Obsession, come NON si supera il lutto d’amore

L’horror del momento come parabola psicanalitica sul rifiuto

Obsession, come NON si supera il lutto d’amore
Immagine tratta dal film Obsession di Curry Barker

Il film di Curry Barker ammonisce sulle conseguenze di rifiutare la perdita di un oggetto d’amore e di elaborare il lutto attraverso la vendetta.

Obses­sion non è l’horror su una ragaz­za osses­sio­na­ta, per­ché il vero car­ne­fi­ce è il bra­vo ragaz­zo pro­ta­go­ni­sta. Que­sta è la chia­ve di let­tu­ra che è sta­ta usa­ta in tut­ti gli arti­co­li, non­ché il suc­co del film. E per un film che, attra­ver­so il gene­re hor­ror, rac­con­ta l’orrore del­le rela­zio­ni affet­ti­ve oggi, una let­tu­ra psi­ca­na­li­ti­ca si è resa più che mai neces­sa­ria. Si nota però che, a furia di par­la­re di attua­li­tà, si è sem­pre fini­to per tra­scu­ra­re un po’ l’aspetto lut­tuo­so del rifiu­to d’amore e la sua ela­bo­ra­zio­ne, su cui ci si con­cen­tre­rà in que­sto articolo.

L’amore come pretesto

Sap­pia­mo bene che l’amore non cor­ri­spo­sto non è vero amo­re, ma il sin­to­mo di un disa­gio più gran­de. È Bear stes­so a dir­ci all’inizio cosa lo tor­men­ta, in una dichia­ra­zio­ne che cre­dia­mo stia facen­do a Nik­ki. Per for­tu­na è una pro­va gene­ra­le ai suoi ami­ci, per­ché più che dichia­ra­re il suo amo­re sta con­fes­san­do che ama­re la col­le­ga che non lo ricam­bia è un’ossessione che lo ha aiu­ta­to a distrar­si dall’affrontare la vera sofferenza.

Bear deci­de di dichia­rar­si all’amica, pren­den­do­le un baston­ci­no gio­cat­to­lo per esau­di­re ciò che più si desi­de­ra, ma vie­ne rifiu­ta­to pri­ma che rie­sca a dar­le il rega­lo. Scot­ta­to dal due di pic­che, apre il pac­chet­to e spez­za il baston­ci­no, desi­de­ran­do che lei lo ami più di ogni altra cosa al mon­do. Il desi­de­rio si avve­ra all’istante, ma Bear capi­sce che qual­co­sa non va. Nik­ki si com­por­ta in manie­ra stra­na, si inven­ta addi­rit­tu­ra un can­cro di suo padre per far­si ospi­ta­re da Bear per la not­te. Ades­so non è più Nik­ki ad agi­re, ma un’enti­tà demo­nia­ca che la pos­sie­de e la costrin­ge ad annul­lar­si per lui.

La vendetta di Bear

Obses­sion ci met­te in guar­dia dai rischi di riu­sci­re a rag­giun­ge­re effet­ti­va­men­te l’ogget­to del desi­de­rio. Nel momen­to in cui si gode dell’oggetto, ci si tro­va di fron­te alla scon­cer­tan­te sco­per­ta che ciò che si desi­de­ra è diver­so da quel che si pen­sa­va di vole­re. Non è che il baston­ci­no abbia del­le con­se­guen­ze o fun­zio­ni male, il pro­ble­ma è che fun­zio­na per dav­ve­ro e rea­liz­za quel che Bear desi­de­ra incon­scia­men­te, e che una vol­ta emer­so alla coscien­za vie­ne rigettato.

Quan­do Bear desi­de­ra che Nik­ki lo ami più di ogni altra cosa al mon­do, sta desi­de­ran­do che lei pro­vi le sue stes­se pene d’amore. Vuo­le che dun­que lei pro­vi cosa signi­fi­ca ama­re qual­cu­no for­za­ta­men­te: il demo­ne fa impri­gio­na­re Nik­ki nel suo stes­so cor­po, con­trol­lan­do le sue azio­ni, così come lui, impri­gio­na­to dal dolo­re, è costret­to dal suo incon­scio a cer­ca­re una scap­pa­to­ia nell’amore di una don­na che non ama davvero.

Dal suo desi­de­rio, Bear ottie­ne una Nik­ki distur­ba­ta, che gli pos­sa far dire che è una for­tu­na che lei lo abbia rifiu­ta­to, per­met­ten­do­gli di ela­bo­ra­re il lut­to anche del gat­to e di Sarah, visto che frea­ky Nik­ki ini­zia a com­por­tar­si come loro per pren­der­ne il posto.

Rifiutare la perdita e delegarla a un altro

Ciò che Bear desi­de­ra è di rima­ne­re lega­to a Nik­ki: non affron­tan­do il lut­to, rifiu­ta difat­ti la per­di­ta di un ogget­to d’amore. C’è però la feri­ta dell’io da risa­na­re, moti­vo per cui la ven­det­ta distor­ce il desi­de­rio facen­do­gli assu­me­re trat­ti orrorifici.

Bear è per­fet­ta­men­te con­sa­pe­vo­le di sta­re tor­tu­ran­do Nik­ki e di aver­le inflit­to una male­di­zio­ne. In una sce­na chia­ve, si alza dal let­to nel cuo­re del­la not­te cre­den­do che Nik­ki stia dor­men­do, ma quan­do è sull’uscio si sen­te chia­ma­re dal­la vera Nik­ki, men­tre il demo­ne nel suo cor­po dor­me. Essa gli chie­de di met­te­re fine alla sua sof­fe­ren­za ucci­den­do­la, ma Bear pone davan­ti il suo orgo­glio e le dice: «È così brut­to sta­re insie­me a me?». Nik­ki gli rispon­de che non sono mai sta­ti insie­me e Bear, che non la ama dav­ve­ro, pro­lun­ga la sua ven­det­ta andan­do­se­ne sen­za esau­di­re la sua volontà.

La ven­det­ta si com­pie infi­ne con l’estre­mo gesto nel fina­le. Bear non vuo­le solo ces­sa­re il dolo­re: sa benis­si­mo che il desi­de­rio si esau­ri­sce con la sua mor­te, e con esso anche il sor­ti­le­gio. Per­ciò fa over­do­se di ossi­co­do­ne e, quan­do il demo­ne final­men­te scom­pa­re, la vera Nik­ki si tro­va tra le brac­cia il cada­ve­re dell’uomo che lei non ricam­bia­va sen­ti­men­tal­men­te. A que­sto pun­to, il dolo­re del­la per­di­ta vie­ne sca­ri­ca­to tut­to sul­le spal­le del­la vit­ti­ma, men­tre il film si chiu­de sul suo pian­to straziante.

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Giuseppe Ciliberti
Stu­den­te di Let­te­re appas­sio­na­to di cine­ma, filo­so­fia e musica.

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