L’anello mancante nella catena di soccorso

In Italia, la mancanza della figura del paramedico rappresenta una seria lacuna nella gestione del soccorso sanitario: istituirla potrebbe migliorare la sanità a lungo termine.

In Italia, il soccorritore è una figura volontaria alla quale è affidata la gestione delle emergenze sanitarie. 

La gestio­ne del soc­cor­so è com­pe­ten­za del­le Regio­ni, che sta­bi­li­sco­no le linee gui­da per gli ope­ra­to­ri e allo­ca­no i mez­zi e risor­se neces­sa­ri. In gene­ra­le, le figu­re addet­te all’intervento extrao­spe­da­lie­ro sono tre: il soc­cor­ri­to­re, una figu­ra lai­ca (non sani­ta­ria) che sta­bi­liz­za il pazien­te e lo tra­spor­ta in modo sicu­ro in ospe­da­le; l’infer­mie­re, lau­rea­to e spes­so con un master in area cri­ti­ca, che attua pro­to­col­li più avan­za­ti, ese­gue valu­ta­zio­ni e tria­ge e for­ni­sce sup­por­to alle mano­vre medi­che; il medi­co d’emergenza, che ese­gue mano­vre inva­si­ve, som­mi­ni­stra far­ma­ci ed ese­gue dia­gno­si e avvia tera­pie in loco.

In Lombardia

L’Agen­zia Regio­na­le Emer­gen­za-Urgen­za (AREU) coor­di­na ogni aspet­to del soc­cor­so sul ter­ri­to­rio lom­bar­do, dal­la chia­ma­ta al 112 fino all’accettazione in pron­to soc­cor­so. L’agenzia con­ta 281 ambu­lan­ze, con a bor­do uni­ca­men­te soc­cor­ri­to­ri; 34 mez­zi di soc­cor­so inter­me­di (chia­ma­te in ger­go India), auto­vet­tu­re velo­ci con a bor­do un infer­mie­re e un soc­cor­ri­to­re; e 63 mez­zi di soc­cor­so avan­za­to (le cosid­det­te Auto­me­di­che), con a bor­do un medi­co, un infer­mie­re e un soc­cor­ri­to­re. Inol­tre, gesti­sce 5 veli­vo­li per l’elisoccorso. Il nume­ro e la distri­bu­zio­ne ter­ri­to­ria­le dei mez­zi sono stu­dia­ti per otti­miz­za­re i tem­pi di rispo­sta, che per leg­ge non pos­so­no supe­ra­re i 18 minuti.

AREU impo­ne cri­te­ri e dove­ri impre­scin­di­bi­li ai pro­pri ope­ra­to­ri, non­ché dei limi­ti inva­li­ca­bi­li. Vale a dire: il soc­cor­ri­to­re non può, in nes­sun caso e per nes­sun moti­vo, ese­gui­re mano­vre inva­si­ve, effet­tua­re dia­gno­si di qual­sia­si tipo né som­mi­ni­stra­re far­ma­ci. Anche la sem­pli­ce rimo­zio­ne di una spi­na, la som­mi­ni­stra­zio­ne di una tachi­pi­ri­na o per­si­no la con­sta­ta­zio­ne di un deces­so sono mano­vre vie­ta­te, che rien­tra­no inve­ce tra le com­pe­ten­ze del medico.

Un’automedica AREU a Varese.

I casi intermedi

Esi­sto­no, però, situa­zio­ni d’emergenza che richie­do­no com­pe­ten­ze più avan­za­te di quel­le dei soc­cor­ri­to­ri, ma la cui gra­vi­tà non giu­sti­fi­ca il dispie­go di un medi­co. In que­sti casi, è neces­sa­rio atten­de­re l’arrivo dell’automedica, oppu­re tra­spor­ta­re il pazien­te in ospe­da­le. Nel pri­mo caso, soprat­tut­to nel­le zone rura­li e peri­fe­ri­che, si rischia di lascia­re sco­per­te aree vastis­si­me: si pen­si che la sola posta­zio­ne di Lui­no (VA), con una sola auto­me­di­ca, copre un’area di 300 km² e una popo­la­zio­ne di cir­ca 80.000 abi­tan­ti. Nel secon­do caso, inve­ce, si aggra­va ulte­rior­men­te il pro­ble­ma del sovraf­fol­la­men­to dei Pron­to Soccorso.

