Come nascono i Dramalove? Il nome ha qualche significato particolare?
Sì. Noi partiamo come “No Gravity”, ma il primo discografico con cui abbiamo lavorato ci fece notare che esisteva già un gruppo con quel nome, perciò se avessimo fatto il cosiddetto “botto” sarebbe stato un problema.
Quindi abbiamo pensato qualche notte insonne e abbiamo raggiunto il nome Dramalove: ci piaceva come poteva stare sui manifesti, ci piaceva come suonava. Ha anche un significato più profondo, perché rappresenta l’unione e il contrasto tra bene e il male… Un po’ come lo simbolo dello Yin e Yang, dove l’oscurità non può esistere senza luce e viceversa.
Immaginiamo simpaticamente un festival chiamato “Dramalove Music Festival”: chi abbiamo in line up?
Bella domanda, magari un giorno lo faremo davvero, chissà! Al momento ti dico le mie principali influenze: i Muse, i Placebo, i Deftones, Smashing Pumpkins, i Verdena come rock band italiana… Mio fratello (Riccardo Soncin, il bassista, ndr) metterebbe sicuramente Michael Jackson, anche se non è più tra noi, i The 1975, grandissima band inglese, mentre Luca Battista (il batterista, ndr) metterebbe i Mötley Crüe, quindi attitudine glam rock — senza spaccare gli hotel!
Come vi sentite quando siete sul palco?
Ci sentiamo vivi, è la nostra dimensione più reale, la nostra natura.
In che epoca del rock vorreste vivere?
Gli altri due membri della band, Luca e Riccardo, risponderebbero gli anni ‘80, quindi l’epoca del glam e di MTV; io vado diretto sui primi anni 2000, mi piaceva tanto com’era strutturata l’idea del nu metal e poi sono usciti i miei gruppi preferiti che ti accennavo prima… C’era una magia diversa.
Guarda l’intervista completa sul canale YouTube di Vulcano Statale!

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