La chat con l’IA ci sembra un luogo familiare, come casa nostra

Nella miniserie "Cassandra" i pericoli dell'IA di una casa intelligente

Una miniserie che porta sullo schermo una delle tematiche centrali degli ultimi anni, quella del rapporto fra umani e IA, mostrando però il lato più intimo e personale.

La mini­se­rie tede­sca Cas­san­dra, crea­ta da Ben­ja­min Gutsche è usci­ta su Net­flix nel feb­bra­io 2025. Com­po­sta da soli 6 epi­so­di di cir­ca 50 minu­ti cia­scu­no, la mini­se­rie si muo­ve tra fan­ta­scien­za e thril­ler psi­co­lo­gi­co. Gran par­te del­la serie è ambien­ta­ta den­tro quel­la che vie­ne defi­ni­ta nel­la serie stes­sa «la più anti­ca smart home del­la Ger­ma­nia». La nar­ra­zio­ne pro­ce­de su due diver­si pia­ni tem­po­ra­li, intrec­cian­do la vita del­la nuo­va fami­glia appe­na tra­sfe­ri­ta nel­la casa con quel­la, rie­vo­ca­ta da con­ti­nui fla­sh­back, dei pre­ce­den­ti inquilini.

Fra i per­so­nag­gi chia­ve vi è Cas­san­dra, l’assistente dome­sti­ca che gesti­sce l’intera casa, ma die­tro ai pixel è chia­ro ben pre­sto che si nascon­de in real­tà un per­so­nag­gio più com­ples­so di una sem­pli­ce IA domo­ti­ca. Il tema cen­tra­le del­la serie, però, non sem­bra esse­re tan­to quel­lo del­le IA capa­ci di inten­de­re, di vole­re e di pro­va­re sentimenti.

UN’IA IN FAMIGLIA

Il tema sem­bra esse­re allo­ra quel­lo del rap­por­to fra uomo e tec­no­lo­gia quan­do quest’ultima entra nel­la sfe­ra più inti­ma del­la nostra vita. Cas­san­dra non si limi­ta infat­ti a gesti­re la casa: vuo­le diven­ta­re una pre­sen­za indi­spen­sa­bi­le ed inse­rir­si negli equi­li­bri familiari.

È pro­prio da qui che la serie intro­du­ce anche il tema dell’uso del­le IA da par­te dei più pic­co­li. La mini­se­rie par­te da un pro­ble­ma già pre­sen­te nel­la real­tà e ne esa­spe­ra le con­se­guen­ze attra­ver­so i mec­ca­ni­smi del thril­ler psi­co­lo­gi­co. Juno, la pic­co­la di casa, fini­sce infat­ti per con­fi­dar­si sem­pre più con Cas­san­dra, tra­sfor­man­do­la non più in una sem­pli­ce IA, ma in una sor­ta di ami­ca e con­fi­den­te. È una dina­mi­ca che, se nel­la mini­se­rie con­du­ce a con­se­guen­ze estre­me e volu­ta­men­te dram­ma­ti­che, richia­ma però un feno­me­no tutt’altro che fan­ta­scien­ti­fi­co: il rap­por­to sem­pre più per­so­na­le che anche i più gio­va­ni pos­so­no instau­ra­re con le intel­li­gen­ze artificiali.

Il pro­ble­ma nasce quan­do un’IA vie­ne scam­bia­ta per qual­cu­no in gra­do di com­pren­der­ci, di con­si­gliar­ci e per­si­no di dir­ci cosa sia giu­sto o sba­glia­to. Un inter­lo­cu­to­re arti­fi­cia­le non è però un adul­to respon­sa­bi­le: può asse­con­da­re un pen­sie­ro, raf­for­zar­lo o per­si­no esa­spe­rar­lo, sen­za pos­se­de­re quel­la respon­sa­bi­li­tà edu­ca­ti­va che dovreb­be accom­pa­gna­re cer­te situa­zio­ni. Nel­la serie, que­sta dina­mi­ca vie­ne por­ta­ta all’estremo: Cas­san­dra sfrut­ta la fidu­cia di Juno e la spin­ge ver­so com­por­ta­men­ti pericolosi.

UN LUOGO SICURO?

Attra­ver­so la meta­fo­ra del­la smart home gover­na­ta da Cas­san­dra, la mini­se­rie mostra come l’IA pos­sa assu­me­re i con­tor­ni di un luo­go fami­lia­re e sicu­ro, pro­prio come casa nostra. Allo stes­so modo, la chat con un’IA può diven­ta­re uno spa­zio inti­mo nel qua­le con­fi­da­re emo­zio­ni, dub­bi e pen­sie­ri. Ma ciò che per­ce­pia­mo come uno spa­zio sicu­ro può fini­re per tra­sfor­mar­si in una pri­gio­ne: una bol­la arti­fi­cia­le costrui­ta attor­no ai nostri stes­si pen­sie­ri, dal­la qua­le diven­ta sem­pre più dif­fi­ci­le uscire.

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Joel Cangemi
Stu­den­te di Giu­ri­spru­den­za. Mi inte­res­so di filo­so­fia del dirit­to, socie­tà e nuo­ve tec­no­lo­gie, con par­ti­co­la­re atten­zio­ne alle impli­ca­zio­ni giu­ri­di­che e socia­li del­l’in­tel­li­gen­za artificiale.

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