The Mandalorian and Grogu al cinema, questa è la via!

Star Wars torna sul grande schermo con un film dedicato al Mandaloriano

Sette anni dopo, la saga è di nuovo nelle sale con Din Djarin e il suo compagno di avventure Grogu al servizio della Nuova Repubblica. La pellicola si è rivelata ottima nel risvegliare l’entusiasmo per il franchise, ma non ha stupito particolarmente i fan.

Il 20 mag­gio 2026 Jon Favreau ha ripor­ta­to i fan di Star Wars al cine­ma, gra­zie all’attesissimo The Man­da­lo­rian and Gro­gu, con Pedro Pascal e il tene­ro Gro­gu.

L’ascesa di Sky­wal­ker (2019) ave­va deter­mi­na­to una pau­sa dal gran­de scher­mo per il fran­chi­se, tra­spor­tan­do la «galas­sia lon­ta­na lon­ta­na» nell’universo del­le serie tv.

Vecchi personaggi, nuova avventura

Il pri­mo e più noto pro­dot­to per il pic­co­lo scher­mo – sen­za con­ta­re le serie ani­ma­te – è pro­prio The Man­da­lo­rian (2019–2023) che ha pre­sen­ta­to al mon­do un’icona del­la cul­tu­ra pop, ormai cono­sciu­ta anche da chi non è fan: Gro­gu, il pic­co­lo alie­no ver­de ribat­tez­za­to «Baby Yoda», per il suo aspet­to simi­le a quel­lo del mae­stro Yoda, per­so­nag­gio intro­dot­to nel 1983.

Nel­la pel­li­co­la vedia­mo Din Dja­rin, «Man­do», lavo­ra­re per la Nuo­va Repub­bli­ca, incas­san­do le taglie sugli ex uffi­cia­li impe­ria­li nasco­sti per la galas­sia. In par­ti­co­la­re, per otte­ne­re infor­ma­zio­ni vita­li su un ricer­ca­to, accet­ta una mis­sio­ne per con­to degli Hutt, una nota fami­glia cri­mi­na­le: deve sal­va­re Rot­ta, il figlio del defun­to signo­re del cri­mi­ne Jab­ba the Hutt.

«Questa è la via…», o forse no

Il film si pone come sosti­tu­to per la quar­ta sta­gio­ne del­la serie in strea­ming su Disney Plus: l’intera pel­li­co­la, infat­ti, si potreb­be como­da­men­te scom­por­re in otto epi­so­di bre­vi o in quat­tro più lun­ghi. La tra­ma è piut­to­sto sem­pli­ce, se non addi­rit­tu­ra bana­le: ricor­re più vol­te la strut­tu­ra in cui il pro­ta­go­ni­sta com­bat­te pri­ma con nemi­ci più debo­li e, infi­ne, con­tro quel­lo più poten­te, per poi esse­re sal­va­to dagli alleati.

L’assenza tota­le di col­pi di sce­na, suspen­se e inda­gi­ni peg­gio­ra la situa­zio­ne: ogni novi­tà o infor­ma­zio­ne è otte­nu­ta sen­za fati­ca, poi­ché si è pre­fe­ri­to dare mag­gio­re spa­zio agli inter­mi­na­bi­li com­bat­ti­men­ti cor­po a cor­po, sen­za aggiun­ge­re nul­la alla sto­ria del Mandaloriano.

Inol­tre, sono sta­ti inse­ri­ti nel film alcu­ni per­so­nag­gi pre­sen­ti in altre serie del fran­chi­se, ma i ruo­li che rico­pro­no, mol­to mar­gi­na­li, sem­bra­no ave­re come uni­co sco­po di atti­ra­re al cine­ma i loro fan. Gli uni­ci per­so­nag­gi carat­te­riz­za­ti in pro­fon­di­tà sono il pic­co­lo Gro­gu – gra­zie a una serie di sce­ne dedi­ca­ta a lui e alla sua bre­ve, ma inten­sa, cre­sci­ta per­so­na­le – e Rot­ta, abba­stan­za loqua­ce da gua­da­gna­re un cer­to spes­so­re. Gli altri per­so­nag­gi, inve­ce, risul­ta­no piat­ti, qua­si aset­ti­ci, ren­den­do dif­fi­ci­le per lo spet­ta­to­re empa­tiz­za­re e affe­zio­nar­si a loro.

Aspettative alle stelle, tradizione e innovazione

Se lo sco­po del film era chia­ra­men­te ripor­ta­re i fan, vec­chi e nuo­vi, nel­le sale, la cam­pa­gna pub­bli­ci­ta­ria e di even­ti è sta­ta deci­si­va per aumen­ta­re l’entusiasmo gene­ra­le e, for­se, anche le aspet­ta­ti­ve. Non a caso, sono sta­ti scel­ti per­so­nag­gi a cui il mon­do è già abi­tua­to: il Man­da­lo­ria­no e il suo pic­co­lo com­pa­gno di avventure.

Un gran­de obiet­ti­vo che si pone The Man­da­lo­rian and Gro­gu è la moder­niz­za­zio­ne e il rilan­cio del fran­chi­se: è evi­den­te l’assenza di ten­ta­ti­vi, già visti nei film pre­ce­den­ti, di copia­re lo sti­le del pas­sa­to. La pel­li­co­la si inse­ri­sce per­fet­ta­men­te nel­la serie TV che la pre­ce­de, con­ser­van­do i trat­ti essen­zia­li del western spa­zia­le, tra cui la colon­na sono­ra, frut­to del­lo stes­so com­po­si­to­re Lud­wig Görans­son, che ripren­de quel­la ori­gi­na­le del­la serie rimo­del­lan­do­la, aggiun­gen­do ad esem­pio sono­ri­tà tech­no; il tut­to sen­za mai emu­la­re il pri­mi­ge­nio com­po­si­to­re del­la saga John Wil­liams.

L’ac­co­sta­men­to di effet­ti digi­ta­li sofi­sti­ca­ti e spet­ta­co­la­ri a effet­ti pra­ti­ci con­cre­ti e inge­gno­si, come il pupaz­zo mec­ca­ni­co usa­to per Gro­gu, dimo­stra la costan­te atten­zio­ne del­la saga nel crea­re un uni­ver­so anche visi­va­men­te di qua­li­tà, in cui per­so­nag­gi ed ele­men­ti si amal­ga­ma­no bene.

Pur pre­sen­tan­do ele­men­ti di con­ti­nui­tà e ricon­du­ci­bi­li allo sti­le di Guer­re Stel­la­ri, come alie­ni fan­ta­sio­si, bat­ta­glie tra astro­na­vi e la lot­ta tra bene e male, una saga così lon­ge­va è ine­vi­ta­bil­men­te influen­za­ta dal­l’e­vo­lu­zio­ne cine­ma­to­gra­fi­ca. Infat­ti, in con­tra­sto con i film pre­ce­den­ti, que­sto film è mol­to più velo­ce e incen­tra­to sul­l’a­zio­ne, soprat­tut­to se para­go­na­to a quel­li ori­gi­na­li degli anni Ottanta.

In con­clu­sio­ne, The Man­da­lo­rian and Gro­gu non si può asso­lu­ta­men­te defi­ni­re il film dell’anno, ma quan­do Star Wars arri­va al cine­ma è sem­pre un’emozione!

Con­di­vi­di:
Camilla Mezzadri
Stu­dio giu­ri­spru­den­za e mi appas­sio­na il dirit­to com­pa­ra­to. Quan­do non sono sui libri sfo­go la mia crea­ti­vi­tà scri­ven­do, crean­do cosplay e trac­cian­do cur­ve con gli sci.

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