Anto­nio Calien­do, han­no espres­so la volon­tà di crea­re una fon­da­zio­ne in memo­ria del figlio, per impe­di­re che tut­to ciò ven­ga dimen­ti­ca­to, ma soprat­tut­to, secon­do quan­to dichia­ra­to dal Comi­ta­to pro­mo­to­re del­la Fon­da­zio­ne Dome­ni­co Calien­do per  «dare sup­por­to a chi vive un dolo­re simi­le a quel­lo dei geni­to­ri del bim­bo mor­to al Monaldi».

Malasanità come indicatore di fenomeni diversi

Il ter­mi­ne mala­sa­ni­tà si rife­ri­sce a deter­mi­na­te situa­zio­ni in cui il siste­ma sani­ta­rio non rie­sce a for­ni­re cure ade­gua­te, por­tan­do all’insorgenza di dan­ni per­ma­nen­ti a disca­pi­to dei pazienti.

Que­sto feno­me­no può por­ta­re a con­se­guen­ze più o meno gra­vi: lesio­ni per­ma­nen­ti, gra­vi inva­li­di­tà, e, nei casi più estre­mi, alla morte.

In Ita­lia, il ter­mi­ne mala­sa­ni­tà è uti­liz­za­to per indi­ca­re feno­me­ni diver­si, tra i qua­li rile­va­no quel­li di segui­to ripor­ta­ti: l’errore medi­co, le cure o pra­ti­che super­flue, che pos­so­no rive­lar­si inu­ti­li o addi­rit­tu­ra dan­no­se e la cat­ti­va gestio­ne del­la sani­tà pub­bli­ca, con i suoi tem­pi ecces­si­va­men­te lun­ghi, per quan­to riguar­da sia l’assistenza sia le pre­no­ta­zio­ni del­le pre­sta­zio­ni necessarie.

Le origini del termine

Il pri­mo accen­no a que­sto tema risa­le al 1768, quan­do il giu­ri­sta ingle­se Sir Wil­liam Black­sto­ne, nei suoi Com­men­ta­ries on the Laws of England, par­lò per la pri­ma vol­ta di mala pra­xis (diven­ta­to poi mal­prac­ti­ce) rife­ren­do­si nel­lo spe­ci­fi­co all’attività medica.

Il ter­mi­ne ven­ne in segui­to ripre­so nel 1879 su un gior­na­le medi­co, finen­do poi con il dive­ni­re mol­to dif­fu­so ver­so la fine del XX secolo.

L’analisi dei dati

Per riu­sci­re mag­gior­men­te a com­pren­de­re que­sto feno­me­no, è oppor­tu­no esa­mi­na­re i dati for­ni­ti da Peri­plo fami­lia­re, un’associazione dedi­ca­ta pro­prio esclu­si­va­men­te all’assistenza lega­le del­le vit­ti­me di mala­sa­ni­tà che inten­do­no otte­ne­re un risar­ci­men­to per i dan­ni subiti.

In base ai dati rac­col­ti da que­sta asso­cia­zio­ne, le per­cen­tua­li di casi di erro­ri sani­ta­ri sono del 32,2% al Nord, del 23,2% al Cen­tro e il 44,5% al Sud e nel­le iso­le, la qua­le costi­tui­sce la per­cen­tua­le più alta.

Un altro dato che con­sen­te di capi­re effet­ti­va­men­te la gra­vi­tà del­la mala­sa­ni­tà è l’indicatore di mor­ta­li­tà evi­ta­bi­le, il qua­le si rife­ri­sce ai deces­si del­le per­so­ne con un’età infe­rio­re ai 75 anni di età che potreb­be­ro signi­fi­ca­men­te esse­re ridot­ti. Que­sto indi­ca­to­re si com­po­ne di due com­po­nen­ti prin­ci­pa­li: la mor­ta­li­tà trat­ta­bi­le, che si rife­ri­sce a quei deces­si che potreb­be­ro esse­re con­te­nu­ti con un inter­ven­to sani­ta­rio imme­dia­to ed effi­ca­ce, e la mor­ta­li­tà pre­ve­ni­bi­le, ossia quel­la che può esse­re evi­ta­ta gra­zie alla pre­ven­zio­ne di salu­te pubblica.

Il fallimento di una catena di procedure

La mor­te di Dome­ni­co, e il veri­fi­car­si di altri casi di ana­lo­ga enti­tà, non costi­tui­sce il fal­li­men­to dell’intero siste­ma di tra­pian­ti ita­lia­no, ma è il fal­li­men­to di una cate­na di pro­ce­du­re. Per­ché tec­no­lo­gia, for­ma­zio­ne, comu­ni­ca­zio­ne e pro­to­col­lo non sono optio­nal: sono di fon­da­men­ta­le impor­tan­za per cer­ca­re di ridur­re al mini­mo que­sti esi­ti fatali.

Con­di­vi­di:
Rebecca Vitelli
Ado­ro leg­ge­re e impa­ra­re cose nuo­ve e quan­do non fac­cio que­ste due cose scri­vo per dare al mon­do il mio contributo.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.