Lorenzo Mark Finn, pedalando verso il Canada

L’astro nascente del ciclismo azzurro gareggerà ai prossimi mondiali

Diciannove anni, un ricco palmarès nelle categorie giovanili e sete di successi tra i professionisti: il genovese Lorenzo Mark Finn è uno dei giovani rampanti del ciclismo mondiale e sarà al via della prossima prova in linea iridata. Assieme al giornalista Michele Pelacci, discutiamo cosa aspettarsi, ora e in futuro, dal talento ligure.

Men­tre si con­clu­de la Vuel­ta a España, si avvi­ci­na l’inizio dei cam­pio­na­ti mon­dia­li di cicli­smo, pro­gram­ma­ti tra il 20 e il 27 set­tem­bre a Mon­tréal, in Canada.

Nel­la pro­va in linea maschi­le, even­to con­clu­si­vo del­la ker­mes­se, non sarà al via il bi-cam­pio­ne iri­da­to in cari­ca, lo slo­ve­no Tadej Pogačar, a cau­sa del gra­ve infor­tu­nio pati­to alla Vuel­ta. Quan­to alla squa­dra ita­lia­na, tra gli otto par­ten­ti figu­re­rà anche Loren­zo Mark Finn, dician­no­ven­ne geno­ve­se che, dopo un’annata domi­nan­te tra gli under 23, in Qué­bec var­che­rà defi­ni­ti­va­men­te la soglia del professionismo.

Dagli esordi ai mondiali giovanili

Loren­zo Mark Finn nasce a Geno­va il 19 dicem­bre del 2006, da padre ingle­se e madre ligu­re. Cre­sce pra­ti­can­do cal­cio e ten­nis, salen­do sul­la bici­clet­ta solo ver­so i dodi­ci anni, ini­zial­men­te per recu­pe­ra­re da un pro­ble­ma fisi­co. Loren­zo si inna­mo­ra velo­ce­men­te del­le due ruo­te e sul­le sali­te ligu­ri for­gia il suo pro­fi­lo di corridore.

Esor­di­sce nel 2019, pas­san­do agli junio­res nel 2023, a sedi­ci anni. «Il 2006 è con­si­de­ra­ta una del­le miglio­ri anna­te per il cicli­smo recen­te – spie­ga Miche­le Pelac­ci, redat­to­re per il maga­zi­ne Alven­to e L’Ultimo Uomo –. Sono di quest’anno alcu­ni gio­va­ni di otti­me pro­spet­ti­ve come il fran­ce­se Paul Sei­xas e lo slo­ve­no Jakob Omr­zel». Per il ligu­re si accen­do­no le pri­me, inten­se sfi­de con i suoi riva­li junio­res, dove rac­co­glie i pri­mi suc­ces­si, come avvie­ne nel­la pro­va in linea junior ai cam­pio­na­ti mon­dia­li di Zuri­go del 2024.

Pas­sa­to agli under 23, ulti­ma cate­go­ria gio­va­ni­le pri­ma del pro­fes­sio­ni­smo, al Giro Next Gen 2025 chiu­de al sesto posto in clas­si­fi­ca gene­ra­le, aggiu­di­can­do­si la clas­si­fi­ca a pun­ti per sca­la­to­ri. Tre mesi dopo, il 26 set­tem­bre 2025, è il più gio­va­ne al via del­la pro­va in linea under 23 ai cam­pio­na­ti del mon­do di Kiga­li, in Ruan­da. È anco­ra lui a con­qui­sta­re il titolo.

Loren­zo Mark Finn sul tra­guar­do ai mon­dia­li 2025 di Kiga­li, Ruan­da (foto: ANSA/EPA)

Il graduale avvicinamento ai pro

Per la sta­gio­ne in cor­so, Finn resta tra gli under 23, in accor­do con la squa­dra Red Bull-BORA-han­sgro­he Roo­kies e l’allenatore John Wake­field. Si trat­ta di un approc­cio pro­gres­si­vo al pro­fes­sio­ni­smo, diver­so da quel­lo scel­to dal riva­le Paul Sei­xas, che «tra 2024 e 2025 ha fat­to un enor­me sal­to di qua­li­tà, gareg­gian­do già l’anno scor­so ai mon­dia­li nel­la cate­go­ria élite».

Il 2026 del fran­ce­se è sta­to di altis­si­mo livel­lo, aven­do vin­to la clas­si­ca Frec­cia Val­lo­ne e ter­mi­na­to il Tour de Fran­ce al quar­to posto. I risul­ta­ti sem­bra­no dar­gli ragio­ne, ma una cre­sci­ta così repen­ti­na non è neces­sa­ria­men­te van­tag­gio­sa a lun­go ter­mi­ne. «Chi tra Sei­xas e Finn – si chie­de Pelac­ci – avrà vin­to di più alla fine del­la car­rie­ra? Chia­ra­men­te lo sapre­mo tra diver­si anni, ma può dar­si che un pia­no di svi­lup­po più con­trol­la­to pos­sa favo­ri­re il cicli­sta azzurro».

