La scomparsa dei cristiani da Betlemme

La località simbolo della cristianità è ormai una città musulmana

Basilica Natività esterno
L'esterno della Basilica della Natività di Betlemme, Cisgiordania

Schiacciata sotto il peso del conflitto israelo-palestinese, la comunità cristiana di Betlemme è in rapido declino. Alta emigrazione e bassa fertilità riducono i suoi numeri di anno in anno.

Betlem­me – cit­ta­di­na pale­sti­ne­se che die­de i nata­li a Gesù – è sta­ta per seco­li una del­la loca­li­tà cri­stia­ne del­la Ter­ra San­ta. Nel 1947 i cri­stia­ni for­ma­va­no l’85% dei resi­den­ti; tut­ta­via, nel 1998 la per­cen­tua­le era crol­la­ta al 40%. Oggi non arri­va­no nem­me­no al 20%, con il resto del­la popo­la­zio­ne com­po­sta da pale­sti­ne­si di fede isla­mi­ca. I media israe­lia­ni, come TPS-IL, Jewish News Syn­di­ca­teIsrael Hayom, attri­bui­sco­no il calo alle discri­mi­na­zio­ni – vere o pre­sun­te – per­pe­tra­te dal­la mag­gio­ran­za musul­ma­na. Al con­tra­rio, altri osser­va­to­ri col­le­ga­no il feno­me­no alle dure poli­ti­che impo­ste alla Cisgior­da­nia da Israe­le. Un’analisi più appro­fon­di­ta, però, sve­la una real­tà assai com­ples­sa.

La croce e la mezzaluna

A Betlem­me, cen­tro di qua­si 30.000 ani­me situa­to nel­la Cisgior­da­nia occu­pa­ta da Israe­le, la con­vi­ven­za tra musul­ma­ni e cri­stia­ni ara­bo­fo­ni non sem­bra segna­ta da gra­vi ten­sio­ni inter­re­li­gio­se. Un son­dag­gio con­dot­to nel 2007 sul­la loca­le comu­ni­tà cri­stia­na, pre­pa­ra­to dal Pale­sti­nian Cen­tre for Research and Cul­tu­ral Dia­lo­gue (PCRD), mostra che il 90% degli inter­vi­sta­ti ave­va ami­ci isla­mi­ci, men­tre il 73,3% rite­ne­va che l’Autorità Nazio­na­le Pale­sti­ne­se (ANP) rispet­tas­se il patri­mo­nio cri­stia­no. Del resto, la mino­ran­za reli­gio­sa è ampia­men­te inte­gra­ta nel tes­su­to socia­le del­la Pale­sti­na: diver­si espo­nen­ti del­la stes­sa – come Geor­ge Habash, Wadie Had­dad, Sirhan Sirhan – han­no avu­to ruo­li impor­tan­ti nel­la sto­ria del nazio­na­li­smo palestinese.

Le accu­se di per­se­cu­zio­ne, lan­cia­te dai media israe­lia­ni e dall’americana Chri­stian Broa­d­ca­sting Net­work, si scon­tra­no con le dichia­ra­zio­ni di mol­ti pale­sti­ne­si, secon­do cui le dure poli­ti­che impo­ste dagli israe­lia­ni spin­ge­reb­be­ro la popo­la­zio­ne a emi­gra­re, ridu­cen­do il nume­ro di cri­stia­ni. In base al soprac­ci­ta­to son­dag­gio del PCRD, il 78% degli inter­vi­sta­ti con­di­vi­de­va que­sta spie­ga­zio­ne. Curio­sa­men­te, un’indagine con­dot­ta su cit­ta­di­ni ame­ri­ca­ni mostra che solo il 7,4% incol­pa­va Israe­le del­la fuga di cri­stia­ni da Betlem­me, men­tre il 45,9% rite­ne­va respon­sa­bi­li i musulmani.

Le ragioni dell’esodo cristiano

La con­tra­zio­ne demo­gra­fi­ca del­la comu­ni­tà, che non accen­na a fer­mar­si, è una pia­ga da impu­ta­re tan­to ai tas­si di fecon­di­tà quan­to ai feno­me­ni migra­to­ri. Difat­ti, le fami­glie cri­stia­ne ten­do­no ad ave­re meno figli rispet­to a quel­le musul­ma­ne, favo­ren­do sul lun­go perio­do l’ascesa per­cen­tua­le del­la com­po­nen­te isla­mi­ca. Peral­tro, si trat­ta di una ten­den­za che carat­te­riz­za tut­te le popo­la­zio­ni cri­stia­ne del Medio Oriente.

