Un festival gratis per tutti al NAMA

NAMA mette in cantiere il Festival della Martesana 2026

Il Nuovo Anfiteatro Martesana punta in alto con il progetto del Festival della Martesana, una raccolta fondi per finanziare 31 giorni di festival culturale completamente gratuito.

 

NAMA è un cen­tro cul­tu­ra­le situa­to nel cuo­re del Muni­ci­pio 2 del­la cit­tà di Mila­no; uno spa­zio poli­va­len­te di cul­tu­ra, socia­li­tà e crea­ti­vi­tà. Inau­gu­ra­to all’i­ni­zio del 2025, il cen­tro è sta­to crea­to per rin­no­va­re l’an­fi­tea­tro costrui­to negli anni ’80 e dare nuo­va vita a que­sto spa­zio, ren­den­do­lo dispo­ni­bi­le per i cit­ta­di­ni. Più di una sem­pli­ce are­na per even­ti, NAMA è una strut­tu­ra cul­tu­ra­le sta­bi­le che ospi­ta atti­vi­tà arti­sti­che, socia­li e spor­ti­ve duran­te tut­to l’an­no. L’o­biet­ti­vo è quel­lo di crea­re un pun­to d’in­con­tro tra i cit­ta­di­ni, le asso­cia­zio­ni e gli ope­ra­to­ri cul­tu­ra­li, orga­niz­zan­do even­ti che coin­vol­ga­no diret­ta­men­te il ter­ri­to­rio e sfrut­tan­do uno dei quar­tie­ri più mul­tiet­ni­ci di Mila­no. In que­sto sen­so, il par­co non è solo uno spa­zio fisi­co, ma diven­ta un luo­go di pro­du­zio­ne cul­tu­ra­le che rispon­de ai biso­gni del­la comunità.

Liah Vaen in con­cer­to, NAMA, apri­le 2026. Foto: Rebec­ca Stefani.

Un festival che nasce dal basso

Mila­no potreb­be pre­sto ave­re un nuo­vo pun­to di rife­ri­men­to cul­tu­ra­le all’aperto. È, infat­ti, ini­zia­ta la rac­col­ta fon­di per costrui­re il Festi­val del­la Mar­te­sa­na 2026. L’iniziativa pun­ta a ren­de­re il par­co una gran­de area cul­tu­ra­le gra­tui­ta, basan­do­si anche sull’esperienza del­la NAMA Sum­mer Are­na 2025, la pri­ma edi­zio­ne del festi­val che ha ani­ma­to il Par­co del­la Mar­te­sa­na per 31 gior­ni, acco­glien­do oltre 140.000 per­so­ne attra­ver­so 125 appun­ta­men­ti gra­tui­ti tra cine­ma, spet­ta­co­lo dal vivo, musi­ca, sport e atti­vi­tà per tut­te le età.

L’obiettivo è ambi­zio­so, cine­ma, musi­ca, tea­tro, sport, labo­ra­to­ri e incon­tri aper­ti a tut­ti i cit­ta­di­ni, costrui­ti con l’aiuto degli abitanti.

Una rete culturale ampia e partecipata

Il pro­get­to ha pre­so vita in coor­di­na­men­to con l’associazione Eco­lo­gia Turi­smo Cul­tu­ra (ETC), insie­me a nume­ro­si part­ner e soste­ni­to­ri del ter­ri­to­rio, come Crea Pro­duc­tion, Migar­denSco­mo­do. La par­te­ci­pa­zio­ne di tut­te que­ste real­tà cul­tu­ra­li dà la pos­si­bi­li­tà al Festi­val del­la Mar­te­sa­na di for­ma­re un palin­se­sto ete­ro­ge­neo, capa­ce di inter­cet­ta­re pub­bli­ci dif­fe­ren­ti. Si trat­ta non solo di offri­re even­ti, ma ren­de­re la cul­tu­ra uno stru­men­to di unio­ne e aggregazione.

Per la riu­sci­ta del pro­get­to, la par­te­ci­pa­zio­ne dei cit­ta­di­ni è fon­da­men­ta­le. Il nodo prin­ci­pa­le è quel­lo eco­no­mi­co, per que­sto è sta­ta lan­cia­ta una rac­col­ta fon­di per soste­ne­re i costi di avvio neces­sa­ri per ren­de­re pos­si­bi­le il festi­val. L’obiettivo è pre­ci­so, 30.000 euro in 30 gior­ni, con una for­mu­la “tut­to o nien­te”, se la cam­pa­gna va a buon fine si rea­liz­ze­rà il festi­val, in caso con­tra­rio le dona­zio­ni non ver­ran­no incas­sa­te. Que­sto mec­ca­ni­smo ha anche un inte­res­se dal pun­to di vista poli­ti­co-ammi­ni­stra­ti­vo, il Comu­ne di Mila­no ha, infat­ti, pre­vi­sto un cofi­nan­zia­men­to del pro­get­to, rad­dop­pian­do ogni euro rac­col­to nel­la cam­pa­gna per soste­ne­re le nume­ro­se ini­zia­ti­ve culturali.

Un nuovo modo di vivere gli spazi urbani

Il Festi­val del­la Mar­te­sa­na accen­de il dibat­ti­to con­tem­po­ra­neo tra cul­tu­ra isti­tu­zio­na­le e ini­zia­ti­va dal bas­so, aven­do, da un lato, il soste­gno del Comu­ne che legit­ti­ma e ampli­fi­ca il pro­get­to e, dall’altro, il fon­da­men­ta­le soste­gno dei cit­ta­di­ni e del­la comu­ni­tà. Un model­lo ibri­do che riflet­te una tra­sfor­ma­zio­ne più ampia nel­le poli­ti­che cul­tu­ra­li urba­ne. In una cit­tà come Mila­no, dove gli even­ti cul­tu­ra­li sono spes­so con­cen­tra­ti e a paga­men­to, il festi­val pre­sen­ta un’alternativa con­cre­ta, ma sol­le­va una doman­da: fino a che pun­to la cul­tu­ra pub­bli­ca può esse­re soste­nu­ta da ini­zia­ti­ve di cro­w­d­fun­ding?

Se la rac­col­ta fon­di rag­giun­ge­rà l’obiettivo, il Festi­val tor­ne­rà nel 2026 con un mese inte­ro di pro­gram­ma­zio­ne gra­tui­ta nel par­co. La vera posta in gio­co, però, va oltre il sin­go­lo even­to. Il pro­get­to del Nuo­vo Anfi­tea­tro Mar­te­sa­na pro­po­ne un’idea diver­sa di cit­tà: uno spa­zio in cui il par­co non è solo luo­go di pas­sag­gio o sva­go, ben­sì diven­ta un cen­tro cul­tu­ra­le vivo, costrui­to col­let­ti­va­men­te. La doman­da, anco­ra una vol­ta, rima­ne aper­ta: la cit­tà di Mila­no è pron­ta a ripen­sa­re i pro­pri spa­zi pub­bli­ci come luo­ghi per­ma­nen­ti di pro­du­zio­ne cul­tu­ra­le condivisa?

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Gabriel Palanti
Odio stu­dia­re ma ado­ro impa­ra­re, per que­sto non sto mai fer­mo, potrei per­der­mi qualcosa.

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