Medicina a rischio: il Ministero vuole rivedere il Polo Centrale

Dopo una visita della CEV, il Ministero impone la modifica del Polo Centrale

Il Ministero, dopo una visita della CEV, sostiene che l’attuale organizzazione del Polo Centrale crei delle disparità tra gli studenti di Medicina, e pretende che l’ordinamento venga modificato in tempi brevissimi, pena la chiusura del corso di laurea.

Medicina e il Polo Centrale

Uni­mi offre tre cor­si di lau­rea in Medi­ci­na, in base all’ospe­da­le di rife­ri­men­to del­lo stu­den­te: il Polo Vial­ba, il Polo San Pao­lo e il Polo Cen­tra­le. Il pri­mo fa rife­ri­men­to all’ospedale Sac­co, e il secon­do fa rife­ri­men­to all’ospedale S. Pao­lo. Il ter­zo, tut­ta­via, pre­sen­ta un’orga­niz­za­zio­ne più com­ples­sa. I pri­mi anni sono svol­ti in comu­ne, men­tre dal ter­zo anno gli stu­den­ti si divi­do­no in tre linee: la mag­gior par­te degli stu­den­ti ven­go­no invia­ti all’ospedale Poli­cli­ni­co, una par­te al San Giu­sep­pe e un ulti­mo grup­po è asse­gna­to al Galeazzi.

I moti­vi di que­sta orga­niz­za­zio­ne com­pli­ca­ta sono mol­te­pli­ci, a par­ti­re da que­stio­ni logi­sti­che fino al rispet­to del­le con­ven­zio­ni sti­pu­la­te con enti ospe­da­lie­ri. La divi­sio­ne al ter­zo anno è defi­ni­ti­va: una vol­ta asse­gna­ti a un polo ospe­da­lie­ro, si fre­quen­ta quel­la sede fino al rag­giun­gi­men­to del­la lau­rea. L’assegnazione avvie­ne tra­mi­te gra­dua­to­ria basa­ta sui voti e sui CFU degli esa­mi soste­nu­ti entro i pri­mi due anni di corso.

La CEV e le “criticità”

La Com­mis­sio­ne di Esper­ti per la Valu­ta­zio­ne (CEV) è l’organo mini­ste­ria­le pre­po­sto all’accre­di­ta­men­to uni­ver­si­ta­rio, cioè la con­ces­sio­ne data agli ate­nei per cui la lau­rea ero­ga­ta risul­ta vali­da a tut­ti gli effet­ti. Sen­za l’accreditamento, il valo­re del­la lau­rea con­se­gui­ta è nul­lo. L’accreditamento è dato all’ateneo dopo visi­te perio­di­che da par­te del­la CEV, la qua­le sti­la un rap­por­to di valutazione.

Dopo l’ultima visi­ta, la CEV sostie­ne che l’attuale orga­niz­za­zio­ne del Polo Cen­tra­le sia da rive­de­re. La Com­mis­sio­ne si tro­va in disac­cor­do con la moda­li­tà di asse­gna­zio­ne dell’ospedale, che a tut­ti gli effet­ti risul­ta esse­re una gra­dua­to­ria basa­ta sui voti del­lo stu­den­te. Inol­tre, sostie­ne che la divi­sio­ne spa­zia­le del­le tre linee, che per­ma­ne fino alla fine degli stu­di, crei del­le dispa­ri­tà tra stu­den­ti: nono­stan­te il cor­so sia lo stes­so, e la lau­rea ero­ga­ta risul­ti la mede­si­ma, gli stu­den­ti — sostie­ne la CEV — avran­no fre­quen­ta­to repar­ti e pro­fes­so­ri diver­si, che si tra­du­ce in un’offerta for­ma­ti­va diversa.

Sul­la base di que­ste moti­va­zio­ni, la Com­mis­sio­ne ha comu­ni­ca­to alla Pre­si­den­za del CdL la neces­si­tà di modi­fi­ca­re l’organizzazione del Polo, pena la chiu­su­ra del cor­so di laurea.

