Ora che i Jihadisti vogliono tornare

7 Aprile 2019 Federico Sarchiapone 0

L’ISIS ha subi­to la sua defi­ni­ti­va scon­fit­ta mili­ta­re. Il 23 mar­zo l’ultima roc­ca­for­te Baghuz è sta­ta con­qui­sta­ta, il Calif­fa­to è mor­to e le trup­pe ame­ri­ca­ne si pre­pa­ra­no al riti­ro dal­la Siria lascian­do soli gli allea­ti Cur­di. Ini­zie­rà un pro­ces­so di tran­si­zio­ne il cui esi­to dipen­de­rà, come sem­pre, dal­le volon­tà poli­ti­che del­le par­ti in cau­sa. L’unica cer­tez­za è che al momen­to c’è biso­gno di giu­sti­zia e chia­rez­za sul­le respon­sa­bi­li­tà e sugli avve­ni­men­ti di una guer­ra lace­ran­te. I gover­ni euro­pei sono di fron­te a una sfi­da di dif­fi­ci­le riso­lu­zio­ne. Nes­su­no è entu­sia­sta all’idea di ripor­ta­re dei ter­ro­ri­sti nel pro­prio pae­se, e allo stes­so tem­po abban­do­nar­li pre­sen­ta dei rischi cer­ti e impre­ve­di­bi­li. […]