Eseguire le votazioni d’ateneo in modo telematico garantirebbe una maggiore partecipazione da parte degli studenti.
Il 5 e 6 maggio 2026, dalle 9 alle 18, e il 7 maggio dalle 9 alle 14, si terranno le elezioni per i rappresentanti degli studenti nei vari organi di governance di Unimi: il Senato Accademico, il Consiglio d’Amministrazione, i comitati di direzione delle Facoltà e dei vari dipartimenti dell’Ateneo.
Le votazioni si tengono in presenza tramite postazioni informatiche nei seggi preposti. Dopo aver inserito le proprie credenziali d’ateneo, lo studente che abbia diritto di voto potrà esprimere la propria preferenza sia per la lista che per il singolo candidato da eleggere nell’organo decisionale.
Le criticità
La decisione di compiere le operazioni di voto in presenza penalizza tutte quelle facoltà che prevedono la frequenza obbligatoria o lo svolgimento di tirocini in strutture esterne all’università. Il testo del decreto rettorale che indice le elezioni, per esempio, non prevede la giustificazione delle assenze dovute all’esercizio del diritto di voto. Ciò è aggravato dal fatto che alcuni corsi di laurea prevedono l’impegno dello studente per la quasi totalità della giornata alle attività didattiche. Per citare un caso, alcuni studenti di Odontoiatria devono frequentare i reparti dalle 8:30 alle 17:30, tempistiche che rendono impossibile recarsi in presenza al seggio per votare.
Nel caso di Medicina, benché sia presente un seggio in corrispondenza di ogni polo didattico, molti studenti devono frequentare ospedali terzi a quelli di riferimento del polo. Ad esempio, per quanto riguarda il polo centrale, benché solitamente sia presente un seggio in vicinanza all’ospedale Policlinico, alcuni studenti devono frequentare ospedali distanti dalla sede elettorale, per esempio il Niguarda o il Galeazzi. Ciononostante, circa il 60% del corso di laurea si reca alle urne. Al contrario, i CdL delle professioni sanitarie, che presentano un numero molto più elevato di studenti (nell’ordine di diverse migliaia), si trovano penalizzati, in quanto devono frequentare strutture meno centralizzate che rendono molto difficoltoso l’atto fisico del recarsi al seggio. De facto, a questi studenti non è garantito il diritto di voto.
Non si possono quindi non citare gli studenti pendolari, i quali si trovano nel dover rinunciare al voto per questioni logistiche.
La soluzione
Si potrebbe ovviare a questo problema con una soluzione tanto semplice quanto intuitiva: il voto online. Per elezioni d’Ateneo basterebbe permettere l’accesso a una piattaforma apposita con le credenziali personali dello studente. Una soluzione del genere è già in atto, per esempio, presso il Politecnico di Milano, nel quale agli studenti è data la possibilità di esprimere le loro preferenze tramite la piattaforma Eligo.
Inoltre, la base per un sistema elettorale telematico e personale è giù in atto: è già possibile dare sostegno alle liste da una piattaforma e‑voting d’Ateneo, per non citare la possibilità di candidarsi telematicamente ai bandi di collaborazione studentesca. L’infrastruttura informatica è già presente, e le votazioni telematiche garantirebbero una maggiore affluenza, nonché un maggior coinvolgimento degli studenti più svantaggiati di partecipare alla vita politica in Unimi.
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