Numerosi sono i volti noti, altrettanti quelli nuovi, eppure, per ora, nessuno è facilmente identificabile come favorito. Chi sono gli attuali pretendenti alla carica di sindaco di Milano?
Si avvicinano le elezioni che vedranno Giuseppe Sala lasciare la poltrona di Palazzo Marino dopo essere stato eletto due volte, nel 2016 e nel 2021, e aver ottenuto una vittoria inaspettata con una maggioranza schiacciante del 57% per il rinnovo del 2021. Nel tumultuoso percorso che porterà Milano ad eleggere il suo nuovo primo cittadino, i possibili nomi non sono pochi e la calca è affollata dai due lati dello spettro politico.
Un centro destra segmentato
Complicata la situazione nella coalizione di centrodestra: la Lega spinge per i propri nomi e anticipa tutti con i gazebo per le strade milanesi il 20 e 21 giugno, con Salvini che spinge per Sardone, che si conferma pronta alla carica se ce ne dovesse essere l’occasione. Forza Italia e Fratelli d’Italia frenano: FI chiede primarie aperte a tutto il centrodestra, FdI critica le «fughe in avanti» e vuole una scelta condivisa dagli alleati. I nomi che iniziano a farsi strada dalla frangia destrorsa non sono pochi, tra cui lo stesso segretario della Lega, che però, in un’intervista specifica: «conto di fare ancora un anno da ministro».
Altri nomi che sembrano poter confermare la volontà della destra di conquistare il municipio di Milano includono: Pietro Tatarella, berlusconiano già visto in corsa per le elezioni europee del 2019, che subì un brusco stop a causa del coinvolgimento nel caso Mensa dei Poveri, per cui scontò quattro mesi in carcere e due ai domiciliari prima dell’assoluzione. Il nome invece fortemente supportato da Antonio Tajani è quello di Carlo Cottarelli, economista ed editorialista, ex senatore del PD, che è stato anche direttore del Dipartimento Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale dal 6 novembre 2008 al 23 ottobre 2013.
Dalle alte sfere del Governo, invece, Ignazio La Russa vede nel futuro di Milano il leader di Noi Moderati e deputato Maurizio Lupi. Nome vicino al presidente del Senato, anche considerando la sua candidatura alla Camera come forzista nel 2001, e la collaborazione nel supportare la candidata Letizia Moratti alle elezioni di sindaco di Milano nel 2006.
Nome singolare tra i molti, risulta quello di Antonio Civita, CEO di Panino Giusto, e il supporto del centrodestra non manca, da Forza Italia, con Gianluca Comazzi, allo stesso Attilio Fontana, attuale presidente della Regione Lombardia. In ogni caso, l’affarista romano si dice pronto ad aiutare Milano: «Milano non è più una città per tutti».
Resta da vedere il candidato di Futuro Nazionale. Il partito del generale Vannacci, ad oggi, non ha ancora pubblicato un nome ufficiale. Rimane ferma l’intenzione di partecipare alla maratona per la poltrona di sindaco. Lo stesso Vannacci: «Noi a Milano ci saremo. Ci saremo come Futuro Nazionale e molto probabilmente con la M maiuscola perché avremo un nostro candidato».
Centro sinistra affollato
Se a destra i nomi non mancano, il centrosinistra rimane per ora alquanto scarno, con nomi papabili però per ogni gusto. Lo stesso Sala si vede titubante su tutti i possibili nomi che stanno uscendo nella preparazione alle elezioni 2027 commentando che «ci sono un’infinità di candidati».
Tuttavia i candidati certamente non mancano; rimane da vedere quanti altri se ne presenteranno in vista del 2027. Più sorprendente tra tutti, l’assessore del Municipio 1 di Milano, Lorenzo Pacini, posizionato in una sinistra “un po’ più a sinistra”, rappresenta una fascia di votanti molto precisa, con un’età media molto bassa e un messaggio chiaro e diretto trasmesso con un intenso utilizzo di piattaforme social di tutte le categorie.
Sempre per la scuderia PD, si vede pronto a correre l’ex assessore milanese e attuale capogruppo regionale Pierfrancesco Majorino; assessore alle politiche sociali sotto la giunta Pisapia, con il quale collaborò in vista delle elezioni amministrative del 2011 ed eletto poi europarlamentare del PD nel 2019, lavorando su lavoro, diritti umani e difesa della democrazia. È importante anche ricordare che nel 2023 corse per la presidenza della Regione, ma che dopo la sconfitta entrò in Consiglio regionale come capogruppo del PD all’opposizione a Fontana.
Altro possibile candidato è Tommaso Goisis, presidente dell’associazione Sai che Puoi?, nonché consulente di due assessori comunali tra il 2013 ed il 2018. Inoltre, negli scorsi giorni si è aggiunto il nome di Carlotta Cossutta, docente di filosofia all’Università Statale di Milano e membro attivo della rete Non una di Meno.
Tutti i nomi che si stanno pian piano accumulando sembrano portare verso la strada delle primarie del centrosinistra, ma rimarrà un futuro da confermare più avanti verso gli ultimi mesi dell’anno.
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