Le opzioni proposte

La pri­ma opzio­ne por­ta­ta avan­ti è la divi­sio­ne defi­ni­ti­va del Polo. Cia­scun ospe­da­le diven­te­reb­be così un polo a sé stan­te: anzi­ché ave­re un uni­co Polo Cen­tra­le, si cree­reb­be un Polo Poli­cli­ni­co, un Polo San Giu­sep­pe e un Polo Galeaz­zi-Rho. Que­sta pro­po­sta è sta­ta imme­dia­ta­men­te scar­ta­ta dal­la Pre­si­den­za, poi­ché negli ospe­da­li non ci sono gli spa­zi per acco­glie­re sei anni di medi­ci­na. Man­ca­no anche le risor­se: i docen­ti non sono suf­fi­cien­ti per crea­re due poli ex novo, e pare non ci sia­no i fon­di per tro­va­re docen­ti nuo­vi. Quan­do agli orga­ni supe­rio­ri dell’Ateneo è sta­ta espo­sta que­sto limi­te, han­no rispo­sto che “esi­ste la docen­za a con­trat­to”, solu­zio­ne che comun­que non col­me­reb­be il problema.

La secon­da opzio­ne è quel­la di svol­ge­re in comu­ne tut­ti e sei gli anni. Anche que­sta pro­po­sta è sta­ta scar­ta­ta, pri­ma­ria­men­te data la man­can­za di aule.

La ter­za opzio­ne, non­ché quel­la più pro­ba­bi­le, è fare un miscu­glio. Gli stu­den­ti dovreb­be­ro gira­re in tut­ti e tre gli ospe­da­li, facen­do una rota­zio­ne di ambien­ti, repar­ti e aule, oltre ai con­sue­ti tiro­ci­ni che si svol­go­no già in sedi diver­se. L’organizzazione diven­te­reb­be in que­sto modo cao­ti­ca, ma per ora rima­ne l’unico modo per non modi­fi­ca­re radi­cal­men­te l’attuale ordinamento.

La Presidenza e gli studenti

La Pre­si­den­za del CdL è al lavo­ro per garan­ti­re, entro i tem­pi stret­tis­si­mi impo­sti dal­la Com­mis­sio­ne, una cor­ret­ta tran­si­zio­ne dall’attuale orga­niz­za­zio­ne a quel­la com­pa­ti­bi­le coi rap­por­ti CEV. In ogni caso, con que­sta inge­ren­za mini­ste­ria­le negli equi­li­bri fine­men­te crea­ti­si negli anni, saran­no gli stu­den­ti a risen­tir­ne mag­gior­men­te. La rior­ga­niz­za­zio­ne aggra­va i pro­ble­mi logi­sti­ci cau­sa­ti dal seme­stre fil­tro e dal cam­bia­men­to didat­ti­co con il Grup­po San Dona­to e, qua­lo­ra si doves­se deci­de­re di far gira­re tut­ti gli stu­den­ti tra tut­ti gli ospe­da­li, vie­ne meno l’ambiente di clas­se che tipi­ca­men­te si crea al Polo Cen­tra­le. Tale ambien­te di grup­po, in una facol­tà dif­fi­ci­le e com­ples­sa come Medi­ci­na, è fon­da­men­ta­le per il benes­se­re psi­co­so­cia­le del­lo stu­den­te. Con una costan­te rota­zio­ne di grup­pi e spa­zi, i lega­mi inter­per­so­na­li potreb­be­ro venir meno, acuen­do i sen­si di dif­fi­col­tà che mol­ti riscon­tra­no nel loro per­cor­so universitario.

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Jose Orlando Rodriguez Oyuela
Ogni tan­to stu­dio medi­ci­na, ogni tan­to leg­go, ogni tan­to scri­vo, e ogni tan­to impa­ro cose nuove.

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