Cuba: tra diplomazia e pressione economica

Le tensioni con Washington e l’emergenza umanitaria crescono nell’isola.

Cuba: tra diplomazia e pressione economica
Cuba: tra diplomazia e pressione economica

Nelle ultime settimane, gli Stati Uniti hanno intensificato la pressione su Cuba, alternando colloqui con i rappresentanti del governo cubano a nuove sanzioni economiche e dimostrazioni di forza militare.

La rela­zio­ne tra Sta­ti Uni­ti e Cuba attra­ver­sa una nuo­va fase di ten­sio­ne, inse­ren­do­si in un con­flit­to poli­ti­co che dura dal­la Rivo­lu­zio­ne cuba­na del 1959, che rove­sciò il gover­no filoa­me­ri­ca­no di Ful­gen­cio Bati­sta e tra­sfor­mò l’isola in uno degli avam­po­sti del comunismo.

La ten­sio­ne ave­va comin­cia­to a riscal­dar­si con l’inizio del­la secon­da ammi­ni­stra­zio­ne Trump. Dopo la cat­tu­ra di Nico­làs Madu­ro e l’uccisione di Ali Kha­me­nei, Cuba sem­bra esse­re il nuo­vo obiet­ti­vo del pre­si­den­te ame­ri­ca­no. Dal­la cadu­ta del regi­me vene­zue­la­no, prin­ci­pa­le allea­to ener­ge­ti­co dell’isola, Cuba vive una dram­ma­ti­ca situa­zio­ne di emer­gen­za eco­no­mi­ca e sociale.

Il bloc­co del­le for­ni­tu­re di car­bu­ran­te impo­sto dagli Sta­ti Uni­ti e le con­di­zio­ni già pre­ca­rie del­le infra­strut­tu­re elet­tri­che cuba­ne han­no cau­sa­to blac­kout e fre­quen­ti inter­ru­zio­ni del­la rete elet­tri­ca, para­liz­zan­do mol­ti ambi­ti dell’economia e del­la vita socia­le. Negli ospe­da­li, man­ca­no i medi­ci­na­li anche più essen­zia­li. Di con­se­guen­za mol­ti inter­ven­ti chi­rur­gi­ci sono sta­ti sospe­si. Il turi­smo, pari al 10% del PIL, è para­liz­za­to dal­la cri­si a cau­sa del­la caren­za di car­bu­ran­te per gli aerei.

I negoziati tra Cuba e Stati Uniti

Il 13 mar­zo 2026 il pre­si­den­te cuba­no Miguel Díaz-Canel ha con­fer­ma­to col­lo­qui tra fun­zio­na­ri cuba­ni e rap­pre­sen­tan­ti statunitensi.

L’Avana pun­ta a otte­ne­re un allen­ta­men­to del bloc­co ener­ge­ti­co, men­tre Washing­ton vuo­le evi­ta­re di dover gesti­re un’emergenza uma­ni­ta­ria incon­trol­la­bi­le. Díaz-Canel ha affer­ma­to che tali nego­zia­ti dovreb­be­ro svol­ger­si nel rispet­to del­la sovra­ni­tà dei due pae­si. I col­lo­qui, per­tan­to, potreb­be­ro pro­se­gui­re solo fin­ché Trump non deci­des­se di per­se­gui­re un cam­bio di regi­me sull’isola.

Il 25 feb­bra­io 2026, il Segre­ta­rio di Sta­to sta­tu­ni­ten­se Mar­co Rubio ha incon­tra­to Raul Guil­ler­mo Rodri­guez Castro, nipo­te di Raul Castro, duran­te un ver­ti­ce del­la Carib­bean Com­mu­ni­ty. Secon­do diver­se fon­ti, il gover­no cuba­no sareb­be dispo­sto ad apri­re a inve­sti­men­ti da par­te dei cuba­ni emi­gra­ti all’estero.

La strategia di pressione statunitense

Paral­le­la­men­te, gli Sta­ti Uni­ti han­no raf­for­za­to le misu­re coer­ci­ti­ve eser­ci­ta­te dagli Sta­ti Uni­ti. A gen­na­io, gli Sta­ti Uni­ti han­no annun­cia­to tarif­fe nei con­fron­ti dei Pae­si che espor­ta­no petro­lio ver­so Cuba come il Mes­si­co. Diver­se spe­di­zio­ni ver­so Cuba sono sta­te seque­stra­te, sol­tan­to una petro­lie­ra rus­sa sareb­be riu­sci­ta a rag­giun­ge­re il Paese.

All’inizio del­la set­ti­ma­na, Raul Castro è sta­to incri­mi­na­to dagli Sta­ti Uni­ti per un epi­so­dio avve­nu­to nel feb­bra­io 1996, quan­do Raul Castro rico­pri­va il ruo­lo di mini­stro del­le For­za Arma­te. L’aviazione cuba­na abbat­té due aerei civi­li di un grup­po di esu­li cuba­ni con sede a Mia­mi. Díaz-Canel ha defi­ni­to le accu­se un pre­te­sto per giu­sti­fi­ca­re un’aggres­sio­ne mili­ta­re con­tro Cuba. Sem­pre nel­la stes­sa set­ti­ma­na, l’esercito sta­tu­ni­ten­se ha reso pub­bli­ca la posi­zio­ne dei pro­pri veli­vo­li nei pres­si di Cuba come dimo­stra­zio­ne di forza.

Il videomessaggio di Marco Rubio

Gio­ve­dì, Mar­co Rubio ha dichia­ra­to che la Casa Bian­ca pre­fe­ri­reb­be «una solu­zio­ne diplo­ma­ti­ca», pur riba­den­do il dirit­to degli Sta­ti Uni­ti a difen­der­si da qual­sia­si minaccia.

Rubio ha annun­cia­to un pac­chet­to di aiu­ti da 100 milio­ni di dol­la­ri, a con­di­zio­ne che ven­ga distri­bui­to attra­ver­so la Chie­sa cat­to­li­ca e orga­niz­za­zio­ni uma­ni­ta­rie, bypas­san­do il «cor­rot­to» gover­no cuba­no. Men­tre la popo­la­zio­ne cuba­na con­ti­nua a subi­re caren­ze ali­men­ta­ri, blac­kout e para­li­si dei ser­vi­zi essen­zia­li, il futu­ro dell’isola appa­re sem­pre più lega­to agli equi­li­bri tra Washing­ton e L’Avana.

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Chiara Ferrari

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