Haydn riuscì a tradurre un momento liturgico, centrale per la tradizione cristiana, in un’opera musicale estremamente espressiva. Seppure strettamente unita alla religione, la composizione è ancora eseguita dalle orchestre e riesce a comunicare ad ogni ascoltatore, indipendentemente dalla cultura musicale e dal credo religioso.
Sabato 7 marzo si è tenuto un evento musicale gratuito presso la chiesa parrocchiale di Melzo. L’orchestra dell’associazione musicale Guido D’Arezzo ha eseguito un’Opera di Haydn intitolata Le Ultime Sette Parole Di Cristo Sulla Croce, nella versione per soli archi.
Chi fu Franz Joseph Haydn
Nato nel 1732 nel paese di Rohrau, in Austria, iniziò lo studio della musica sotto la guida del cugino Franck. A otto anni si trasferì a Vienna dove studiò canto, violino, clavicembalo e composizione. Negli anni della maturità poté lavorare a stretto contatto con la famiglia nobiliare degli Esterhàzy e la diffusione tramite stampa delle sue opere gli permise di essere celebrato e ammirato in tutta Europa. Sciolta l’orchestra della famiglia nobiliare presso la quale lavorava, nel 1790 viaggiò a Londra dove fece conoscere un gruppo di sinfonie composte e dirette da lui per l’occasione, dopo aver accettato l’invito dell’impresario londinese Salomon. Inoltre, ricevette ad Oxford la laurea ad honorem. Tornò a Vienna, al seguito di un principe degli Esterhàzy, dove morì ricoperto di onori nel 1809.
La composizione
Come la maggior parte delle composizioni musicali del tempo, l’Opera fu commissionata: nel 1786 Haydn venne contattato dal vescovo don Jose Sanchez de Santa Maria di Cadice e, dalla Spagna, gli chiese di creare un’opera che potesse accompagnare la liturgia di Pasqua, più precisamente del Venerdì Santo. La difficoltà per il compositore risiedette nel riuscire a far parlare gli strumenti, senza l’ausilio del coro: poter esprimere contenuti di una certa rilevanza teologica,senza un testo cantato, traducendoli in melodia e riuscirci brillantemente fu indice di grande maestria ed espressività.
L’opera si sviluppa in otto brani: il primo è l’introduzione, gli altri sette sono sonate in tempo lento, intitolate con le parole o frasi che la tradizione cristiana trasmette come le ultime pronunciate da Cristo sulla croce. Ogni brano è presentato da un breve intervallo testuale che dà informazioni sul titolo e sul contesto dell’esecuzione musicale. Da una lettera dell’autore sappiamo che spesso l’intermezzo testuale era affidato al vescovo o sacerdote che decideva di tenere il concerto durante la propria messa.
Breve guida all’ascolto
La composizione sarebbe da ascoltare per intero, tuttavia è di natura suddivisa in sonate: ciò permette sia l’ascolto di singoli brani, sia l’ascolto integrale dell’opera, immaginando che le sonate siano le parti di un organismo più grande. La guida all’ascolto permette entrambe le varianti, a discrezione del lettore/ascoltatore:
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