La nota compagnia Ben & Jerry’s ha lanciato un controverso barattolo di gelato in Israele. Il nuovo prodotto – che si richiama esplicitamente all’Antico Testamento – intende celebrare la Terra Promessa.
Ben & Jerry’s torna al centro delle polemiche con un nuovo gelato ispirato a Israele, lanciato dalla società che gestisce il marchio nel Paese. L’iniziativa, nata per sostenere le comunità colpite dagli attacchi del 7 ottobre, ha scatenato un’ondata di critiche sia tra i sostenitori della causa palestinese sia tra molti israeliani, che continuano ad associare il marchio alla lotta contro l’occupazione della Cisgiordania. Un caso che dimostra come anche un gelato possa trasformarsi in terreno di scontro politico.
Ben & Jerry’s e l’opposizione all’occupazione israeliana
Ben & Jerry’s probabilmente non ha bisogno di presentazioni. Fondata in Vermont da Ben Cohen e Jerry Greenfield nel 1978, la compagnia statunitense è celebre per i suoi gelati, disponibili anche in molti supermercati europei. Per il successo della loro attività, nel 1988 l’allora presidente Ronald Reagan concesse ai due uomini il titolo di U.S. Small Business Persons of the Year. Nel 2000 l’azienda è stata venduta al conglomerato britannico Unilever, mantenendo però una sua autonomia: inoltre, i fondatori continuano a lavorare per il marchio, seppur non più attivi ai vertici.
Nel corso degli anni, Ben & Jerry’s non ha mancato di esporsi su temi sociali, assumendo posizioni considerate progressiste. Per esempio, nel 1992 prese parte a una campagna di sensibilizzazione in collaborazione con l’organizzazione Children’s Defense Fund: l’obiettivo era portare i bisogni essenziali dei bambini in cima all’agenda politica nazionale. A tal fine, vennero inviate oltre 70.000 cartoline al Congresso, nella speranza di ridestare l’attenzione dei deputati su questo tema. O ancora, nel 2005 Ben & Jerry’s protestò contro l’apertura dell’Arctic National Wildlife Refuge alle trivellazioni petrolifere, posizionando il Baked Alaska più grande di sempre davanti al Campidoglio di Washington.
In tempi recenti, l’azienda si è espressa pure sul conflitto israelo-palestinese. Nel luglio 2021, il consiglio di amministrazione di Ben & Jerry’s negli USA ha annunciato la decisione di interrompere la vendita dei prodotti nei territori occupati della Cisgiordania, ritenendo tale attività incoerente con i valori storici del marchio. L’intenzione iniziale era quella di non rinnovare il contratto di licenza con il partner locale israeliano, per trovare un nuovo accordo che escludesse le terre palestinesi. Questa decisione ha scatenato critiche, proteste e perfino azioni legali; per risolvere la situazione, nel 2022 la multinazionale Unilever (società madre che possiede Ben & Jerry’s) ha scelto di vendere tutti i diritti commerciali locali alla società israeliana Blue & White Ice-Cream Ltd.
Un gelato “sionista”?
Latte e miele: questo il gusto lanciato nel 2026 dalla società che gestisce il marchio Ben & Jerry’s in Israele. La combinazione dei sapori non è affatto casuale. Infatti, essa trae ispirazione da una famosa citazione biblica, la quale descrive Eretz Yisrael – ovvero la Terra Promessa – come un «Paese dove scorre latte e miele». Il gelato è arricchito da pezzetti di cioccolato modellati a mo’ di stella di David, un chiaro simbolo ebraico. Gli ingredienti, peraltro, provengono dai kibbutz situati nel sud di Israele, regione vittima della strage del 7 ottobre 2023.
Il gusto è stato presentato come «il più israeliano di sempre» dai produttori, che hanno espresso il desiderio di aiutare le comunità colpite dagli attacchi di Hamas. L’idea ha preso forma in collaborazione con l’Associazione Ayalim, un gruppo no-profit impegnato nel sostegno alle aree periferiche di Israele.
Come prevedibile, l’iniziativa non ha mancato di suscitare reazioni negative. Da un lato, sui social c’è chi ironizza sul gelato, alludendo alle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza. «Genocide Gelato?», ha scritto un utente nella sezione commenti. «Definitely tastes like collapsed building rubble and explosives», chiosa un altro. Simili messaggi sono tutt’altro che isolati: «One bite makes you want to target civilians (especially children)», «What does it taste like? Ash and the blood of children?», o addirittura «The Israeli ice cream is made from blood of dead babies».
Dall’altro lato, in Israele Ben & Jerry’s continua ad essere associato al boicottaggio del 2021. Su Instagram, infatti, è possibile leggere commenti decisamente ostili, come «F*ck anti-Israel @benandjerrys. #Boycott», «Why would we ever buy from this anti Israel and anti Jew company?», «I’ve boycotted those hippies years ago», «Ben and Jerry are antisemites» e «I have been boycotting them for a while! I dont forget the founder’s opinions».
Insomma, agli occhi di molti israeliani il marchio – accusato di antisemitismo – sarebbe ormai compromesso. Questo nonostante tanto Ben Cohen quanto Jerry Greenfield abbiano origini ebraiche.
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