George Floyd: postare, parlare, protestare

George Floyd: postare, parlare, protestare

La narrazione dei media usa un linguaggio (a loro dire) il più imparziale possibile: la spersonalizzazione della vittima porta a mettere in secondo piano la partecipazione emotiva e le formule attenuative che descrivono il brutale omicidio rendono più soft la percezione del fatto. È successo di nuovo con George Floyd: 46enne afroamericano che il 25 maggio scorso è stato ucciso dalla polizia di Minneapolis.