«Metallari d’Italia uniti»: è questo lo slogan che accompagna Italian metal family, una realtà nata semplicemente con un passaparola, realizzandosi poi pian piano tramite WhatsApp.
L’idea della community è nata dalla voglia di creare un punto di ritrovo per chi vive il metal non solo come musica ma come qualcosa che può unire le persone. Volevo creare uno spazio dove poter conoscere gente con la stessa passione e dove nessuno si sentisse fuori posto, un luogo di appartenenza per tutti.
Le parole sono del torinese Noctis Lysander, il creatore di Italian metal family, la cui idea è stata unire tutti gli ascoltatori del metal e dei vari sottogeneri in una community, che fungesse anche da vetrina per chi suona e per chi è in cerca di una band in cui suonare o da formare.
Il primo obiettivo della famiglia è avvicinare tutti gli appassionati per andare insieme ai concerti sia di band maggiori che minori e godersi al meglio l’esperienza sotto al palco.
Voglio riunire tutti perché secondo me il metal ha sempre avuto una forte componente di comunità. Non voglio che la gente si limiti ad ascoltare la musica da soli, ma che si abbia la possibilità di viverla insieme agli altri, andare ai concerti, partecipare agli eventi, conoscersi… Penso che condividere queste esperienze renda la scena molto più viva.
Non finisce qui. Il secondo fine è l’organizzazione di grandi incontri con i metallari di tutta Italia: giornate o weekend in cui ritrovarsi nello stesso posto per conoscersi meglio, ascoltare e suonare, creare legami di ogni tipo, far nascere band e vivere appieno la passione che li unisce.
Inoltre, la metal family mira a recuperare degli spazi inutilizzati in modo legale per risistemarli e trasformarli in luoghi legati al metal, impiegandoli come sale prove e per eventi, progetti e incontri.
L’idea sarebbe, in seguito, di creare una sede centrale che aiuti a coordinare il tutto e far crescere le attività in tutta la penisola.
Credo che ci siano tantissimi ambienti che potrebbero tornare a vivere invece di rimanere inutilizzati: recuperarli significherebbe dare alla community dei luoghi propri dove organizzare concerti, eventi ed iniziative, ma soprattutto creare dei punti di incontro reali e accessibili a tutti.
Noctis, infatti, desidera che il progetto non rimanga solo nelle sue mani, ma che si diffonda e trovi consenso nella community per avvantaggiare chi ne fa parte; non vuole essere visto come “il padre” del progetto, ma semplicemente uno del gruppo che si impegna per mandarlo avanti.
L’ultimo punto, forse il più particolare, è la crescita di IMF in modo tale da creare una vera e propria economia intorno alla community, attraverso eventi, festival, merchandising, collaborazioni, sponsor e molto altro.
Penso che una community possa diventare qualcosa di più grande di un semplice gruppo online con una passione in comune: crearci un’economia intorno significherebbe dare un’opportunità ai musicisti, ai locali, agli organizzatori, ai negozi e a tutte le realtà che fanno parte della scena.
Secondo me è fattibile se si costruisce qualcosa di serio e soprattutto se le persone collaborano.
Dentro alla metal family sono già presenti individui che vi lavorano con gioia e che, tenendo a mente gli obiettivi del progetto, ogni giorno aggiungono un mattone in più a quello che si spera diventi un maestoso castello.
Andrea Selva Massari, originario di Roma, è stato uno dei primi amministratori del progetto, e ci dice che ci si diverte ogni giorno e ogni sera stando in compagnia di tutti senza discriminazioni. L’ambiente è accogliente, divertente e libero, oltre che regolamentato.
Lui, nello specifico, si è unito con lo scopo di formare una band nu metal (il genere dei Linkin Park) e, colpo di scena: ha trovato l’amore!
Emma, invece, dà il suo contributo come designer per la realizzazione di loghi. È stata lei a creare il simbolo di Italian Metal Family, impegnandosi per rappresentarla al meglio in ogni suo aspetto: non è grafica di professione ma ama condividere il suo talento coltivato sin dall’infanzia per rendere felice lei stessa e tutti quelli della cerchia.
Walter da Cremona ha trovato il suo posto come chitarrista in una band, gli Evolve, e ci ha raccontato che vuole indirizzare il gruppo su una scia trash metal e sono già a metà dell’opera col loro primissimo inedito.
Queste testimonianze sono solo alcune di tutto l’universo in cui orbita questa numerosa community.
Italian metal family è un ottimo progetto con obiettivi solidi, ma può crescere soltanto con la collaborazione di tutti. Alla fine, non è importante seguire Noctis Lysander come persona, ma quello che la comunità potrebbe rappresentare e che magari, col tempo, potrebbe diventare qualcosa in cui le persone credono davvero.
Come disse Tony Iommi dei Black Sabbath, «tutti pensavano che la musica metal fosse una moda passeggera, ma trent’anni dopo siamo ancora qui, più forti che mai», e a giudicare da questo insieme di persone che ancora lo ascoltano, è lecito pensare che il genere vivrà per sempre.

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