Il ragaz­zo di Geno­va ha domi­na­to la sta­gio­ne degli under 23: in pri­ma­ve­ra si aggiu­di­ca, tra 6 e 7 apri­le, le due pre­sti­gio­se cor­se vene­te del Giro del Bel­ve­de­re (dove era cam­pio­ne in cari­ca) e il G.P. Palio del Recio­to. A giu­gno, poi, si assi­cu­ra il pri­mo posto al Giro Next Gen gra­zie anche a due vit­to­rie di tap­pa. L’ultimo, signi­fi­ca­ti­vo sigil­lo arri­va a fine ago­sto, con il trion­fo al Tour de l’Avenir (un Tour de Fran­ce gio­va­ni­le), suc­ce­den­do pro­prio al riva­le Sei­xas nell’albo d’oro.

Finn in que­sta sta­gio­ne ha anche esor­di­to tra i pro­fes­sio­ni­sti: giun­ge al sesto posto nel­la secon­da tap­pa del Tour of the Alps, con­clu­so­si anzi­tem­po per una cadu­ta nel­la ter­za gior­na­ta e ottie­ne la pri­ma affer­ma­zio­ne in una cor­sa a tap­pe, al Sibiu Tour in Roma­nia, dove vin­ce due frazioni.

Le (pericolose) aspettative

Pure se inse­ri­to in una squa­dra ita­lia­na «sen­za gerar­chie ben defi­ni­te, ma con Pel­liz­za­ri e Cic­co­ne più quo­ta­ti», Finn ai mon­dia­li cana­de­si dovrà lavo­ra­re come gre­ga­rio. «D’altronde, la cor­sa è di 273 chi­lo­me­tri: è net­ta­men­te la più lun­ga che abbia mai affron­ta­to e non cre­do che taglie­rà il tra­guar­do, il che è nor­ma­le per un gio­va­nis­si­mo come lui».

Insom­ma, non biso­gna aspet­tar­si trop­po per i suoi esor­di: è già straor­di­na­rio che Finn gareg­gi al mon­dia­le in così ver­de età. Tut­ta­via, è vero che il dician­no­ven­ne ligu­re sem­bra rien­tra­re nel­la cate­go­ria di «pre­de­sti­na­to» e la squa­dra non nascon­de di vede­re in lui un futu­ro vin­ci­to­re di gran­di giri.

In effet­ti, Finn sem­bra par­ti­co­lar­men­te adat­to al Giro d’Italia, date le sue qua­li­tà in sali­ta. È que­sto cor­ri­do­re da gran­di appun­ta­men­ti che l’Italia desi­de­ra da tem­po, ma che da una deci­na d’anni man­ca al nostro pae­se.

Finn riu­sci­rà, però, a tra­sfor­mar­si in qual­co­sa di più, in una leg­gen­da come la fu, su tut­ti, Mar­co Pan­ta­ni? «Se vuo­le esser­lo, Finn dovrà crear­si l’aura del cam­pio­ne, quel non so che in più per esse­re un’icona extra-spor­ti­va; per ades­so non sem­bra aver­ce­la, ma non esclu­do che rag­giun­ga un simi­le sta­tus in futuro».

I piani per la prossima stagione

Ingag­gia­to dal­la Red Bull-BORA-han­sgro­he, nel 2027 Finn lavo­re­rà con cicli­sti affer­ma­ti come Rem­co Eve­ne­poel e Jai Hind­ley, già vin­ci­to­ri di gran­di giri. Secon­do Pelac­ci, però, tut­to ciò non lo sco­rag­ge­rà: «gli ho par­la­to solo due vol­te, ma Loren­zo m’è sem­bra­to un ragaz­zo riser­va­to e con­vin­to dei pro­pri mez­zi».

Tra i com­pa­gni del pros­si­mo anno, il già cita­to Giu­lio Pel­liz­za­ri, ven­ti­duen­ne mar­chi­gia­no, anche lui pro­mes­sa del peda­le ita­lia­no. A Mon­tréal vesti­ran­no entram­bi la maglia azzur­ra ed è da veri­fi­ca­re l’evoluzione dei rap­por­ti fra i due negli anni a veni­re. Loren­zo Mark, d’altronde, dovrà pre­sto tra­slo­ca­re dal­la casa dei geni­to­ri e dove andrà deter­mi­ne­rà i suoi futu­ri com­pa­gni di alle­na­men­to, che potreb­be­ro esse­re pure cor­ri­do­ri di altre compagini.

E allo­ra via, desti­na­zio­ne Cana­da, poi le ulti­me cor­se del 2026, Il Lom­bar­dia soprat­tut­to. «La par­te di fina­le del­la sta­gio­ne sarà impor­tan­te per valu­ta­re se Finn nel 2027 potrà subi­to par­te­ci­pa­re a cor­se impor­tan­ti, come il Giro, o meno». Per la pros­si­ma sta­gio­ne, il geno­ve­se pun­ta a per­fe­zio­nar­si anco­ra e rac­co­glie­re vit­to­rie di tap­pa in cor­se di peso. «Sono fidu­cio­so che la sua squa­dra lo trat­te­rà con i guan­ti. Per il resto, spe­ria­mo ci fac­cia gode­re», chio­sa Pelacci.

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Pietro Taglietti
Sono di Bre­scia e stu­dio Scien­ze uma­ni­sti­che per la comu­ni­ca­zio­ne. Mi pia­ce scri­ve­re, leg­ge­re, impa­ra­re nuo­ve lin­gue, cuci­na­re. Mi inte­res­so prin­ci­pal­men­te di sport, cul­tu­ra e arte e la cosa che pre­fe­ri­sco è esse­re indi­pen­den­te. Per tut­to il resto chie­de­te a mia madre.

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