In que­ste cir­co­stan­ze si ren­de evi­den­te la neces­si­tà di una figu­ra inter­me­dia, che pos­sa gesti­re in auto­no­mia tali situa­zio­ni, non­ché risol­ver­le in loco sen­za un tra­spor­to in ospedale.

Il paramedico

All’estero, que­sto ruo­lo è assol­to dal para­me­di­co. In pae­si come gli Sta­ti Uni­ti e il Regno Uni­to, il para­me­di­co fa dia­gno­si in base alle con­di­zio­ni del pazien­te, ini­zia il sup­por­to vita­le avan­za­to, som­mi­ni­stra far­ma­ci e può effet­tua­re mano­vre inva­si­ve qua­li acces­si veno­si, seguen­do rigi­dis­si­me linee gui­da. In Ger­ma­nia, il para­me­di­co (Not­fall­sa­ni­tä­ter) ha un gra­do ele­va­tis­si­mo di auto­no­mia, fino al pun­to da assi­ste­re il medi­co in pic­co­li inter­ven­ti chi­rur­gi­ci in loco e, tal­vol­ta, sosti­tuen­do­lo com­ple­ta­men­te nel­le emer­gen­ze meno gravi.

In Tici­no, can­to­ne sviz­ze­ro con­fi­nan­te con la Lom­bar­dia, il soc­cor­so cam­bia radi­cal­men­te: il para­me­di­co (Soc­cor­ri­to­re diplo­ma­to SSS) è sem­pre pre­sen­te nei mez­zi di soc­cor­so, alle­vian­do così il cari­co sul­le strut­tu­re ospe­da­lie­re, in quan­to può effet­tua­re una pri­ma dia­gno­si e avvia­re un prin­ci­pio di tera­pia con even­tua­li mano­vre invasive.

Para­me­di­ci tici­ne­si con­se­gna­no un pazien­te al pron­to soc­cor­so dell’Ospedale Regio­na­le di Lugano.

Pro e contro

L’attuale model­lo su base volon­ta­ria garan­ti­sce un nume­ro ele­va­to di soc­cor­ri­to­ri a costi rela­ti­va­men­te bas­si a cari­co del­lo Sta­to. Si pun­ta, dun­que, sul­la quan­ti­tà piut­to­sto che sul­la qua­li­tà. Isti­tui­re il ruo­lo del para­me­di­co vor­reb­be dire pas­sa­re da una figu­ra facil­men­te adde­stra­bi­le e non retri­bui­ta a una figu­ra pro­fes­sio­na­le fis­sa sti­pen­dia­ta. Inol­tre, la para­me­di­ci­na richie­de­reb­be l’avvio di un cor­so di lau­rea trien­na­le appo­si­to, a dif­fe­ren­za dell’addestramento da 120 ore ero­ga­to ai soc­cor­ri­to­ri dai sin­go­li enti. Infi­ne, isti­tui­re una figu­ra spe­cia­liz­za­ta por­te­reb­be alla ridu­zio­ne del nume­ro del per­so­na­le in ser­vi­zio, con con­se­guen­ti pro­ble­mi di allo­ca­zio­ni di risorse.

Soc­cor­ri­to­ri in una simu­la­zio­ne di maxie­mer­gen­za pres­so la fab­bri­ca Leo­nar­do di Vergiate.

È neces­sa­rio doman­dar­si, allo­ra, se un inve­sti­men­to in tal sen­so pos­sa gio­va­re non solo alla qua­li­tà del­la cura del pazien­te, ma alla sani­tà tut­ta. Seb­be­ne gli inter­ven­ti strut­tu­ra­li da attua­re deb­ba­no esse­re radi­ca­li, agen­do sull’ambiente pre ed extrao­spe­da­lie­ro, per quan­to gra­vo­si sui con­ti pub­bli­ci, potreb­be­ro allen­ta­re la pres­sio­ne sugli ospe­da­li più pre­ca­ri, spo­stan­do le cure all’origine del­le emer­gen­ze. A tal fine, la figu­ra pro­fes­sio­na­le potreb­be gio­ca­re un ruo­lo fon­da­men­ta­le a lun­go termine.

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Jose Orlando Rodriguez Oyuela
Ogni tan­to stu­dio medi­ci­na, ogni tan­to leg­go, ogni tan­to scri­vo, e ogni tan­to impa­ro cose nuove.

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