Anna Bolena, «la più felice»

Dal trono al patibolo per l’accusa di alto tradimento

Anna Bolena
Anna Bolena, regina consorte d'Inghilterra, giustiziata il 19 maggio 1536

La prima regina inglese a essere condannata a morte: dall’ascesa al potere alla terribile discesa verso la morte pianificata accuratamente dallo stesso marito.

Ogni anno, il 19 mag­gio, un cor­rie­re por­ta un bou­quet di rose ros­se alla Tor­re di Lon­dra. Lì, una guar­dia lo ada­gia sul pavi­men­to a mosai­co, dove si leg­ge: «Queen Anne Boleyn, MDXXXVI».

Il 19 mag­gio di 490 anni fa, Anna Bole­na veni­va por­ta­ta al pati­bo­lo con l’accusa di alto tra­di­men­to, per ordi­ne del mari­to e re d’Inghilterra Enri­co VIII Tudor.

Nata in un gior­no a noi non per­ve­nu­to nel 1507, Anna Bole­na è sta­ta regi­na con­sor­te, dal 1533 al 1536, d’Inghilterra e d’Irlanda e fu la pri­ma del­le due mogli del cele­bre sovra­no ingle­se a esse­re per suo ordi­ne giu­sti­zia­ta.

Da dama di compagnia a seconda moglie del re

Figlia del I con­te del Wil­tshi­re Tho­mas Boleyn e di Lady Eli­za­beth Howard, pri­ma di diven­ta­re regi­na fu per diver­si anni a palaz­zo come dama di com­pa­gnia del­la pri­ma moglie di Enri­co VIII, la regi­na Cate­ri­na d’Aragona.

Riu­scì ben pre­sto a susci­ta­re l’interesse del re che, essen­do­si reso ormai con­to che la regi­na con­sor­te non sareb­be più sta­ta in gra­do di garan­tir­gli un ere­de, deci­se di spo­sar­la, richie­den­do a papa Cle­men­te VII l’annullamento del matri­mo­nio con Caterina.

Non­cu­ran­ti del rifiu­to del pon­te­fi­ce, Enri­co e Anna con­vo­la­ro­no a noz­ze nel 1533, otte­nen­do nel mag­gio del­lo stes­so anno l’annullamento, dal vesco­vo Tho­mas Cran­mer, del pre­ce­den­te matri­mo­nio con la prin­ci­pes­sa spa­gno­la. Il papa rea­gì pron­ta­men­te sco­mu­ni­can­do il sovra­no, il qua­le, dal can­to suo, con l’Atto di Supre­ma­zia del 1534 die­de vita allo sci­sma del­la Chie­sa d’Inghilterra.

Una nuova regina

A segui­to dell’annullamento del matri­mo­nio con Cate­ri­na d’Aragona, il tito­lo di regi­na con­sor­te d’Inghilterra pas­sò uffi­cial­men­te ad Anna, che il 1° giu­gno del 1533, incin­ta di sei mesi, ven­ne inco­ro­na­ta regi­na pres­so l’Abbazia di Westminster.

Tre mesi dopo, Anna die­de alla luce una bam­bi­na, la futu­ra regi­na Eli­sa­bet­ta I d’Inghilterra.

La cor­te pre­sie­du­ta dal­la nuo­va regi­na è sta­ta di gran lun­ga più lus­suo­sa rispet­to a quel­la su cui poté con­ta­re Cate­ri­na d’Aragona: da una ser­vi­tù più nume­ro­sa a impor­tan­ti som­me di dena­ro inve­sti­te tra abi­ti, gio­iel­li, mobi­lio e arre­da­men­to, in modo da osten­ta­re l’opulenza che il suo sta­tus richie­de­va; pro­prio a que­sto pro­po­si­to, il mot­to del­la regi­na diven­ne «la più feli­ce» e l’emblema da lei scel­to un gran­de fal­co.

La caduta della seconda regina consorte

Ma anche que­sto matri­mo­nio era desti­na­to a delu­de­re il re. Nei tre anni suc­ces­si­vi alla nasci­ta di Eli­sa­bet­ta, Anna ebbe due abor­ti spon­ta­nei e nel gen­na­io del 1536 ne ebbe un ter­zo, que­sta vol­ta di un maschio. Ciò con­vin­se il re che que­sto suo secon­do matri­mo­nio fos­se sta­to male­det­to da Dio e, soprat­tut­to, dell’impossibilità anche per que­sta secon­da moglie di dar­gli l’erede tan­to agognato.

La cadu­ta del­la regi­na fu tal­men­te improv­vi­sa da esse­re qua­si sur­rea­le: il 2 mag­gio fu impri­gio­na­ta nel­la Tor­re di Lon­dra, con l’accusa di adul­te­rio, ince­sto e alto tra­di­men­to, per aver com­plot­ta­to di ucci­de­re il re e poi regna­re insie­me a uno dei suoi pre­sun­ti amanti.

La morte pianificata dal re

Il 15 mag­gio 1536, la secon­da moglie del re fu con­dan­na­ta a mor­te e la sua ese­cu­zio­ne avven­ne solo quat­tro gior­ni dopo, con deca­pi­ta­zio­ne inve­ce che sul rogo: Enri­co VIII inter­ven­ne per­so­nal­men­te per cam­bia­re la pena, altri­men­ti la pras­si per il rea­to di alto tra­di­men­to sareb­be sta­ta la con­dan­na al rogo.

È da pochi anni sta­to rin­ve­nu­to, nei regi­stri del The Natio­nal Archi­ves, il docu­men­to sto­ri­co con le istru­zio­ni per l’esecuzione di Anna Bole­na, redat­to dal re in per­so­na. Il testo sve­la lo spie­ta­to coin­vol­gi­men­to diret­to del sovra­no nell’orchestrare la mor­te del­la sua secon­da moglie, dal­la com­mu­ta­zio­ne del­la pena alla moda­li­tà di ese­cu­zio­ne, fino al luo­go in cui que­sta è avvenuta.

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Rebecca Vitelli
Ado­ro leg­ge­re e impa­ra­re cose nuo­ve e quan­do non fac­cio que­ste due cose scri­vo per dare al mon­do il mio contributo.

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