L’emigrazione, inve­ce, si spie­ga soprat­tut­to con le dif­fi­ci­li con­di­zio­ni che carat­te­riz­za­no le vite dei betle­mi­ti. Un son­dag­gio rea­liz­za­to nel 2006 da Zog­by, al qua­le han­no rispo­sto mil­le cri­stia­ni pro­ve­nien­ti dal­la cit­ta­di­na, mostra che il 79% di essi con­si­de­ra­va l’occupazione israe­lia­na come il moti­vo prin­ci­pa­le dell’esodo.

Infat­ti, Betlem­me è cir­con­da­ta da stra­de uti­liz­za­te dai colo­ni ebrei che popo­la­no tren­ta­set­te inse­dia­men­ti vici­ni, la cui esi­sten­za vie­ne giu­di­ca­ta con­tra­ria al dirit­to inter­na­zio­na­le. Per di più, la bar­rie­ra di sepa­ra­zio­ne israe­lia­na ren­de anco­ra più dif­fi­ci­li gli scam­bi e i con­tat­ti con il resto del­la Ter­ra San­ta, soprat­tut­to con Geru­sa­lem­me: spes­so le costru­zio­ni edi­fi­ca­te da Israe­le sepa­ra­no per­fi­no i con­ta­di­ni dal­le pro­prie ter­re e i fede­li dai luo­ghi di cul­to. Inol­tre, nel cor­so degli anni le fami­glie loca­li han­no soven­te viste con­fi­sca­te le loro pro­prie­tà, desti­na­te alla rea­liz­za­zio­ne di nuo­ve abi­ta­zio­ni asse­gna­te agli israeliani.

Basilica della Natività interno
Fede­li cri­stia­ni in visi­ta alla Basi­li­ca del­la Nati­vi­tà di Betlem­me, Cisgiordania

Nono­stan­te l’importante ruo­lo gio­ca­to dal­le poli­ti­che di Geru­sa­lem­me, figu­ra­no altri ele­men­ti da por­ta­re all’attenzione. L’attività del­le mafie loca­li – gesti­te soli­ta­men­te da musul­ma­ni – insie­me alle disfun­zio­na­li­tà dell’ANP ali­men­ta­no il desi­de­rio di abban­do­na­re per sem­pre la ter­ra nata­le. Le auto­ri­tà pale­sti­ne­si, peral­tro, ten­do­no a favo­ri­re i cit­ta­di­ni musul­ma­ni nell’accesso ai ser­vi­zi, pena­liz­zan­do le minoranze.

Perché i cristiani emigrano maggiormente?

I sud­det­ti pro­ble­mi col­pi­sco­no tan­to i pale­sti­ne­si cri­stia­ni quan­to quel­li musul­ma­ni: tut­ta­via, tra i pri­mi il tas­so di emi­gra­zio­ne è assai supe­rio­re, pur essen­do il desi­de­rio di andar­se­ne ugual­men­te pre­sen­te in ambo i grup­pi. La diver­gen­za è ricon­du­ci­bi­le alla miglio­re istru­zio­ne di cui bene­fi­cia­no i cri­stia­ni, che spes­so appren­do­no lin­gue euro­pee duran­te il loro per­cor­so sco­la­sti­co. Si trat­ta, inol­tre, di una tipi­ca model mino­ri­ty, ovve­ro di una mino­ran­za con­trad­di­stin­ta da uno sta­tus socioe­co­no­mi­co medio-ele­va­to. In aggiun­ta, le affi­ni­tà reli­gio­se – uni­ta all’estrazione urba­na – faci­li­ta­no l’integrazione degli stes­si nel­le socie­tà euro­pee, spes­so dif­fi­den­ti ver­so l’Islam.

Pur­trop­po, data l’attuale situa­zio­ne geo­po­li­ti­ca nel­la regio­ne, la com­ple­ta “scri­stia­niz­za­zio­ne” di Betlem­me è un rischio verosimile.

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Lorenzo Riva
Stu­den­te di Scien­ze sto­ri­che appas­sio­na­to di geo­po­li­ti­ca e lin­gui­sti­ca. La mia pro­fon­da curio­si­tà mi spin­ge ad appro­fon­di­re temi sco­no­sciu­ti ai più.

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